“Siamo al limite”: Kyrylo Budanov non ha usato mezzi termini nel definire col New York Times la situazione delle forze armate ucraine che combattono contro l’offensiva russa in via di sdoganamento. Il generale 38enne a capo del Primo Direttorato dell’Intelligence (Hur) del Ministero della Difesa ucraina, da sempre tra i “falchi” fautori della corsa alla vittoria totale contro la Russia sul campo di battaglia, ha parlato di una “situazione critica” per le forze armate del presidente Volodymyr Zelensky.
Intervistato da un bunker di Kharkiv ha denunciato la carenza di riserve e il fatto che tra la seconda città dell’Ucraina e Chasiv Yar sia concentrato il grosso dell’esercito ucraino, sottolineando come la pressione russa vada ora nella direzione di un ampliamento della zona d’occupazione. Budanov ha costruito nello scorso biennio un’immagine guerresca di sé, facendo dell’Hur il cuore e del suo ufficio e di quello dello stratega Mykahilo Podolyak la mente della “guerra-ombra” con cui l’Ucraina ha spesso colpito alle spalle la Russia. Portando il caos sul suo territorio con molte operazioni, la maggiore tra tutte l’impresa contro il Ponte di Kerch di inizio ottobre 2022 e l’attentato a Daria Dugina, figlia di Aleksandr Dugin.
Che anche una figura di tale peso, un uomo combattivo che ha sempre resistito a pié fermo all’aggressione e si è dimostrato riluttante verso i freni imposti dagli alleati sull’uso delle armi fornite a Kiev unicamente in senso reattivo e non proiettivo ammetta le difficoltà militari dell’Ucraina è emblematico. In un paio di settimane la Russia ha per ora occupato solo una linea di fronte avanzata di soli 5 km, ma nel quadro della guerra d’attrito pensare che per avanzate analoghe a Bakhmut e Avdiivka c’erano voluti mesi è indicativo. “Esperti militari e funzionari ucraini affermano che le truppe russe finora sono avanzate per lo più attraverso territori poco difesi e in gran parte spopolati, spiegando il progresso relativamente rapido”, nota il New York Times. “Il confine nell’Ucraina nordorientale è stato soggetto a regolari bombardamenti russi durante la guerra, sottolineano, il che ha reso difficile stabilire posizioni fortificate e ha costretto molti civili alla fuga”, ha aggiunto il quotidiano della Grande Mela.
Budanov denuncia la carenza di uomini, ricordata anche dall’analista Osint Rob Lee come una delle cause maggiori di fragilità delle forze armate. La crisi demografica dell’esercito ucraino è specchio di quella demografica del Paese, travolto soprattutto dalla fuga di 8 milioni di persone dall’inizio dell’invasione russa. E ora che nelle regioni di Donbas e Zaporizhzhia si rischia l’apertura di nuovi fronti, l’espansione della zona di operazione delle armate di Mosca rischia di esser strutturalmente problematica per l’Ucraina. Anche a causa di un errore strategico: i ritardi nella preparazione di linee fortificate volte a consolidare il fronte nel 2023, anno che si è perso tra le battaglie di logoramento di Adviivka e Bakhmut e una controffensiva ucraina totalmente inadatta a riconquistare un impeto tale da scacciare le forze russe.
Nel frattempo non si sono approntate misure simili a quelle disposte dalla Russia sul suo fronte: campi minati, postazioni di tiro, trincee, postazioni anticarro, linee di appoggio. Già a febbraio Defense Express sottolineava tale problema, ricordando da un lato come le carenze dei corpi ucraini del genio siano legate all’annoso problema del ridotto numero di militari e dall’altro quanto non si fosse organicamente predisposto un piano politico di coordinamento delle risorse volte a consolidare le difese. A cui, di recente, si è aggiunto un dato preoccupante: Business Insider ha riportato voci di linee di difesa che in alcuni settori esisterebbero solo sulla carta ma non materialmente. Chiamando dunque alle responsabilità dei giri corruttivi nel ritardare la messa a terra degli apparati difensivi. Per Politico.eu tutto ciò sta privando l’Ucraina “dello spirito combattivo necessario per vincere”.
Le fonti ucraine della testata paneuropea hanno “dipinto una cupa previsione di un potenziale crollo delle linee del fronte quest’estate quando la Russia, con un maggior peso numerico e una disponibilità ad accettare enormi perdite, lancerà la sua prevista offensiva. Forse peggio, hanno espresso il timore privato che la risolutezza dell’Ucraina possa essere indebolita, con il morale delle forze armate indebolito da una disperata carenza di rifornimenti”. Le parole di Budanov trovano riscontro, in forma cupa e sinistra, in queste dichiarazioni. Che parlano di un’Ucraina col morale a terra dopo due, lunghi anni di coraggiosa resistenza. Giunta forse al punto critico e di potenziale rottura.
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