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Altra giornata importante per il dossier russo-ucraino. Nel Donbass proseguono gli scambi di colpi di artiglieria tra combattenti separatisti e soldati dell’esercito ucraino. A partire da giovedì notte, entrambe le forze in campo si fronteggiano e si accusano a vicenda sulla responsabilità delle nuove tensioni.



Nelle repubbliche filorusse i comandanti locali puntano il dito contro Kiev, dalla capitale ucraina invece si accusa la Russia di armare i separatisti per lanciare ulteriori provocazioni. É di nuovo il Donbass dunque al centro dell’attenzione principale. Intanto si muove la diplomazia. Oggi il presidente Usa Biden parlerà con gli alleati della Nato, dall’Italia arrivano conferme di un prossimo viaggio di Mario Draghi a Mosca. Dal Cremlino annunciano invece la prosecuzione del ritiro di diversi soldati dai confini.


I tre scenari della possibile invasione russa

🔴 La crisi in diretta:


Ore 17:51 | Putin: “Diecimila Rubli a testa per ogni rifugiato del Donbass”

Il presidente russo, commentando l’evacuazione dei civili dalle regioni separatiste, ha fatto sapere che per ogni profugo che raggiungerà il territorio della federazione verranno erogato diecimila Rubli, equivalenti circa a 130 Euro. Ad annunciarlo è stato il quotidiano Moscow Times. In queste ore in centinaia stanno attraversando le frontiere da Donetsk e Lugansk.


Ore 17:10 | Potente esplosione nel centro di Donetsk

Una violenta esplosione è stata avvertita nel cuore di Donetsk. A riferirlo è un’agenzia di Ria Novosti. Secondo testimoni, l’esplosione sarebbe avvenuta non lontana dall’ufficio del governo dell’autoproclamata repubblica filorussa. Sembrerebbe, dai primi accertamenti, che a causare la deflagrazione sia stata un’autobomba. L’episodio è destinato a far salire ulteriormente la tensione.


Ore 16:50 | Cittadini in fila con le auto davanti i distributori di benzina nel Donbass

Sui social girano diverse foto che ritraggono cittadini incolonnati davanti ai rifornimenti di benzina nella città di Donetsk. Un’immagine iconica di ogni situazione di emergenza. Molti abitanti hanno paura dell’esaurimento del carburante oppure provano a mettere il pieno nelle auto per fuggire in Russia. Incolonnamenti sono segnalati anche in altre località del Donbass. Sia a Donetsk che a Lugansk sono stati emanati gli ordini di evacuazione dei civili.

L’analista Michael A. Horowitz su Twitter ha rilanciato un’altra immagine in cui si vedono invece autobus pronti a partire verso la Russia. Il sindaco di Rostov, città russa non lontana dal confine con il Donbass, ha chiesto aiuto a Putin per gestire l’importante ondata di profughi prevista nelle prossime ore.


Ore 16:00 | Suonano le sirene di allarme aereo a Donetsk

Dopo l’annuncio dell’evacuazione delle popolazione civile, nella città di Donetsk hanno iniziato a risuonare le sirene di allarme aereo. Il suono delle sirene è udibile in tutto il territorio del capoluogo dell’autoproclamata repubblica filorussa.


Ore 15:45 | Intelligence Usa: “Gli annunci della Russia sul ritiro sono stati un trabocchetto”

Citando fonti dei servizi segreti statunitensi, il Washington Post ha riferito della convinzione dell’amministrazione Usa secondo cui gli annunci di una de escalation da parte russa altro non erano che un “trabocchetto”. “Le forze russe hanno continuato ad aumentare – si legge – Gli Stati Uniti hanno ottenuto “informazioni credibili che le dichiarazioni russe sono una campagna di disinformazione progettata per trarre in inganno”.


Ore 15:27 | Appello dei separatisti ai cittadini: “Prendete le armi”

L’agenzia Tass ha riferito che i vertici dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk hanno lanciato un appello a tutti i cittadini maggiorenni per imbracciare le armi e prepararsi a combattere: “Occorre difendere – si legge – il territorio della Repubblica”. Un ulteriore segnale del peggioramento della situazione nel Donbass.

Leonid Pasechnik, capo della Repubblica di Lugansk, si è unito al suo omologo di Donetsk nell’ordinare ai civili non coinvolti nel conflitto e non chiamati alla mobilitazione di evacuare le aree limitrofe alla linea di contatto e andare in Russia.

Al fine di prevenire vittime tra la popolazione civile, invito i residenti della repubblica che non hanno ordini di mobilitazione e che non sono coinvolti nel supporto vitale delle infrastrutture sociali e civili, a partire per il territorio della Federazione Russa al più presto. Leonid Pasechnik


Ore 14:56 | Concluso il colloquio tra Austin e Shoigu

Terminato il colloquio più atteso di oggi lungo l’asse Washington – Mosca. Lloyd Austin, segretario della Difesa Usa, ha parlato a telefono con Sergei Shoigu, ministro della Difesa russo. Le prime informazioni sul colloquio sono trapelate dal Pentagono e riferiscono di come Austin abbia chiesto al suo omologo l’inizio di una vera de-escalation, con il ritorno alle basi dei soldati russi stanziati a ridosso del confine ucraino.


Ore 14:53 | Putin: “Situazione nel Donbass sta peggiorando”

Parlando a margine dell’incontro durato due ore e mezza con l’omologo bielorusso Alexandar Lukashenka, il presidente russo Vladimir Putin ha commentato le ultime notizie arrivate dall’est dell’Ucraina: “La situazione nel Donbass sta peggiorando – ha dichiarato il capo del Cremlino – Stiamo osservando un deterioramento sul fronte della sicurezza”. Putin ha poi aggiunto che il governo ucraino deve adesso sedersi attorno a un tavolo per risolvere la contesa in modo diplomatico: “Tutto quello che Kiev deve fare è sedersi al tavolo dei negoziati con il Donbass e concordare una soluzione del conflitto”.


Ore 14:35 | Governo separatista di Donetsk annuncia evacuazione dei civili

Alcune località situate a pochi passi dalla linea di contatto saranno a breve evacuate. Lo ha reso noto l’Afp che ha riportato fonti del governo dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk. Denis Pushilin, leader separatista, ha annunciato di aver preso questa misura per via del deterioramento delle condizioni di sicurezza. Già ieri le autorità di Donetsk avevano proclamato lo stato di emergenza a seguito dell’inizio degli scontri lungo la linea di contatto. Questa mattina invece era stata chiusa la ferrovia che collega Donetsk con Lugansk. La misura presa nel primo pomeriggio di oggi è un’ulteriore testimonianza della gravità della situazione. Ci sarebbero, secondo gli inviati sul posto, diverse località dove la sicurezza per i civili non è più possibile garantirla.

Abbiamo organizzato da oggi una evacuazione di massa della popolazione verso la Federazione Russa. Donne, bambini e anziani avranno la priorità. Denis Pushilin

 


Ore 14:01 | Kiev: “Feriti due soldati ucraini in scontri a fuoco nel Donbass”

Sarebbero almeno due i soldati di Kiev rimasti feriti lungo la linea di contatto con le regioni separatiste filorusse del Donbass. Il ministero della Difesa ucraino ha ufficializzato questo dato, specificando che entrambi i militari sono adesso in ospedale e uno di loro è in gravi condizioni ma fuori pericolo di vita. Gli scontri sono avvenuti nella mattinata di questo venerdì. I soldati feriti facevano parte di un gruppo di militari in servizio e sarebbero stati colpiti da colpi sparati dai separatisti.


Ore 13:23 | Il “giallo” dei numeri sui soldati russi lungo i confini

Michael Carpenter, rappresentante dell’Ocse, ha parlato di almeno 190mila soldati russi presenti a ridosso del confine con l’Ucraina. Una cifra che dimostrerebbe, secondo la versione degli Stati Uniti, il non ritiro di Mosca dalle aree più calde. Sui numeri però non sembra esserci una certa conformità: per Kiev infatti, i soldati russi ancora presenti sono 145mila.

Abbiamo valutato che la Russia probabilmente ha ammassato tra i 169 mila-190 mila uomini dentro e vicino l’Ucraina. Si tratta della più significativa mobilitazione militare in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Michael Carpenter


Ore 12:40 | Lavrov: “Temiamo mercenari in arrivo nel Donbass”

Citato dalla Tass, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha espresso i propri timori circa l’arrivo di mercenari dai Balcani verso l’est dell’Ucraina. Il titolare della diplomazia russa ha fatto riferimento ad alcuni Paesi dell’ex Jugoslavia e all’Albania.

La Russia ha informazioni secondo le quali mercenari da Kosovo, Albania e Bosnia-Erzogovina stanno per essere inviati nel Donbass. Sergej Lavrov

Il ministro russo è intervenuto anche sull’attuale dialogo tra Stati Uniti e Russia sulla sicurezza, sottolineando come al momento non ci sono grandi progressi: “Le promesse – ha dichiarato Lavorv – non ci bastano”


Ore 12:26 | Lukashenko al Cremlino: domani sarà presente alle esercitazioni militari

Vladimir Putin, secondo quanto reso noto dall’agenzia Tass, ha incontrato in mattinata il presidente bielorusso Alexandar Lukashenko. I due hanno parlato degli sviluppi della crisi ucraina e della collaborazione tra Mosca e Minsk. Il Cremlino ha annunciato la presenza di Lukashenko domani alle esercitazioni militari russe.

Alexandar Lukashenko

Ore 11:33 | Nuovi bombardamenti in corso ad est

Giornalisti dell’Afp presenti nella località di Stanytsia Luganska, la stessa dove giovedì un colpo di mortaio ha raggiunto un asilo nido, riportano intensi bombardamenti in corso lungo la linea di contatto. Le esplosioni sono ben distinguibili e udibili da diverse postazioni. Non chiara al momento l’origine dei colpi di artiglieria.


Ore 11:07 | Cremlino: “Scontri nell’est Ucraina sono molto preoccupanti”

Nel corso di una conferenza stampa tenuta nel palazzo del Cremlino, il portavoce Dmitri Peskov ha dichiarato che la presidenza russa sta seguendo ora dopo ora l’evolversi degli scontri nel Donbass. Peskov, in particolare, ha fatto presente che quanto sta accadendo nelle regioni separatiste è considerato molto “preoccupante” e le denunce fatte dai separatisti circa le violazioni del cessate il fuoco da parte ucraina sono tenute in considerazione.

Quello che sta accadendo nel Donbass è molto preoccupante e genera una sensazione di ansia. Potenzialmente sono fatti molto pericolosi. Dmitri Peskov


Ore 10:36 | Boris Johnson annuncia la sua presenza alla conferenza di Monaco

I media tedeschi hanno reso noto che anche il premier inglese Boris Johnson sarà presente sabato alla conferenza di Monaco sulla sicurezza. In precedenza era stata annunciata la presenza del ministro degli Esteri di Sua Maestà, Liz Truss, e del ministro della Difesa, Ben Wallace. La presenza del capo del governo di Londra testimonia l’importanza assunta dall’appuntamento di Monaco di Baviera per via del deterioramento della crisi ucraina. Saranno proprio le novità da Kiev a monopolizzare il vertice.


Ore 10:31 | Mosca annuncia esercitazioni missilistiche sotto la supervisione di Putin

Il ministero della Difesa russo rende noto che nella giornata di sabato sono previste esercitazioni missilistiche delle forze di deterrenza strategica della triade nucleare. Le esercitazioni dovrebbero prendere il via nelle prime ore del mattino sotto la supervisione dello stesso Vladimir Putin.

L’esercitazione delle forze di deterrenza strategica era stata pianificata in precedenza per verificare la prontezza degli organi di comando e controllo militari, nonché l’affidabilità delle armi strategiche nucleari e non.
Ministero della Difesa russo

Dal Cremlino però invitano alla prudenza. Il portavoce Dmitri Peskov ha dichiarato alla stampa che simili esercitazioni sono ordinarie e avvengono dando un largo preavviso agli altri Paesi attraverso vari canali.


Ore 10:23 | Chiusa la ferrovia che collega Donetsk a Lugansk

Dal Donbass si continuano a denunciare bombardamenti con colpi di artiglieria da parte ucraina. Come riportato dal giornalista di Russia Today, Semyon Pegov, alle ore 8:30 un colpo di mortaio è caduto sui binari della ferrovia Donetsk-Debaltseve. Si tratta della linea che mette in collegamento la città di Donetsk con l’altra città separatista di Lugansk e con il territorio russo. Per questo le autorità dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk hanno deciso di fermare il traffico ferroviario. A confermare lo stop dato ai convogli è anche l’agenzia Ria Novosti.


Ore 10:11 | Kiev: “In 24 ore 60 violazioni del cessate il fuoco”

Il governo ucraino, tramite il portavoce del ministero della Difesa, ha fatto sapere che a partire dalla giornata di giovedì sono state riscontrate almeno 60 violazioni del cessate il fuoco da parte dei combattenti filorussi del Donbass. Inoltre è stato confermato il dato che parla di un soldato ucraino ferito a causa dei bombardamenti giunti dall’altra parte del confine della cosiddetta “linea di contatto”.

Al tempo stesso però, dai vertici della difesa di Kiev è giunta una rassicurazione circa l’imminenza di un’invasione russa: “La possibilità di un intervento di Mosca su larga scala – si legge – rimane bassa”. Secondo i dati in possesso del ministero della Difesa ucraino, lungo i confini sarebbero assiepati almeno 149mila soldati russi.


Ore 9:11 |  La Russia continua il ritiro di truppe e mezzi dalla frontiera

Continua il ritiro graduale delle forse russe dalla frontiera con l’Ucraina: Mosca ha annunciato che altri carri armati e mezzi corazzati dalle aree di frontiera stanno tornando alle basi, dopo la fine delle esercitazioni che hanno allarmato l’Occidente.

Un altro treno militare che trasporta personale ed equipaggiamento militare appartenente alle unità del Distretto militare occidentale è tornato alle basi permanenti nella regione di Nizhny Novgorod dopo aver completato le esercitazioni programmate.
Ministero della Difesa russo

Allo stesso tempo, Mosca ha dichiarato che 10 aerei da guerra Su-24 si stanno spostando dalla penisola di Crimea agli aeroporti di altre regioni, come parte delle esercitazioni. Le agenzie di stampa non hanno detto dove le unità abbiano esattamente svolto le esercitazioni o dove sarebbero state ridistribuite, mentre la Russia non ha riferito quanto personale stia partecipando alle manovre al confine. I ritiri annunciati oggi sono gli ultimi di una serie, iniziata questa settimana, e che aveva alimentato la speranza di una riduzione delle tensioni tra Russia e Occidente, che continua a dubitare sugli annunci di Mosca. Ieri, gli Stati Uniti hanno denunciato che non si assiste a nessun ritiro, anzi, a un ulteriore arrivo di truppe.


Ore 9:07 | Oggi telefonata ministri Difesa Russia-Usa

Il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu e il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin avranno una conversazione telefonica oggi “su iniziativa della parte americana”: lo riferisce Interfax citando il ministero della Difesa russo.


 

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