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Blue Flag è il nome di un’esercitazione che si tiene in Israele, presso la base aerea di Ovda, nella parte meridionale del Paese non molto lontano dal porto di Eilat, che nella sua edizione di quest’anno vedrà per la prima volta la presenza di assetti di “quinta generazione”, ovvero gli F-35.

L’edizione 2019 è ufficialmente cominciata nella giornata di domenica 3 novembre e durerà 12 giorni vedendo la presenza di cacciabombardieri di Grecia, Germania, Stati Uniti e Italia oltre che quelli dei padroni di casa e delegazioni di altri Paesi che però non parteciperanno attivamente coi propri velivoli, per un totale di circa mille uomini coinvolti delle nazioni partecipanti. L’esercitazione, inaugurata nel 2013 e a scadenza biennale, è quindi la quarta che Israele effettua sul proprio territorio nazionale ed è diventata via via più complessa col susseguirsi delle edizioni.

Cos’è Blue Flag

La base di Ovda è una delle principali delle Idf, le forze armate israeliane, ed oltre a offrire infrastrutture moderne e ampi spazi per condurre esercitazioni con velivoli moderni, ospita il centro di addestramento avanzato dell’Aeronautica di Tel Aviv con la sede del 115esimo stormo “Flying Dragon” , un reparto di aggressors che utilizza gli F-16 per simulare i velivoli e le tattiche di combattimento degli avversari.

Blue Flag è infatti un’esercitazione volta a simulare scenari di combattimento di ampio spettro che spaziano dal duello aria-aria, agli attacchi aria-suolo sino ai pattugliamenti aerei dello spazio aereo. Durante le simulazioni i velivoli partecipanti vengono divisi in due fazioni che si trovano a “combattere” l’una contro l’altra.

Le manovre non coinvolgono solo i caccia degli Stati partecipanti, ma anche i sistemi di difesa aerea terrestri, come i Patriot di cui è dotata Israele, per aumentarne sensibilmente il livello di realismo.

“L’esercitazione è della massima importanza strategica e ha una tremenda influenza sull’Aeronautica, le Idf e lo Stato di Israele” si legge in uno stringato comunicato rilasciato dalle autorità militari di Tel Aviv. “La cooperazione (con gli altri Stati n.d.r.) permetterà un addestramento di altissimo livello, un reciproco apprendimento, e lo sviluppo delle tecniche di volo, oltre che la possibilità di rafforzare la collaborazione tra i Paesi in sede di revisione delle missioni” prosegue la nota delle Idf che specificano come “dozzine di velivoli israeliani saranno dispiegati per esercitarsi in scenari aria-aria e aria-suolo, avendo a che fare con avanzati threat assessment consultants (Tac)  cosi come con scenari di combattimento ostili, insieme alle altre forze aeree”. Questo dispiegamento darà l’opportunità di effettuare voli congiunti che coprono una vasta gamma di scenari utilizzando tecnologia avanzate”.

La prima degli F-35 israeliani

Come già accennato è la prima volta che gli F-35I “Adir” di Israele si trovano a volare insieme a quelli di altre nazioni, come l’Italia, sebbene siano già stati impiegati in operazioni militari, più o meno confermate, da Tel Aviv.

Israele dispone di una versione modificata del cacciabombardiere di quinta generazione della Lockheed Martin e attualmente è il Paese che ne ha in linea in numero maggiore dopo gli Stati Uniti: sono 14 gli Adir in forza nella Heyl Ha’Avir, l’aeronautica militare israeliana, sul totale di 50 ordinati da Tel Aviv.

Sarà pertanto molto interessante analizzare il comportamento dei piloti e dei caccia israeliani in azione con quelli della altre nazioni partecipanti ed in particolare con i nostri F-35, che, sebbene non vi sia conferma, è ragionevole siano stati inviati in Israele di ritorno dalla missione di air policing effettuata in Islanda il mese scorso.

Non è la prima volta che l’Italia partecipa a questa esercitazione. Nel 2017, ad esempio, furono inviati quattro Tornado del sesto stormo di Ghedi (Bs): due Tornado Interdiction-Strike (Ids) e due Tornado Electronic Combat Reconnaissance (Ecr) con circa 80 militari tra piloti, navigatori, personale tecnico e logistico.

In quell’occasione, oltre all’Italia, presero parte a Blue Flag anche le forze aree di Stati Uniti, Germania, Francia, Grecia, India e Polonia. I velivoli italiani effettuarono 58 sortite addestrative su un totale di oltre 800 missioni di volo.  In particolare, gli equipaggi del sesto stormo si sono addestrati conducendo principalmente missioni Composite Air Operation (Comao) che hanno previsto attività di volo a bassa e bassissima quota. Testate inoltre diverse tattiche e manovre evasive contro i sistemi Surface Air Missile (Sam) che hanno previsto l’impiego di contromisure elettromagnetiche.

Italia che partecipò anche alla prima Blue Flag, quella del 2013, inviando un contingente composto da Tornado e Amx. Sarà interessante notare se gli F-35, israeliani o italiani, voleranno coi deflettori radar (le lenti di Lunenburg) per incrementare la propria Rcs e non fornire al vigile occhio della Russia dati sulle reali capacità stealth del velivolo oppure si deciderà di escludere questa possibilità per fornire uno scenario veramente realistico.

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