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Guerra

Behind enemy lines: dopo l’abbattimento dell’F-15 in Iran è caccia al pilota

Le guardie della rivoluzione e la popolazione locale danno la caccia al pilota Usa abbattuto nel Sud dell'Iran. La reazione di Trump.
Emirates US La Presse

Un F-15 Strike Eagle abbattuto nei cieli iraniani da un missile SAM andato a segno, e questa volta senza il dubbio che si tratti di una falsa informazione; un elicottero HH-60 Pave Hawk, impiegato nelle operazioni di ricerca dei piloti abbattuti e dispersi — sulla cui testa pesa una taglia emessa dall’Iran — colpito da un RPG, che lascia una vistosa scia di fumo nero nel cielo riempito dalla sabbia alzata dai voli a bassa quota e dai vapori rilasciati da dozzine di aerei che volano in cerchio; e poi ancora un A-10 Thunderbolt, agganciato da un altro sistema antiaereo con puntatore a infrarossi, alla ricerca di calore, che viene centrato da un secondo missile surface-to-air e va giù.

Due piloti — uno dei membri dell’equipaggio dell’F-15 e il pilota dell’A-10 — abbattuti entrambi nel Sud dell’Iran, non nel settore di Hormuz come si era inizialmente scritto, ma nella provincia del Kuzhestan, vengono recuperati dalle unità coinvolte in una delicata missione di Combat Search and Rescue (CSAR), operazioni ad alto rischio finalizzate a localizzare, supportare e recuperare personale in territorio ostile o interdetto, come accadeva quasi quotidianamente ai tempi della guerra del Vietnam con le formazioni “Sandy“, dove i caccia localizzavano il pilota caduto behind the enemy lines, e poi gli elicotteri, sotto la loro scorta, arrivavano a recuperarlo. Un pilota risulta ancora disperso, forse catturato, secondo alcune informazioni non confermate. Braccato dalle Guardie della Rivoluzione islamica e dalla popolazione locale, che ha dato il via a una caccia all’uomo.

Uno dei seggiolini eiettabile del cacciabombardiere F-15E Strike Eagle abbattuto in Iran

Secondo le ultime notizie diffuse dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, l’esercito iraniano e i pasdaran schierati nella regione hanno avviato delle ricerche per trovare il pilota del caccia americano abbattuto. “Le forze militari hanno lanciato un’operazione di ricerca per ritrovare il pilota del caccia americano che è stato colpito in precedenza“, scrive la Fars. Nella mattinata di ieri, sempre la stessa agenzia aveva diffuso l’informazione secondo la quale “le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un secondo F-35 americano mentre sorvolava l’Iran centrale“.

Trump: nessuna influenza sul negoziato

I video, le immagini dei detriti e il seggiolino eiettabile trovato dagli iraniani hanno consentito agli esperti di Osint di confermare l’abbattimento, avvalorato dal via vai di aerei ed elicotteri impiegati nelle operazioni di ricerca e soccorso, che hanno coinvolto elicotteri Black Hawk del 160th SOAR, i Night Stalkers, e gli MC-130 Commando e MC-130J Combat King II, ma anche di correggere le fonti iraniane: l’aereo abbattuto era un F-15E Strike Eagle del 494° Fighter Squadron, di stanza presso la base RAF di Lakenheath, nel Regno Unito, attualmente schierato presso la base aerea di Muwaffaq al-Salti, in Giordania, come parte del 494° Expeditionary Fighter Squadron. A renderlo riconoscibile, la striscia rossa sui detriti della coda e lo stemma dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti applicato ai velivoli di stanza in Europa. Interessante notare come in 24 ore il Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti che gestisce le operazioni in Medio Oriente, non abbia speso una parola sull’accaduto. Indice della delicatezza e complessità della situazione.

Il recupero dell’equipaggio, che nel video del sistema di puntamento iraniano ha tentato di sfuggire al missile lanciando contromisure flare prima di essere colpito e costringere i due piloti a lanciarsi, ha immediatamente richiesto l’intervento delle unità CSAR che, operando in un territorio altamente ostile come l’Iran, sono diventate a loro volta bersagli. Le operazioni di recupero, ci insegna la storia, possono avere risvolti imprevedibili per i temerari che entrano nello spazio aereo nemico che li attende. Spesso questi risvolti sono catastrofici, se guardiamo all’operazione Gothic Serpent e al noto caso del Black Hawk Down.

Secondo le parole del presidente americano Donald Trump, che ha rilasciato a Garrett Haake di NBC News una breve intervista telefonica in cui si è rifiutato di “discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in Iran” per esfiltrare il pilota che attualmente resta disperso — e potrebbe essersi nascosto nella speranza di non cadere nelle mani dei pasdaran — conosciamo il destino dei piloti abbattuti che vengono catturati, lo abbiamo vissuto anche noi italiani nel 1991, quando nel corso dell’Operazione Desert Storm l’artiglieria contraerea irachena abbatté il Panavia Tornado IDS dell’Aeronautica Militare di Bellini e Cocciolone — gli “eventi” non influiranno su eventuali negoziati con l’Iran, affermando: “No, affatto. No, è guerra. Siamo in guerra, Garrett“. E l’augurio è che non pesi sulla pelle dell’aviatore che resta disperso dietro le linee nemiche un’ulteriore escalation.

Come sempre in questi casi, le informazioni dello scenario in evoluzione verranno monitorate e aggiornate

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