La controffensiva ucraina potrebbe colpire in Crimea? Le ultime indicazioni che giungono da alcune foto satellitari ottenute dxalla Cnn potrebbe indicare che sia questa la direttrice temuta dalla Russia. Osservando gli scatti, le forze armate russe sembrerebbero avere infatti rimosso i mezzi da una base militare vicino a Medvedivka, al confine tra la Crimea e l’oblast di Kherson. Una novità che potrebbe rivelarsi dirimente nello scacchiere regionale, dal momento che solo due mesi fa immagini dall’alto che ritraevano lo stesso sito mostravano decine di mezzi militari, mentre si osservava parallelamente un aumento del numero e dell’estensione di trincee e strutture difensive.
Non è chiaro al momento dove siano andati i mezzi schierati nella base a nord della Crimea. Tuttavia, secondo molti analisti, questa decisione di svuotare la piazzaforte tra la penisola sul Mar Nero e la regione di Kherson potrebbe costituire la prova del timore di Mosca su un’avanzata ucraina non solo a est, verso il Donbass, ma anche verso la Crimea. Un’ipotesi che da tempo circola nei comandi russi, visto che i media ucraini hanno rilanciato anche le immagini di diverse trincee scavate tra Kherson e l’area di Zaporizhzhya mentre sul fronte navale si registra un continuo rafforzamento delle difese a presidio della base di Sebastopoli (non a caso di recente è stato sventato un attacco con i droni di superficie) e un aumento delle attività aeree sul Mar Nero per disturbare i voli di droni e aerei da ricognizione Nato.
I movimenti russi vanno paralleli alle dichiarazioni e ad alcune mosse delle forze ucraine. Il governo di Kiev non ha mai negato di volere puntare alla Crimea, anche andando a mettere in dubbio la sinergia quasi assoluta mostrata con gli Stati Uniti e gli alti comandi della Nato. Il blocco occidentale ha spesso manifestato delle perplessità sull’idea di avanzare verso la penisola del Mar Nero sia per la difficoltà della sua riconquista sia per la centralità di quella regione nella strategia e nella mente di Vladimir Putin.
Volodymyr Zelensky e il suo governo, ribandendo da sempre la necessità di ristabilire i confini precedenti all’annessione russa della penisola (annunciandone anche la de-russificazione) hanno di fatto confermato più volte il desiderio di avanzare verso la Crimea, e questo si è visto anche con la continua pressione sul fronte navale – attraverso raid con droni – sia attraverso sabotaggi e attacchi con droni aerei in tutto l’oblast. Non a caso il ministero della Difesa russo, dopo gli attacchi più recenti, ha comunicato che le azioni ucraine in Crimea rischiano di far saltare il fondamentale accordo sul grano, escludendo la sua proroga dopo la scadenza il 18 maggio.
Ultimamente, a pesare sull’ipotesi di una scelta verso una controffensiva centro-meridionale più esclusivamente orientale è stata anche la complessa e tragica condizione del campo di Bakhmut e della prima linea del Donbass. Nell’area dell’Ucraina orientale, dove si combatte ininterrottamente da mesi, il tributo di sangue è stato enorme e le trincee scavate dai russi sembrano indirizzare la guerra verso un’ulteriore fase di logoramento. Spostare i mezzi lì, anche a livello logistico, risulta molto complesso. Inoltre, secondo alcuni analisti, spezzare il collegamento tra Crimea e Donbass risulterebbe strategicamente molto più utile a Kiev in questa fase che provare a riprendere le regioni di Donetsk e Luhansk. A questo proposito, il presunto attraversamento del fiume Dnipro da parte di alcune forze d’élite ucraine, addestrate e armate per battaglie fluviali e sabotaggi anfibi potrebbe essere il preludio a diverse avanzate nell’area a nord della Crimea, dove il fiume sfocia appunto nel Mar Nero.
Può trattarsi di diversivi per non dare punti fermi ai russi su dove difendersi in modo massiccio? È probabile. Al momento le forze ucraine non danno indicazioni precise su dove possa davvero scatenarsi la controffensiva né sulle tempistiche di quest’ultima. Anche sui numeri e sulle potenzialità delle truppe di Kiev è difficile avere un quadro preciso, al pari di quelle di Mosca, ed è quindi difficile avere un’idea precisa della situazione.
Molti sottolineano che l’avanzata potrebbe puntare su Melitopol, Berdiansk e Mariupol, confermando la volontà ucraina di spezzare il legame via terra tra Crimea e Donbass, e dunque tra la Crimea e la Federazione Russa. Altri ritengono più probabile che Kiev punti direttamente sull’oblast di Kherson, procedendo a un’avanzata più rapida nelle aree che i russi non sembrano in grado di poter controllare o difendere. Tuttavia, almeno in questo caso, resta il grande tema del passaggio del Dnipro, già evidentemente testato negli ultimi giorni. Altri ancora sottolineano che il vero obiettivo ucraino sia sempre l’est. Quello che è certo, però è che la Crimea avrà un ruolo centrale: come obiettivo, come diversivo o come possibile area in cui distrarre le attenzioni e le truppe russe evitando che esse diano man forte ad altri reparti impegnati a est.
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