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Guerra

La nuova base per sottomarini nell’acqua del Mar cinese meridionale

La Cina costruirà una nuova base per sottomarini nel Mar Cinese Meridionale. Ufficialmente nell’ambito del programma nazionale di esplorazione delle acque profonde. Ma molti osservatori ritengono possa anche servire a scopi militari. E questa seconda ipotesi è suffragata soprattutto dalla...

La Cina costruirà una nuova base per sottomarini nel Mar Cinese Meridionale. Ufficialmente nell’ambito del programma nazionale di esplorazione delle acque profonde. Ma molti osservatori ritengono possa anche servire a scopi militari. E questa seconda ipotesi è suffragata soprattutto dalla politica di militarizzazione dell’area che Pechino ritiene di sua esclusiva sovranità.

Come riporta l’Asia Times, il People’s Daily ,  organo del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha riferito che la città di Sanya, una delle più meridionali della costa cinese, nella provincia di Hainan, ospiterà una nuova base per la ricerca sottomarini. Base il cui completamento è previsto entro il 2019.





“Con un costo stimato di 560 milioni di yuan (85,6 milioni di dollari ), la base, che sarà gestita dall’Accademia cinese delle scienze, avrà la capacità di ospitare e servire da cinque a sette navi da ricerca e sottomarini con equipaggio e senza equipaggio”, scrive il quotidiano.

Una base di tutto rispetto, dunque, che proprio per la sua capienza, preoccupa gli analisti. La Cina ha da tempo sviluppato un programma di ricerca della guerra sottomarina non irrilevante. E la presenza di una nuova base, potenzialmente anche militare, nelle acque disputate, non lascia dormire sonni tranquilli alle potenze vicine.

Il Deep Sea Warrior

Tra i sottomarini che ritiene possano essere inviati nel nuovo porto di Sanya, il famigerato Deep Sea Warrior, in grado di trasportare un equipaggio di quattro persone e scendere a 4.500 metri sotto il livello del mare. La profondità media del Mar Cinese Meridionale è di 1.212 metri.

“Il sommergibile può essere classificato come uno dei più avanzati al mondo”, scrisse in una lettera di congratulazione il presidente dell’accademia delle Scienze, Bai Chunli. “Ciò significa che la Cina è diventata una nazione in grado di produrre e testare i propri sottomarini più grandi”.

Come scrive il China Daily,  la Cina ha avviato questo programma di costruzione di questi modelli di sottomarini nel 2002. Nel 2010, è entrato in servizio il sottomarino Jiaolong, che prende il nome da un mitico drago marino. Nel giugno 2012 ha completato la sua immersione più profonda, raggiungendo i 7.062 metri nella Fossa delle Marianne.

Il Deep Sea Warrior o Shenhai Yongshi  si basa sul Jiaolong, ma con una differenza che dimostra l’esplosione della cantieristica e della ricerca cinese: circa il 90 per cento del sottomarino e tutti i suoi componenti principali sono di produzione nazionale.

L’importanza strategica della base

La Cina ha allo stato attuale soltanto una base per l’esplorazione dei mari più profondi nella città di Tsingtao, davanti alle coste coreane. Il che significa che navi e sottomarini diretti verso il Mar Cinese Meridionale o addirittura verso l’Oceano Indiano sono costretti a una lunga navigazione. Per di più in aree densamente trafficate da flotte rivali.

Ed è del tutto evidente che la Cina non investe decine di milioni di dollari per la ricerca scientifica sulla vita dei suoi fondali più profondi. Il fatto che questa base sia nell’estremo sud della Cina, proprio in quel disputato Mar Cinese Meridionale oggetto di costruzione di isole artificiali e fortificazioni militari, è un segnale chiaro.

La struttura di Sanya proposta per i sottomarini cinesi non è lontana da una base già esistente. Gli analisti ritengono che i sottomarini cinesi realizzati per scopi scientifici possano lavorare con i sottomarini dell’Esercito Popolare e con le navi da guerra nei pattugliamenti delle coste. Inoltre, la loro capacità di scendere in profondità molto elevate, può essere utilissima per monitorare le attività delle flotte straniere.

Un ricercatore che ha partecipato ai progetti dei sommergibili Qianlong ha già detto che su questi mezzi potrebbero essere montati telecamere di sorveglianza e sonar. Ideali per rilevare e osservare la vita che si cela negli abissi, ma altrettanto utili se si tratta di navi e sottomarini stranieri.

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