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Francia e Regno Unito hanno colpito congiuntamente dei depositi d’armi dello Stato Islamico in Siria attaccando, nella notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio, dei tunnel ritenuti funzionali a stoccare armi ed esplosivi appartenenti all’arsenale dell’Isis a Nord di Palmira.

L’attacco franco-britannico in Siria

L’operazione congiunta ha visto operare i caccia Eurofighter Typhoon della Royal Air Force e i Dassault Rafale dell’Arméé de l’Air e de l’Espace francese in un raro caso di attacco coordinato multinazionale contro l’Isis, come non si vedeva da diversi anni: era il 14 aprile 2018 quando Francia, Regno Unito e Stati Uniti attaccarono congiuntamente le forze del regime siriano di Bashar al-Assad per danneggiare la sua capacità di compiere attacchi con armi chimiche.

Oggi, la Siria è completamente diversa. Assad è caduto e in esilio a Mosca, il Paese è governato da Ahmad al-Sharaa, passato in poco tempo da jihadista a presidente, e Damasco ha goduto di una grande apertura di credito da parte dell’Occidente che ha spinto capitali europee come Londra e Parigi ad allentare le sanzioni e a aprire un canale di cooperazione diretto che passa anche per il rilancio della collaborazione militare.

La presenza dell’Isis non è terminata

L’attacco, nota lo Uk Defense Journal, ha comportato l’uso di bombe di precisione Paveway 4 da parte di un caccia Typhoon della Raf per colpire in maniera precisa gli obiettivi dell’Isis e va analizzato in particolar modo per la sua valenza politica oltre che strategica. Sul fronte militare, infatti, Francia e Regno Unito partecipano alla coalizione contro lo Stato Islamico nata nel 2014 a cui, da novembre 2025, si è unita anche la nuova Siria post-Assad, in una manovra politica volta a consolidare la marcia di al-Sharaa oltre il passato jihadista.

La residua presenza dell’Isis appare un’utile palestra grazie a cui allenare questa nuova capacità di cooperazione. Gli Usa di Donald Trump lo hanno dimostrato a dicembre, colpendo decine di obiettivi Isis nell’operazione “Hawkeye Strike” dopo che proprio a Palmira due militari e un interprete americani erano stati uccisi in un attentato.

Un banco di prova

Inoltre, per Francia e Regno Unito quella siriana contro l’Isis è un’operazione che mostra la capacità di interoperabilità, senza il supporto americano, delle forze aeree di Parigi e Londra. L’ultimo incontro bilaterale tra le due aeronautiche, tenutosi a dicembre a Lione, ha sottolineato proprio la necessità di una crescente cooperazione che in questo caso ha avuto una solida prova dopo il precedente dell’esercitazione francese Volfa 2025 a cui la Raf ha partecipato. Un banco di prova che sicuramente non mancherà di avere effetto sulla strutturazione del rapporto militare franco-britannico anche nel quadro di una Nato in cui la sicurezza europea sarà sempre più delegata dagli Usa alle proprie forze dei partner del Vecchio Continente. Un’eventualità a cui Regno Unito e Francia intendono prepararsi.

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