L’annuncio del dispiegamento di missili balistici tattici statunitensi nello stretto di Taiwan accresce il dilemma della sicurezza nel sud-est asiatico. La politica dei missili, tra Washington e Taipei, ha recentemente suscitato forti reazioni da parte di Pechino.
Gli ATACMS sempre più vicini
Lo scorso 10 febbraio un portavoce del Ministero della Difesa Nazionale cinese ha lanciato un duro monito: qualsiasi iniziativa delle forze “indipendentiste di Taiwan” volta a innescare un conflitto porterebbe a un “disastro devastante”.
Nei comunicati ufficiali diffusi dai media cinesi sulla risposta del portavoce Jiang Bin non viene usata la parola esatta “annientamento” (annihilation / 殲滅), come riportato in alcune testate occidentali. Ma è certo che il messaggio non è passato inosservato. Il “pacchetto di armi” per la fornitura dei sistemi HIMARS, contrattualizzato tra Taipei e Washington, sarebbe infatti il “più grande mai venduto a Taiwan”.
Dichiarazioni che fanno seguito a recenti indiscrezioni apparse sul giornale taiwanese Liberty Times, secondo cui le forze armate di Taipei starebbero valutando il dispiegamento dei sistemi HIMARS nelle isole di Penghu e Dongyin. Una simile mossa estenderebbe la capacità di tiro dell’esercito taiwanese fino a includere postazioni dell’Esercito Popolare di Liberazione nelle province costiere cinesi di Fujian e Zhejiang.
Su InsideOver abbiamo già ricordato che la fornitura del noto sistema tattico statunitense ha attirato attenzione per la capacità di impiegare missili balistici ATACMS con una gittata fino a 300 km, superiore ai circa 180 km che separano Taiwan dalla Cina continentale. E l’ulteriore vendita approvata lo scorso dicembre di 420 missili ATACMS alle forze armate taiwanesi, nonostante l’incertezza sui tempi di fornitura, conferma i timori di Pechino.
I missili balistici ATACMS sono progettati per colpire obiettivi ad alto valore strategico, come centri di comando e controllo nemici, sistemi di difesa aerea e infrastrutture critiche, tramite due piattaforme mobili: il M270 e il già menzionato HIMARS M142. Si tratta di missili capaci di raggiungere una velocità massima di circa Mach 3 (3.700 km/h circa), con una gittata variabile a seconda della versione: il MGM-140A Block I copre circa 160 km, mentre il più recente MGM-164A Block II può arrivare fino a 300 km. Durante il volo, il missile ATACMS raggiunge tipicamente un’altitudine di 50-65 km, sufficiente a eludere la maggior parte dei sistemi di difesa terra-aria, mantenendo però la precisione necessaria per attacchi mirati.
Il “Taiwan Relations Act” a dura prova?
Eventuali lanciatori di missili ATACMS dislocati nell’isola di Dongyin a nord-ovest di Taiwan, e nelle isole Penghu a ovest – rispettivamente a soli 19 km e 160 km circa dalla costa cinese – potrebbero colpire in pochi minuti basi navali strategiche dell’Esercito Popolare di Liberazione, punti di sbarco anfibi e hub logistici. Una mossa che rientra nella dottrina della guerra asimmetrica di Taiwan, privilegiando la mobilità e la flessibilità rispetto alle piattaforme convenzionali.
Secondo quanto riporta il Taiwan Security Monitor – un’iniziativa di ricerca guidata da studenti presso la Schar School of Policy and Government della George Mason University – l’esercito di Taiwan potrebbe prepararsi a condurre un raro test a fuoco reale con missili ATACMS nelle settimane successive alle esercitazioni militari Han Kuang di agosto.
Ogni estate le forze armate taiwanesi effettuano esercitazioni per verificare l’efficacia delle proprie armi. A maggio dello scorso anno, Taiwan ha effettuato per la prima volta una prova tecnica con munizioni dei sistemi HIMARS, sperimentando l’utilizzo di oltre 30 pod di sistema di razzi d’artiglieria a guida di precisione (GMLRS), con 6 razzi ciascuno. Inoltre, sono stati testati anche altri tipi di armamenti, come intercettori PAC-2, razzi Thunderbolt-2000 MLRS e missili terra-aria Land Sword-2.
Le iniziative di Taiwan, bollate dal portavoce militare cinese come “sempre più assurde e presuntuose”, potrebbero superare i confini consentiti dalle relazioni bilaterali USA-Taiwan. Nel quadro del Taiwan Relations Act del 1° gennaio 1979, infatti, gli Stati Uniti sono autorizzati a fornire alla controparte taiwanese “armi di carattere difensivo” (Sec. 2, 2e). Le caratteristiche tattico-offensive dei missili ATACMS, e in particolare la loro potenziale collocazione vicino alle coste della Repubblica Popolare Cinese, potrebbero costituire un superamento della “linea rossa” che Pechino non è disposta a tollerare.

