La corsa all’addestramento delle truppe ucraine in Occidente continua. E punta un obiettivo preciso: rendere il maggior numero di truppe di Kiev pronte all’uso dei dispositivi occidentali per la difesa e la proiezione militare. In prima fila il Regno Unito, che in un anno e con tre premier diversi (Boris Johnson all’inizio dell’invasione russa, la meteora Liz Truss poi e infine Rishi Sunak) non ha mai cambiato strategia nel contrasto all’invasione russa dell’ex repubblica sovietica: sostenere a tutti i costi il Paese invaso.

Il Regno Unito guida la corsa

Nel 2023 il Regno Unito punta ad addestrare almeno 20mila soldati nel Paese. Un numero più mirato di quello del 2022, ma che rappresenta un salto di qualità notevole. Nel 2022 Londra addestrava mediamente 10mila soldati ogni quattro mesi, dunque in prospettiva avrebbe potuto coinvolgere 30mila truppe nella spinta a sostenere le truppe di Kiev all’uso delle armi leggere e delle tattiche di difesa in campo aperto.

In questo caso, però, l’addestramento sarà su armi di valore e prestazione maggiore. In primo luogo è stata completata una prima tranche di addestramento dei carristi. Il ministro della Difesa del Partito Conservatore, Ben Wallace, in continuità nei tre governi alternatisi nel 2022, ha mirato a portare le truppe d’eccellenza ucraine a utilizzare efficacemente i Challenger 2. Nella base di Bovington, a Dover, le truppe hanno anche ricevuto la visita di Re Carlo III prima del ritorno in campo sul fronte contro i russi il 26 marzo scorso.

In precedenza il Regno Unito aveva annunciato, in occasione della visita a Londra di Volodymyr Zelensky, l’estensione dell’addestramento delle truppe ucraine anche ai piloti da caccia e alla fanteria di marina. Prosegue dallo scorso anno il programma di addestramento alla Royal School of Artillery (Rsa) per consentire alle truppe di Kiev di imparare a utilizzare i sofisticati e tecnologici obici della Nato sotto la guida del colonnello Ed Botterill.

Anche gli Usa in campo

Londra è capofila assoluta della corsa dell’Occidente a armare l’Ucraina. L’obiettivo del Paese di Sua Maestà è chiaro: fornire all’Ucraina la capacità di strutturare la controffensiva in primavera inoltrata o estate. Più sottotraccia ma decisamente cospicuo anche lo sforzo degli Stati Uniti. 3.100 truppe sono in via di addestramento in Germania ad opera delle forze americane per l’utilizzo di equipaggiamento pesante, dai missili anticarro ai blindati.

Inoltre, in patria, nota Politico, le forze a stelle e strisce “stanno dando la priorità ad aiutare gli ucraini a modificare il modo in cui combattono, facendo meno affidamento sugli sbarramenti massicci di artiglieria e più su come le truppe manovrano sul campo di battaglia”, dato che settimana dopo settimana “aumentano le preoccupazioni sulla capacità delle nazioni occidentali di garantire la continuità delle forniture di munizioni”. Londra garantisce la capacità di utilizzare mezzi più complessi e gli Usa l’efficienza nella gestione delle scorte: l’addestramento fornito agli ucraini dalle due potenze anglosassoni è complementare.

Soldati ucraini durante l’esercitazione Strong Europe Tank Challenge nel 2018 dentro alla base di Grafenwoehr, in Germania. Foto: Epa/Filip Singer.

Le prospettive europee

I Paesi dell’Unione Europea seguono, dopo Londra e Washington, in questa sfida a tutto campo. La missione comunitaria Eumam nelle intenzioni originarie annunciate dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune (Pesc) il 15 novembre scorso doveva portare all’addestramento di 15mila truppe in due anni. Il mese scorso sono state raddoppiate a 30mila.

Germania e Polonia saranno in prima fila nel promuovere l’addestramento di carristi per i Leopard 2 e militari di fanteria. La Francia darà una mano al Regno Unito ad addestrare i marine e, secondo quanto riportato nelle scorse settimane, potrebbe aiutare ad addestrare i piloti da caccia.

Per ora ristretto ma decisivo, invece, l’impegno italiano, che come emerso sui media nelle scorse settimane riguarda il decisivo sistema antiaereo Samp-T per la cui consegna Roma coopera con la Francia. Venti militari di Kiev sarebbero nel nostro Paese per imparare a usare il prezioso dispositivo destinato, in un’unità congiunta, a raggiungere la nazione invasa. Un sostegno strategico che si aggiunge a quello dato con satelliti, intelligence e armi da Roma. Partecipe di uno sforzo collettivo in cui la parte del leone, come emerge dai numeri e dalla visibilità, è presa da Londra e Washington, decise a sconfiggere la Russia sul campo.