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Gli equipaggi dei futuri “treni della morte” russi, hanno iniziato l’addestramento. È quanto comunicano dalle Forze Missilistiche russe. Durante la Guerra Fredda, Mosca aveva in servizio dodici Molodets  chiamati “Combat Railway Missile Complex” ed equipaggiati con tre lanciamissili balistici RS-22. Il Cremlino, lo scorso settembre, ha dato il via alla produzione dei nuovi treni della morte. Nel 1969 l’Unione Sovietica, in risposta alla potenza nucleare dei sottomarini USA, schierò sull’intero territorio treni atomici perfettamente camuffati e che, di fatto, annullarono la rilevazione satellitare militare americana.

Il concetto del “Nuke Train” è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni, però, sono molto meno costosi. Dato che era impossibile determinare con precisione il luogo da dove avrebbero potuto lanciare i missili, i convogli (praticamente impossibili da identificare) sono stati soprannominati come “treni della morte” o “treni fantasma”. I “Molodets” sono stati radiati dal servizio nel 1993. Dei 12 treni missilistici di epoca sovietica, 10 sono stati distrutti e due sono stati ceduti ad un museo.

Tatticamente, un treno nucleare ha senso perché impossibile da rilevare e quindi da neutralizzare. Utilizzano le stesse automotrici del trasporto civile ed i convogli sono identici a quelli refrigerati in servizio. A differenza dei precedenti treni, i nuovi saranno in grado di lanciare da qualsiasi punto della sterminata ferrovia russa.

I nuovi Barguzin avranno una potenza devastante. Ogni treno sarà armato con sei missili RS-24, ognuno in grado di trasportare quattro testate MIRV (verosimilmente MARV dal sesto treno in poi). Ogni convoglio potrà lanciare 24 testate termonucleari a rientro multiplo indipendente.Ciò significa che un solo treno potrebbe essere in grado di bersagliare 24 città. L’RS-24 ‘Yars’ (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. È una versione aggiornata del missile balistico ‘Topol-M’ ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri. E’ uno degli ICBM più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre 20 mach. I nuovi treni potranno resistere all’onda d’urto di una testata nucleare e saranno in grado di percorrere fino a mille chilometri al giorno alla velocità di 100 chilometri con un’autonomia di un mese. Sarebbero già in produzione cinque nuovi convogli, mentre l’intero supporto logistico è stato mantenuto operativo dai russi. Funzionanti tutte le infrastrutture necessarie, comprese le profonde gallerie dove i treni non possono essere rilevati da qualsiasi forma di ricognizione o distrutti da un attacco nucleare. Ogni divisione su rotaia sarà formata da cinque treni, ognuno dei quali considerato alla stregua di un reggimento. La stima iniziale prevedeva l’entrata in servizio dei Barguzin entro il 2019, ma è stata posticipata di un anno a fronte della situazione finanziaria del paese. Entro la fine dell’anno, a Vladimir Putin sarà presentata una relazione dettagliata sul nuovo sistema ferroviario ed un piano di distribuzione. Ogni treno nucleare dovrebbe restare in servizio per venti anni. Ogni pattugliamento durerà trenta giorni.

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