Torna a farsi sentire Sergej Lavrov. L’uomo della diplomazia di Putin, forse tra i membri vicini al Cremlino meno entusiasti del conflitto in Ucraina, ha parlato in videoconferenza durante una sessione della Conferenza sul disarmo a Ginevra. Un intervento importante quello del ministro degli Esteri russo, in primis perché, in una fase in cui a Mosca è in vigore l’allerta delle forze di deterrenza, parlare di disarmo appare significativo. La Russia, ha dichiarato Lavorv, è pronta a collaborare con la Casa Bianca per nuovi accordi. Questo anche al di là del caos attualmente in atto in Ucraina.

Le parole di Lavrov

“La Russia è disposta a collaborare con gli Stati Uniti per sviluppare nuovi accordi sulla stabilità strategica”. É questa la frase più significativa pronunciata durante l’incontro di Ginevra. Nonostante il conflitto a Kiev e le sanzioni portate avanti da Usa ed Europa dopo l’inizio dell’invasione russa in territorio ucraino, di questioni fondamentali come quelle nucleari si sta continuando a parlare. “In base agli accordi tra i presidenti russo e statunitense – ha dichiarato Lavrov – è stato avviato un dialogo globale sulla stabilità strategica, il cui obiettivo principale è gettare le basi per future misure di controllo degli armamenti e riduzione dei rischi”.

“Siamo pronti a lavorare insieme – si legge ancora nelle dichiarazioni di Lavrov riportate da Interfax – su una nuova equazione di sicurezza che tenga conto tenere conto di tutti i fattori di stabilità strategica in riferimento l’uno all’altro”. Fin qui gli aspetti positivi relativi ai rapporti con Washington. Ma Lavrov ha anche indicato i passaggi più delicati che al momento fanno mantenere alte le distanze tra Cremlino e Casa Bianca. Le noti dolenti arrivano dalla presenza, vista con sospetto dai russi, della presenza di armamenti nucleari Usa in Europa: “Il fatto che le armi nucleari statunitensi rimangano sui territori di alcune nazioni europee, in violazione delle disposizioni fondamentali del Trattato di non proliferazione nucleare, e la pratica viziosa in corso di missioni nucleari congiunte che coinvolgono membri della Nato non nucleari sono per noi inammissibili”,  ha dichiarato il ministro degli Esteri russo. “Tali missioni addestrano per scenari che coinvolgono un attacco nucleare alla Russia. É giunto il momento che le armi nucleari statunitensi vengano rimandate a casa e le rispettive infrastrutture in Europa demolite”.

Una condizione al momento molto lontana dalla realtà. Soprattutto con il livello attualmente raggiunto dalla crisi in Ucraina, un allontanamento degli ordigni nucleari Usa dall’Europa appare eventualità molto remota. Anzi, nei giorni scorsi la Polonia si è candidata ad ospitare armi atomiche di Washington. E altri Paesi dell’est potrebbero seguire questa strada.

La situazione in Ucraina

Ovviamente una parte del discorso di Lavrov è stata dedicata alla guerra contro Kiev. Secondo il ministro degli Esteri russo, a proposito del discorso riguardante il nucleare, risultano “irresponsabili” le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul possibile dispiegamento di ordigni nucleari in Ucraina: “Oggi, il pericolo rappresentato dal regime di Zelensky per i Paesi vicini e la sicurezza internazionale in quanto tale – ha dichiarato Lavrov – è palpabilmente cresciuto dopo che le autorità di Kiev hanno iniziato a giocare un gioco pericoloso e a pianificare l’acquisizione di armi nucleari. Dichiarazioni così irresponsabili non sono mera spavalderia. L’Ucraina possiede tecnologie nucleari sovietiche e mezzi di utilizzo per tali armi. Non possiamo ignorare questo pericolo reale”.

Frasi che certificano una certa distanza importante tra il governo russo e quello ucraino. Non è un caso che nelle scorse ore da Mosca alcuni funzionari diplomatici abbiano commentato il confronto di ieri tenuto in Bielorussia, sottolineando che “al momento è ancora presto” per vedere risultati significativi.

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