Dopo i test positivi del marzo scorso di un’arma laser integrata sul veicolo leggero da combattimento Stryker, lo US Army ha aumentato le pressioni sulle aziende locali affinché sviluppino un sistema non cinetico capace di intercettare e distruggere un missile a breve distanza (Shorad, Short-range air defense). Per l’Esercito degli Stati Uniti è diventata fondamentale raggiungere questa capacità nel minor tempo possibile, specialmente alla luce della fine del Trattato Inf poiché potrebbe essere utile avere la possibilità di creare una rete di difesa antimissile mobile e dispiegabile velocemente. Per questo motivo l’Army Rapid Capabilities and Critical Technologies Office (Rccto) ha incaricato Northrop e Rayheon di sviluppare un’arma laser antimissile da impiegare inizialmente sullo Stryker. Le due aziende lavoreranno insieme alla Kord Technologies, che nel febbraio 2018 ha siglato un contratto con il Dipartimento della Difesa per lo sviluppo di alcuni prototipi del sistema laser di difesa.

Mancano sistemi di difesa a corto raggio

L’obiettivo per lo US Army è di avere operativo uno Stryker in versione Shorad entro il 2022, così da poter iniziare a colmare quel gap difensivo in Europa sottolineato, a più riprese, dai vertici delle diverse forze armate. Il timore di un conflitto aperto tra Russia e Nato e la difficoltà nel poter intercettare i missili a corto e medio raggio che potrebbero essere lanciati; sono queste due le motivazioni che stanno portando l’Esercito statunitense ha chiedere alle aziende di sviluppare e di rendere operativo velocemente il sistema di difesa laser. Lo Shorad per lo Stryker, però, sarà un punto di partenza anche per lo sviluppo del nuovo veicolo da combattimento leggero da impiegare soprattutto in Europa. La gara d’appalto per la realizzazione del sistema Im-Shorad (Initial maneuver short-range air defense) è stata vinta da Leonardo DRS, chiamata a sviluppare il sistema intorno allo Stryker includendo anche il lanciatore per missili Stinger. Il futuro veicolo antimissile statunitense, stando al sito dell’azienda, avrà la possibilità di individuare, identificare, tracciare e distruggere non solo missili, ma anche droni ad ala rotante e ad ala fissa. Capacità maggiori per fronteggiare al meglio tutte le situazioni possibili nel futuro. Nell’attesa che l’Im-Shorad venga completato, però l’Esercito statunitense ha la necessità di migliorare le proprie capacità di difesa antimissile, ridotte a seguito degli interventi militari in Iraq e in Afghanistan dove non erano necessarie. Il cambiamento della situazione internazionale e gli aumentati dissidi con Russia e con Cina, oltre con l’Iran, hanno riportato l’attenzione su questi sistemi di difesa da missili, droni e aerei da supporto al suolo.

Un sistema da combattimento

Per questo motivo è stato chiesto a Northrop e Raytheon di lavorare allo sviluppo di due prototipi per dar modo allo US Army di scegliere il prodotto migliore da utilizzare dal 2022. Entrambi i laser avranno una potenza sull’ordine dei 50 kilowatt e dovranno essere impiegabili sulla falsariga dell’AN/SEQ-3 Laser Weapon System, ovvero il sistema di difesa aerea a corto raggio che sarà imbarcato sulle navi della marina statunitense a partire dal 2020. Ovviamente la potenza del fascio laser sarà minore anche perché è decisamente inferiore la possibilità di generare elevatissime potenze, necessitando di batterie più grandi e ingombranti. Ciò nonostante il laser è a tutti gli effetti una delle armi difensive, e potenzialmente offensive, del futuro, motivo per cui gli Stati Uniti non possono rimanere indietro nella competizione allo sviluppo di armamenti di nuova generazione in corso con Russia e Cina. A differenza di alcuni prodotti che sono stati utilizzati come dimostratori tecnologici, il laser antimissile, ha spiegato il Tenente Generale L. Neil Thurgood, avrà “una capacità di combattimento strategica e sarà impiegato nei campi di battaglia”. Entro il prossimo anno Raytheon e Northrop dovranno presentare i loro sistemi laser e integrarli sullo Stryker, in modo tale da utilizzarli per una serie di prove valutative contro le minacce che saranno chiamati a neutralizzare nella vita operativa.

La guerra del futuro

Un tentativo per “tappare una falla” di difesa delle postazioni a terra, nell’attesa che entri a pieno regime la produzione del sistema Im-Shorad per lo Stryker. L’arma laser darà modo agli Stati Uniti di risparmiare migliaia di dollari a ogni utilizzo, anche perché il costo è irrisorio rispetto a quello del lancio di un missile Stinger. Questo non corrisponde però a una minor efficacia, perché nei test finora svolti i laser hanno dimostrato di essere più precisi e veloci rispetto alle tradizionali armi cinetiche. I risvolti tattici nell’utilizzo del laser sono molteplici perché potrebbe essere utilizzato per intercettare missili balistici (a corto, medio, lungo raggio) o altre minacce, ma anche come arma offensiva per colpire quasi alla velocità della luce un bersaglio a terra, in aria o in mare.

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