La geopolitica della corsa allo spazio
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Molteplici laboratori dislocati sul territorio ucraino, controllati dagli Stati Uniti e pronti a sviluppare armi batteriologiche, il tutto a pochi passi dai confini con la Federazione Russa. Nel corso del suo intervento al vertice dell’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva a Mosca, Vladimir Putin ha cavalcato un vecchio cavallo di battaglia del Cremlino.

Il presidente russo ha spiegato che durante “l’operazione militare speciale in Ucraina”, la Russia ha ottenuto prove che dimostrerebbero l’esistenza di laboratori sospetti per sviluppare armi batteriologiche vicino ai propri confini. “Sono state ottenute prove documentali che dimostrano che, in violazione delle convenzioni che vietano le armi batteriologiche e tossiche, sono state effettivamente create componenti di armi di questo tipo nelle immediate vicinanze dei nostri confini e sono stati testati i modi per destabilizzare la situazione epidemiologica nelle ex repubbliche sovietiche”, ha tuonato Putin.

Lo scorso marzo anche il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, aveva parlato di armi chimiche in Ucraina, affermando che la presunta attività dei “laboratori biologici americani” in Ucraina rappresentava “una minaccia mortale per un numero enorme di civili”. Anche Igor Kirillov, capo delle Forze armate russe per la Difesa chimica, biologica e radioattiva ha rilanciato la tesi dichiarando che pure Pfizer e Moderna sarebbero “coinvolte nell’attività biologico-militare degli Usa sul territorio ucraino”.

L’accusa di Putin

Putin non si è limitato a parlare solo di laboratori; ha tirato in ballo anche gli Stati Uniti. Già, perché il presidente russo ha puntato il dito contro i biolaboratori americani nello spazio post-sovietico che raccoglierebbero materiali biologici, studierebbero i dettagli della diffusione di malattie pericolose e che, in Ucraina, avrebbero sviluppato armi batteriologiche. “Abbiamo lanciato da tempo l’allarme sull’attività batteriologica degli Stati Uniti nello spazio post-sovietico. Come sapete, il Pentagono ha decine di laboratori e centri specializzati nella nostra regione comune. E non sono affatto impegnati a fornire assistenza medica pratica alla popolazione dei Paesi in cui hanno avviato le loro attività”, ha dichiarato Putin. Secondo il capo del Cremlino, il compito principale di tali laboratori è “la raccolta di materiali biologici e lo studio della diffusione di virus e malattie pericolose”.



Onu: nessuna notizia su programmi armi biologiche

Nei giorni scorsi, nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza chiesta da Mosca sui presunti laboratori biologici gestiti dagli Stati Uniti in Ucraina, il vice ambasciatore Usa all’Onu, Richard Mills, è andato su tutte le furie. “È una conversazione veramente farsesca, e la Russia sta usando ancora una volta il Consiglio di Sicurezza”, ha dichiarato Mills, aggiungendo che si tratta solo del “tentativo di Mosca di distrarci dalle terribili violenze che sta commettendo in Ucraina”. “Sono affermazioni categoricamente false, mentre quella è che non è finzione è che la Russia ha una lunga e documentata storia di utilizzo delle armi chimiche”, ha concluso.

Secca anche la replica del vice sottosegretario generale dell’Onu per il disarmo, Thomas Markram, secondo cui “le Nazioni Unite non sono a conoscenza di nessun programma di armi biologiche” in Ucraina. La Russia continua a sostenere di avere “nuove informazioni” in merito. Ma l’Onu ha fin qui sempre ribadito quanto affermato nei precedenti incontri, ossia di non avere alcuna notizia di un tale programma.

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