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In Israele continua ad accadere qualcosa di strano nelle basi militari delle Israel Defense Forces (Idf): furti di armi. Sembra incredibile che tutto ciò accada in uno Stato che notoriamente fa della sicurezza del proprio territorio un caposaldo della politica del Paese. Eppure, da due settimane, avvengono furti di armi di ogni genere e di migliaia di munizioni. Dieci giorni fa, come già descritto in questa testata, la denuncia è arrivata dal comando di una base nei pressi delle alture del Golan, dove è stanziato il 601esimo battaglione dell’esercito. La polizia militare israeliana, intervenuta immediatamente a seguito della denuncia dei soldati che hanno scoperto il furto, crede che la violazione dell’arsenale si sia verificata durante le vacanze di Rosh Hashanah e dello Yom Kippur. Secondo le fonti del Jerusalem Online, durante la festività del Rosh Hashana, non c’era alcun soldato a fare da guardia ai depositi di armi dove è avvenuto il furto e la domenica, il soldato che doveva avere il turno di guardia per l’armeria ha preso posizione non vicino al deposito, ma in un altro luogo della base. Un errore, come dicono i media israeliani, che sembra andare in assoluta controtendenza rispetto alle ultime decisioni dei comandi di Tel Aviv, che anzi, proprio a causa di un furto di decine di M-16 avvenuti nei mesi precedenti, avevano ordinato espressamente di aumentare la sorveglianza dei depositi di armi nelle basi dell’esercito.

Ora, dopo una settimana, ancora un caso di furto d’armi in una base delle Israel Defense Forces. Secondo i media israeliani, nel deposito di una base in Galilea settentrionale sono stati rubati almeno 2mila proiettili per fucili M16 e 24 bombe per un lanciatore M203. La polizia militare israeliana, anche in questo, come ovvio, ha aperto un’indagine, senza che però vi siano ancora delle notizie chiare su mandanti e operatori del furto. I ladri si presume siano entrati nella base verso le otto di sera di martedì ed il futuro è stato scoperto grazie all’attivazione dell’allarme sulla recinzione perimetrale che però è entrato in funzione solo nel momento dell’uscita dei ladri. E, infatti, i soldati non hanno potuto fare altro che costatare le serrature tagliate sulle porte d’ingresso del deposito.

Ora, è evidente che questo tipo di furti non può essere casuale. O se lo è, è incredibile pensare che davvero sia così facile infiltrarsi nelle basi militari israeliane e rubare armi e munizioni. Da gennaio a oggi i furti sono in aumento in maniera spaventosa: addirittura a maggio di quest’anno due ragazzi palestinesi di Al-Tuba Zangariya sono riusciti a rubare due mitragliatori sempre in una base del Golan mentre le guardie dormivano. E nel frattempo, il ministero della Difesa israeliano ha investito 4.2 milioni di dollari per la messa in sicurezza delle basi più obsolete. Qualcosa evidentemente non quadra. In molti sospettano che vi sia un traffico di armi che parte da alcuni segmenti più radicali dell’esercito. Giorni fa, un autista che serviva nel battaglione Netzach Yehuda, composto da ebrei ortodossi, è stato arrestato con l’accusa di aver rubato e venduto armi dell’esercito. Il soldato è stato catturato dopo che un agente di polizia militare delle Idf ha si è finto un acquirente arrestandolo in flagrante. E da lì si è scoperto un traffico illegale di armi rubate dagli arsenali in cui chiaramente i sospetti aumentano. Dove finiscono queste armi? Le risposte sono moltissime e tutte, purtroppo plausibili. Potrebbero inserirsi nel contrabbando all’interno del Paese per alimentare il mercato nero, così come uscire dal mercato israeliano ed entrare in circuiti internazionali o già solo al di là del confine israeliano, magari finendo nella mani di gruppi criminali o terroristi. Un esempio su tutti, il sito Global Research, non propriamente un sito di controinformazione, ha riportato mesi fa la notizia che ad Homs, le forze dell’esercito siriano hanno rinvenuto nel distretto appena liberato dall’Isis armi di fabbricazione israeliana. Nel distretto di al Waar, ad Homs, le unità siriane hanno trovato di tutto, da armi statunitensi ad armi israeliane di ogni genere.