“Sappiate che per ogni notizia che leggete su un atto di terrorismo perpetrato dai coloni, il Ku Klux Klan ebraico sta compiendo decine di altre aggressioni, molestie e intimidazioni, mentre l’esercito attacca e maltratta i palestinesi in decine di quartieri e posti di blocco per proteggere il KKK e le sue missioni”. Così Amira Hass, i cui genitori hanno attraversato l’inferno dei campi di sterminio nazista, su Haaretz. Un articolo troppo significativo per poterne estrapolare brani…
“Bisogna essere consapevoli anche che queste cosiddette violenze fanno parte di un piano calcolato e articolato. Il loro obiettivo finale è una terra ‘purificata’ dai palestinesi (in tedesco, suona come un cliché). Esiste un collegamento diretto tra gli eventi odierni e la violenta occupazione delle terre e delle sorgenti palestinesi da parte dei coloni negli anni ’90 e nei primi anni 2000”.
“Allo stesso modo c’è una connessione tra l’apatia di allora e il fatalismo di oggi, come se i coloni violenti fossero uno sciame biblico di locuste e noi fossimo impotenti di fronte a essi. Forse il fatalismo testimonia quantomeno il fatto che alcuni sono scioccati, piuttosto che compiaciuti, dai nostri coraggiosi pionieri […]”.
“Ricordate che dietro ogni uomo con maschera, armi e tzitzit si cela una società giusta, calorosa e amorevole. Essa è composta da consigli di quartiere, rabbini, assistenti sociali e sinagoghe. Il suo caloroso abbraccio [ai violenti] si manifesta sotto forma di donazioni, donazione di bestiame, acqua e supporto logistico che consentono a centinaia di cosiddette mele marce di divertirsi ad abusare di anziani, giovani e bambini, per poi occupare abusivamente le loro terre e infestare le case dei proprietari che hanno sfrattato”.
“Non dimentichiamo che dietro ogni attacco, vandalismo e furto di pecore ci sono poliziotti che non si degnano di rispondere alle chiamate di aiuto e soldati che accorrono sul posto per arrestare gli aggrediti e partecipare ai pestaggi, se non addirittura agli omicidi”.
“E dietro a tutto ciò, c’è un glorioso sistema giudiziario – procuratori e giudici – che non hanno mai saputo, visto o sentito cosa accadeva ad essi, mentre legalizzavano l’abominio chiamato insediamenti. Se ne stanno a casa a piangere (o meno) la democrazia israeliana e si accontentano della sua parte ebraica, dei loro nipoti, delle promozioni e delle pensioni”.
“Rinfrescate la memoria: ogni comunità di pastori che queste forze oscure e ultra-kosher sono riuscite a scacciare ha lottato per decenni contro il divieto ‘legale’ di vivere con dignità imposto loro dai governi israeliani”.
“Funzionari dell’Amministrazione Civile si adoperavano in ordini di demolizione per ogni nuova tenda o abitazione rupestre ristrutturata, per ogni allacciamento idrico ed elettrico o per l’installazione di pannelli solari. Firmavano multe contro il reato di trasporto di acqua potabile in autocisterna, l’utilizzo di un trattore e il pascolo delle greggi. Questi ex funzionari siedono nelle loro case e piangono (o meno) la democrazia israeliana, ma sono orgogliosi dei loro figli che intraprendono un servizio militare ‘significativo e basato sui valori’, che si traduce in uccidere molti palestinesi e libanesi”.
“E riguardo ai gruppi WhatsApp della gioventù delle colline che gridano “gevalt” per i pochi di loro arrestati dalla polizia o per una porzione di un avamposto distrutto per l’ottava volta e che verrà ricostruito l’indomani: dietro ogni persona arrestata ci sono decine di banditi spietati che rientrano nella categoria ‘nessun sospetto trovato'”.
“Quando bevi birra, o lavori a una ricerca che esamina l’impatto del riscaldamento globale sul colore delle ali delle farfalle, o pianifichi il tuo viaggio a Roma, scegli quale anguria comprare, compili l’abbonamento dell’autobus o ti arrabbi in silenzio con il tuo capo al lavoro, quello che non vuoi sapere sta accadendo nella realtà”.
“Momento per momento, anche se i nostri media si astengono dal riferirne e il mondo è preoccupato da altro, Israele prosegue la sua guerra di annientamento a Gaza. O meglio, in circa un terzo dei 365 chilometri quadrati della Striscia in cui lo Stato che rappresenta le vittime dell’Olocausto e i suoi sopravvissuti permette a due milioni di morti viventi di vivere, in una densità [di popolazione] che solo il diavolo potrebbe creare”.
“I morti viventi percorrono chilometri tra cumuli di immondizia sempre più grandi e pozze fetide di liquami per portare a casa l’acqua. Camminano con le stampelle e una gamba sola, in attesa di un buono del Programma Alimentare Mondiale che possa tenere in vita le proprie famiglie e portano le figlie in una clinica improvvisata, dove forse sapranno come curare pulci, zecche e morsi di ratto. Mentre suonano, scrivono poesie o piantano menta e fagioli tra le tende, decine di loro cari defunti gridano da sottoterra. E, in mezzo, i vivi vengono massacrati da altre bombe israeliane”.
“Fate finta di essere sorpresi: il Ku Klux Klan ebraico spera in una reazione palestinese alla propria violenza per raggiungere il suo obiettivo, una campagna che massacri i palestinesi della Cisgiordania, seguita da una campagna di deportazione dei sopravvissuti in Giordania, Siria o Libano”.
“Il Ku Klux Klan, con le sue bandiere blu e bianche, sa benissimo che i palestinesi sono spaventati, scioccati e arrabbiati. Hanno le mani legate e sono soli. Entrambe le loro leadership, non elette, sono preoccupate solo della propria sopravvivenza”.
“Nessun Paese ha lanciato un ultimatum efficace nei confronti di Israele: fermate i pogrom e arrestate i responsabili, adesso, oppure bandiremo gli israeliani dai nostri Paesi e interromperemo ogni collaborazione commerciale e scientifica”.
“Il Ku Klux Klan aspetta che qualche palestinese, vittima di un’aggressione personale o che abbia visto aggredire i propri cari, o qualche giovane che non può più sopportare l’impotenza di fronte a tanto male, ottengano armi, denaro e consigli dall’Iran per organizzarsi e vendicarsi degli israeliani. Queste erbacce (come vengono chiamate dagli altri coloni) aspettano solo una pietra per far ribaltare un autobus pieno di bambini”.
“E poi la maggioranza del popolo israeliano si unirà agli eroi del KKK e all’esercito, che si occuperanno della maggior parte degli omicidi e delle deportazioni. Perché, dopotutto, siamo stati attaccati. Siamo le vittime”.

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