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Guerra

Alta tensione in Est Europa: droni russi abbattuti in Polonia

La Polonia si è svegliata in allerta dopo che nella notte è stata registrata un’infiltrazione di almeno una decina di droni russi che hanno attraversato il confine tra l’Ucraina e il Paese centroeuropeo. L’esercito polacco e le forze aeree di...

La Polonia si è svegliata in allerta dopo che nella notte è stata registrata un’infiltrazione di almeno una decina di droni russi che hanno attraversato il confine tra l’Ucraina e il Paese centroeuropeo. L’esercito polacco e le forze aeree di Varsavia hanno abbattuto i droni, i Geran-2 costruiti sul modello degli iraniani Shahed, e il primo ministro Donald Tusk ha dichiarato di aver avvertito prontamente il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Il ministro della Difesa Nazionale Władysław Kosiniak-Kamysz è rientrato prontamente da Londra, dove doveva incontrarsi con gli omologhi di Francia, Germania, Regno Unito e Italia.

“Il fatto che lo spazio aereo polacco sia stato ripetutamente violato dai droni durante l’attacco notturno della Federazione Russa all’Ucraina è stato ufficialmente segnalato per la prima volta dopo le 4 del mattino dal Comando operativo delle divisioni delle Forze armate”, scrive Fakt, sottolineando che i droni russi sono entrati in Polonia nel quadro di uno dei ripetuti attacchi massicci sferrati da Mosca contro l’Ucraina, martellata da una serie sempre più intensa di sciami di droni negli ultimi giorni.

La difesa polacca ha emanato un’allerta nelle regioni orientali, e ha chiesto ai cittadini di non avvicinarsi ai rottami di droni ritrovati vicino ai centri abitati. . In mattinata, comunque, è stato comunicato che i bambini delle scuole polacche potranno recarsi regolarmente a scuola, anche se per un’allerta è stato chiuso al traffico l’Aeroporto Chopin della capitale Varsavia.

Lo sconfinamento dei droni russi in Polonia arriva in un momento di altissima tensione, il giorno dopo che Varsavia aveva annunciato la chiusura del suo confine con la Bielorussia a causa dell’imminente avvio dell’esercitazione militare Zapad 2025 che dal 12 al 16 settembre vedrà Minsk ospitare le truppe di Mosca per una serie di manovre congiunte che dovranno tastare la capacità di interoperabilità tra i rispettivi eserciti vicino a Polonia e Lituania.

“Tusk ha affermato che un obiettivo chiave delle esercitazioni è il  valico di Suwałki , il punto di strozzatura di 70 chilometri controllato dalla NATO che separa la Bielorussia e Kaliningrad e che la Russia dovrebbe conquistare in caso di guerra totale” per poter sfondare in Europa, nota Politico.eu, che aggiunge che più volte “Varsavia ha chiuso i posti di blocco alla frontiera negli ultimi anni, a fronte delle crescenti tensioni con Minsk, e l’ anno scorso ha sospeso l’accesso all’asilo per i migranti che attraversano il Paese attraverso la Bielorussia, accusando il Paese di aver orchestrato una crisi al confine polacco come forma di guerra ibrida”.

Che scenari si possono trarre da queste dinamiche? Pensare all’aggressione intenzionale e voluta appare decisamente remoto, e la stessa Polonia ha avuto una reazione meno calda di quando, nel 2022, i frammenti di un missile intercettato dagli ucraini colpirono una fattoria oltre il confine polacco, uccidendo due civili.

La Polonia è stata interessata dallo spillover di una vasta serie di attacchi russi sul suolo ucraino, che oltre alla capitale Kiev hanno interessato anche la città occidentale di Leopoli (Lviv) vicina al confine polacco, importante come snodo logistico, per la concentrazione di molte armi e munizionamento e come porta d’accesso dei combattenti stranieri che si recano a combattere al fianco dell’Ucraina. Un’ondata diretta su Leopoli ha sconfinato? Oppure è plausibile pensare che Mosca, alla vigilia di Zapad, abbia “saggiato” le difese di oltre confine di un Paese Nato? L’uso della parola “provocazione” da parte di Varsavia appare coerente con la lettura di quest’ultimo scenario da parte dei decisori polacchi. Lo scenario è in evoluzione: comunque lo si voglia leggere, il fatto non aiuta a ricomporre tensioni tra Europa e Russia che sono già ai massimi, di cui la Polonia è un epicentro.

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