Un volo segreto
Il capo dell’Intelligence siriana Alì Mamluk, si è incontrato segretamente a Roma con il Direttore dell’AISE, Alberto Manenti.
È quanto riporta la fonte giornalistica libanese Al-Akhbar, ripresa dalla siriana Al-Masdar, molto vicina al governo di Damasco.
E proprio quest’ultima a ricordare come “nel corso degli anni sanguinosi del conflitto siriano, l’Italia ha intrapreso azioni tempestive per rilanciare le relazioni congelate tra Siria e Europa; relazioni che hanno visto comunicazioni intermittenti e instabili incentrate principalmente su questioni di sicurezza”.
L’Italia è uno dei Paesi occidentali che ha mantenuto contatti e rapporti con la Siria per coordinare la lotta al terrorismo. Gia due anni fa Manenti incontrò a Damasco il direttore del Dipartimento Generale dell’intelligence siriana, il Gen. Mohammed Dieb Zeitou.
Italia un ruolo chiave
Con la rottura dei canali diplomatici dei principali paesi europei con il regime di Damasco, l’Italia ha assunto il ruolo di “referente” nelle relazioni siro-europee.
Su indicazione dell’Europa, i primi contatti si sono svolti a Beirut e alla presenza del capo della Sicurezza Generale libanese, Abbas Ibrahim. Ed è proprio grazie alla mediazione libanese che è stato possibile l’incontro a Roma inizialmente bloccato dall’Europa perché il capo degli 007 siriani è inserito nella “black list” occidentale che riguarda gli uomini del regime di Assad.
All’Europa occorre mantenere delle relazioni (almeno sotterranee) con il regime di Damasco per coordinare la lotta al terrorismo e al radicalismo islamista, ma anche per affrontare il problema della crisi migratoria; nello stesso tempo la Siria ha bisogno di porre sul tavolo il tema dell’embargo economico europeo.
Roma si sarebbe proposta di mediare con i partner europei, principalmente con Germania e Francia, i Paesi più coinvolti nella crisi siriana e in alcuni aspetti della sua soluzione.
Per Berlino è centrale il tema della crisi dei profughi siriani che sta mettendo in ginocchio la tenuta sociale del Paese, anche grazie alla folle politica di accoglienza del governo.
Parigi è invece interessata alla folta lista di foreign fighters francesi catturati dall’esercito siriano tra le file di Daesh e dei gruppi terroristici legati ad Al Qaeda; lista che può aiutare a smantellare le reti del terrore islamista in territorio francese che hanno prodotto i più sanguinosi attentati sul suolo europeo
La soluzione della crisi siriana è ancora lontana ma diplomazie ed intelligence sono al lavoro per trovare sbocchi ai complessi problemi generati dalla guerra; problemi che per l’Europa attengono principalmente alla sua sicurezza.
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