Le ore della scorsa domenica hanno segnato forse il punto di svolta decisivo per la guerra in Siria. La capitale economica del Paese è passata, in poco tempo, dal timore di tornare nuovamente sotto attacco alla possibilità di scrollarsi di dosso il conflitto per la prima volta dopo quasi nove anni. Aleppo, già interamente ripresa dall’esercito siriano nel dicembre del 2016, non ha più adesso alcun fronte militare attorno le proprie periferie. Le truppe di Damasco infatti, hanno ripreso i vari quartieri occidentali al di là della “Castillo Road”, la tangenziale della metropoli siriana. Un’avanzata molto veloce in questa sezione del territorio siriano, che ha sfruttato il repentino indietreggiamento dei gruppi islamisti presenti da queste parti già dal 2012. Ed ora, con l’autostrada M5 interamente nelle mani dell’esercito e con Aleppo libera dal conflitto, in Siria la popolazione inizia a pensare ad un primo vero ritorno alla normalità.

L’avanzata dell’esercito ad ovest di Aleppo

Nel nord ovest della Siria il quadro ha iniziato a cambiare a partire dalla seconda metà di gennaio, quando le truppe di Damasco, aiutate dall’aviazione russa, sono tornate all’attacco nella provincia di Idlib. Quest’ultima rappresenta l’estremo bastione in mano alle milizie islamiste, alcune delle quali supportate ed appoggiate dalla Turchia. Quando, a seguito di giorni di scontri, l’esercito ha ripreso la cittadina di Maarat Al Numan, il governo siriano ha iniziato a risalire lungo l’autostrada M5, l’arteria che collega la capitale con Aleppo e che passa proprio dalla provincia di Idlib. Il 7 febbraio, a seguito di questa avanzata, è caduta un’altra città strategica di questa provincia, ossia Saraqib. Da allora, la pressione militare dell’esercito ha iniziato ad essere molto intensa anche poco più a nord, vale a dire nella periferia ovest di Aleppo.

Come accennato in precedenza, la città risulta interamente in mano governativa già dal dicembre 2016. La battaglia per il suo controllo era iniziata molti anni prima, precisamente nel luglio del 2012: in quel mese, Aleppo sembrava in procinto di cadere, tuttavia i quartieri occidentali sono rimasti fedeli alle truppe del governo di Bashar al Assad e, da allora, per almeno un anno hanno resistito ad un importante assedio di marca islamista. Hanno infatti preso parte alla battaglia sigle vicine all’ex Fronte Al Nusra, ossia la filiale siriana di Al Qaeda, così come altri gruppi della galassia jihadista. Dal 2013 il governo ha ricominciato a recuperare il territorio ed a tornare a rifornire via terra i quartieri di Aleppo posti sotto il proprio controllo. Ne è seguita una lenta ma costante avanzata, che sul finire del 2016 ha riportato l’intera città nelle mani dei governativi.

La situazione a Idlib, in Siria (Infografica di Alberto Bellotto)
La situazione a Idlib, in Siria (Infografica di Alberto Bellotto)

Rimaneva però scoperto il fianco occidentale. Qui i gruppi islamisti hanno costruito fortificazioni, trincee e bunker, risultava molto difficile per l’esercito siriano premere su questo fronte. E gli abitanti di Aleppo hanno continuato a convivere con lo spauracchio della presenza islamista attorno i confini della città. Ma le recenti avanzate nella provincia di Idlib, hanno richiamato centinaia di combattenti verso sud. In questo modo, le truppe di Damasco hanno potuto iniziare ad avanzare ad ovest di Aleppo. All’inizio della scorsa settimana, sono stati recuperati i quartieri lungo l’autostrada M5, domenica invece l’esercito ha sfondato le principali linee difensive creando attorno alla capitale economica siriana una fascia di sicurezza di oltre 30 chilometri. E adesso Aleppo è tornata ad essere una città più lontana dalla guerra e più vicina alla pace.

Cosa vuol dire aver messo in sicurezza Aleppo

Gran parte della popolazione siriana vive nella fascia occidentale del paese, lì dove sono concentrate tutte le principali città. Dalla capitale Damasco ad Homs, passando per Hama prima di giungere ad Aleppo, queste città sono collegate tra loro dalla sopra citata autostrada M5. È qui che scorreva, in tempo di pace, la vita dei siriani: commerci, scambi, turismo, tutto correva lungo l’arteria che ha da sempre rappresentato la spina dorsale del paese. L’autostrada, come già scritto su InsideOver, è tornata nei giorni scorsi interamente in mano all’esercito siriano. Adesso, con la definitiva messa in sicurezza di Aleppo, il governo di Damasco potrebbe già iniziare a pensare seriamente al dopoguerra. Avere il controllo dell’autostrada più importante e della capitale economica, significa possedere oramai le chiavi della Siria.

Ed in tanti tra la popolazione, da nord a sud, con la conquista definitiva di Aleppo sperano possa seriamente avviarsi la ricostruzione. Non semplice perché la Siria è ancora sotto l’embargo occidentale, ma possibile. Poter percorrere normalmente la M5 e camminare ad Aleppo senza il timore di un razzo sparato dalla periferia occidentale, per i siriani vuol dire già tanto: per molti, di fatto, significa ritrovare, almeno in parte, la propria vita.

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