Aleppo si appresta a vivere una nuova tregua, la quale è in programma per il prossimo giovedì 20 ottobre; è prevista, in particolare, una sospensione dei raid russi e siriani per otto ore, questa volta però la tregua è diversa rispetto ad altre iniziative passate: si tratta sì di una tregua unilaterale, ma essa riguarda solo la seconda città siriana e l’obiettivo non è solo umanitario.LEGGI ANCHE: Perché gli Usa non vogliono liberare AleppoI governi di Damasco e Mosca, infatti, concordano con la possibilità di poter far evacuare i quartieri est di Aleppo, gli stessi che al momento risultano essere gli unici sotto il controllo dei ribelli e dei terroristi in gran parte affiliati ad Al Nusra, vera e propria filiale di Al Qaeda in Siria; dunque, questa volta lo stop ai bombardamenti è figlio delle evoluzioni sul campo nella seconda città siriana e non invece di accordi trovati tra i vari attori internazionali come le altre volte. Anzi, contestualmente alla dichiarazione della tregua su Aleppo, molti governi continuano a sostenere che Russia e Siria sono responsabili di gravi crimini di guerra, un atteggiamento che stride con la possibilità data in primis dal governo centrale di Damasco di dichiarare un breve unilaterale cessate il fuoco; da Bruxelles, una nota della commissione europea fa sapere di considerare ‘sproporzionata’ l’offensiva dell’aviazione russa e siriana e si esprime ‘costernazione per i ripetuti bombardamenti presso strutture ospedaliere e civili’. Anche dall’Italia il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dichiara come ‘Mosca pagherà cara politicamente la scelta di appoggiare ad oltranza il presidente Assad ed il suo governo’.Sul campo, per l’appunto, l’esercito siriano avanza e nelle ultime ore ha conquistato diversi quartieri sia a nord che a sud del centro di Aleppo, con la periferia oramai quasi interamente controllata da Damasco mentre ai terroristi ed ai salafiti rimangono solo i quartieri ad est della ‘Cittadella’, simbolo della seconda città siriana; per questo motivo, raggiunti gran parte degli obiettivi di questa importante fase della battaglia per la riconquista della ‘capitale del nord’ della Siria, adesso la Russia ed Assad intendono procedere con un allentamento della pressione bellica e verificare l’intenzione dei gruppi ribelli asserragliati nelle zone orientali di Aleppo e dei loro principali sponsor internazionali. Non a caso l’agenzia TASS ha riferito le parole del generale russo Sergey Rudskoy, secondo cui ‘la Russia si impegna a facilitare l’evacuazione di eventuali feriti o di soggetti bisognosi di cure dalle zone est di Aleppo, il governo ha deciso di procedere unilateralmente assieme alle autorità siriane’.LEGGI ANCHE: Un ospedale dimenticato ad AleppoMa le parole più importanti del generale Rudskoy sono riservate ai ‘partner americani’: “Nonostante loro (i rappresentanti delle autorità USA, ndr) non hanno provveduto come richiesto a separare i gruppi ribelli moderati dai terroristi di Al Nusra, la Russia continua a trattare con l’ONU e con i soggetti internazionali capaci di avere influenze su Al Nusra al fine di concordare una più facile uscita dei gruppi terroristici dai quartieri orientali di Aleppo ed un loro ritiro da queste zone in conformità all’iniziativa dell’inviato delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura”. La tregua quindi, oltre che umanitaria, è stabilita anche per fare chiarezza a livello internazionale e mettere le carte in tavola: Mosca e Damasco agiscono sulla seconda città siriana in conformità con il diritto internazionale e senza violazioni dei diritti umani, rispondendo quindi alle dichiarazioni di molte cancellerie occidentali ed annunciando l’intenzione di non rompere il dialogo con l’ONU.[Best_Wordpress_Gallery id=”309″ gal_title=”Aleppo distrutta”]Infatti, la Russia crede nella possibilità che ad Aleppo si verifichi quanto già successo ad Homs nel 2014, ossia che i gruppi terroristici decidano di lasciare i territori occupati alle forze siriane accettando un trasferimento in altre zone controllate dai ribelli: è questo l’unico modo, al momento, per evitare un vero e proprio bagno di sangue ad Aleppo, diversamente i combattimenti dovrebbero procedere casa per casa.
Ecco quindi i motivi della tregua e soprattutto il ragionamento che sta alla base della nuova decisione unilaterale; si è in un punto della battaglia per la città siriana in cui le sorti sembrano decise e sono nettamente a vantaggio dell’esercito di Assad: il messaggio che si vuol lanciare i terroristi è questo, affinché possano decidersi di abbandonare senza combattere Aleppo, trattando con le Nazioni Unite i termini della resa. Durante il cessate il fuoco, si proverà a convincere molti gruppi a lasciare le zone orientali del centro urbano; secondo alcune fonti, già da sabato presso il quartiere di Bushan al Basta, uno dei più strategici della parte est, sarebbero pronti dei pullman per trasportare ad Idlib i ribelli che accettano di lasciare Aleppo.Con la tregua di otto ore, Russia e Siria stanno quindi facendo la loro parte; le accuse di crimini contro l’umanità continuate ad essere lanciate contro Mosca e Damasco, dimostrano nel migliore dei casi un errore di fondo dell’occidente ed una scarsa conoscenza della situazione sul campo da parte degli inviati occidentali, nella peggiore delle ipotesi invece potrebbe trattarsi di vera e propria malafede volta a prolungare le sofferenze di Aleppo e, con esse, anche le tragedie che giorno dopo giorno insanguinano la Siria.I raid russo.siriani cesseranno alle ore 8:00 di giovedì ed in quel frangente potrebbero verificarsi importanti mutamenti interni allo scacchiere siriano; l’impressione è che, le ore 8:00 di giorno 20, oltre a segnare l’inizio della tregua potrebbero significare anche l’avvio di una delle fasi più decisive della guerra civile siriana e della battaglia per Aleppo.
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