Aiuti Usa all’Ucraina: il rapporto che svela tutti i problemi

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Lanciata nell’aprile 2014 in risposta all’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, l’Operazione Atlantic Resolve (OAR) degli Stati Uniti mira a sostenere la Nato in Europa in funzione anti-russa e, soprattutto, a supportare la risposta militare di Kiev contro Mosca. Un’operazione che ha acquisito notevole importanza alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. Recentemente, l’ispettore generale dell’operazione Robert P. Storch ha diffuso – sebbene abbia ricevuto una scarsa attenzione da parte dei media – il suo primo rapporto trimestrale che monitora e supervisiona gli aiuti americani all’Ucraina.

Partiamo dai numeri: ammontano complessivamente a 113,4 miliardi di dollari gli aiuti americani che l’amministrazione Biden e il Congresso Usa hanno stanziato in favore di Kiev, di cui 62,3 miliardi di dollari dal Dipartimento della Difesa destinati ad armi, equipaggiamento e addestramento, nonché alla ricostituzione delle scorte del Dipartimento stesso e al rafforzamento della presenza militare americana in Europa. A questi si aggiungono 46,3 miliardi di dollari da parte del Dipartimento di Stato e dell’USAID per il sostegno economico all’Ucraina, compresi i fondi per le autorità civili ucraine, l’assistenza umanitaria e le operazioni diplomatiche e amministrative e 4,8 miliardi di dollari ad altri enti governativi statunitensi, tra cui il Tesoro, l’Energia, la Giustizia, l’NSC e la Commissione di regolamentazione nucleare. Cifre non molto distanti da quelle che gli Stati Uniti spendevano per un’operazione boots on the ground come l’Afghanistan, se si considera che Washington ha investito complessivamente 2.000 miliardi di dollari dal 2001 al 2021, per un costo che i ricercatori della Brown University hanno stimato in oltre 300 milioni di dollari al giorno per 20 anni.

Ecco quanti soldati Usa ci sono in Europa

Nel trimestre ottobre-dicembre 2023, erano circa 80.000-90.000 i militari statunitensi di stanza in Europa a sostegno dell’Operazione. Secondo il rapporto di Storch, gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina più assistenza militare di qualsiasi altra nazione al mondo. Quanto al materiale fornito alle truppe di Kiev, scrive l’ispettore nello schema riassuntivo del rapporto, “la capacità degli Stati Uniti di tracciare gli articoli di difesa sensibili forniti all’Ucraina è migliorata”, ma il governo americano “non ha ancora piena visibilità sulle loro condizioni e sul loro utilizzo”. Si afferma inoltre che dal febbraio 2022 al dicembre 2023, il Dipartimento della Difesa “ha fornito addestramento individuale e specifico per le piattaforme a circa 5.500 truppe ucraine” ma con “poche forze internazionali in Ucraina, è difficile valutare l’efficacia di tale addestramento”.

Sono più di 200 gli incaricati del Pentagono che si occupano a tempo pieno o a tempo parziale della supervisione dell’assistenza all’Ucraina; 28 di essi si trovano attualmente in Europa, di cui 2 a Kiev. Ma nella capitale ucraina lavora anche personale del Dipartimento di Stato e dell’USAID. I problemi cominciano quando si legge tuttavia il rapporto completo e dettagliato. Le criticità sono state rilevate soprattutto in merito alla tracciabilità degli aiuti statunitensi stanziati. Si parla apertamente di uno “scarso supporto logistico” che ha portato a un “aumento del rischio di perdita o furto delle armi”. L’ispettore generale ammette inoltre che i funzionari statunitensi spesso non hanno la minima idea di dove finiscano alcune attrezzature sensibili: si stima che circa un quarto degli articoli forniti a Kiev non sia stato controllato. Un dato allarmante, se si considera che a febbraio 2023 il 24% delle armi statunitensi non è stato inventariato correttamente.

Il veterano di guerra: “Un gioco pericoloso”

Come nota il veterano dell’esercito Usa Jason Beardsley in un’analisi pubblicata the American Conservative, inviare attrezzature altamente tecnologiche in un buco nero come l’Ucraina e sperare che vada tutto bene “è un gioco pericoloso”. Motivo? L’addestramento di cui necessitano questi sistemi altamente sofisticati è complesso, il che mette in dubbio la capacità dell’esercito di Kiev di utilizzarli in maniera efficace. 

“Fornire questo tipo di addestramento mette le truppe statunitense pericolosamente vicine al contatto diretto con le forze russe, il che potrebbe significare una guerra più ampia che coinvolge la Nato e un’escalation nucleare” osserva l’esperto. La conclusione di Beardsley è chiara: “Per coloro che sono stati in una zona di guerra, questo rapporto è un duro promemoria di quanto le élite di Washington siano scollegate dalla realtà”. D’altro canto, come ammette anche l’ispettore generale nel suo rapporto, “l’assenza fisica di truppe statunitensi e internazionali sul campo di battaglia limita la capacità di valutare l’efficacia dell’impiego degli equipaggiamenti” da parte degli ucraini. È anche per questi motivi che repubblicani come Matt Gaetz e JD Vance si oppongono alla richiesta del presidente di Biden di stanziare ulteriori 65 miliardi di dollari per l’Ucraina e tra gli elettori Gop la maggioranza si dice contraria a sostenere ulteriormente Kiev. Un tema, quello dell’assistenza militare a Kiev, che si trascinerà per tutta la campagna elettorale, da qui a novembre.