Afghanistan, le operazioni della Cia per eliminare i capi dei talebani

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Il 14 aprile del 2017 un C130 americano ha sganciato la super bomba Moab sul distretto di Achin, nella provincia di Nangarhar, in Afghanistan, uccidendo 94 miliziani dell’Isis, tra cui molti capi jihadisti. Ora l’amministrazione Trump sta pensando a una nuova strategia per combattere il terrorismo. Meno raid spettacolari e più attacchi mirati per eliminare le menti dei talebani. Lo rivela oggi il New York Times, che cita due alti funzionari americani.

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Secondo il quotidiano statunitense, la Cia intende espandere le proprie operazioni segrete in Afghanistan, inviando  piccole squadre di contractor e ufficiali di alta esperienza che andranno ad affiancare le forze locali che danno la caccia ai talebani. Queste nuove operazioni indicano la svolta impressa dal nuovo direttore dell’agenzia, Mike Pompeo: “Non possiamo condurre le nostre missioni se non siamo aggressivi. In ogni minuto dobbiamo essere concentrati nel contrastare i nostri nemici”.

Inizialmente, l’obiettivo della Cia era quello di combattere Al Qaida nel Paese e fornire appoggio alle forze di intelligence locali per combattere i terroristi, tenendosi sempre distante, però, da una campagna illimitata contro i talebani, considerata uno spreco di tempo e denaro (e, soprattutto, a rischio di grandi perdite umane).

Come riporta il New York Times, la divisione paramilitare della Cia, alla quale viene affidato il nuovo compito, conta solo alcune centinaia di unità ed è dispiegata in tutto il mondo.

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Dopo l’invasione del 2001, il Paese fatica a trovare stabilità, stretto tra la morsa dei talebani e quella dello Stato islamico. Proprio la scorsa settimana, due attacchi kamikaze in due diverse moschee del Paese, hanno fatto oltre 70 morti. L’attentato, rivendicato dall’Isis, non ha fatto alcuna distinzione tra sunniti e sciiti. 

In più di un’occasione, Trump ha sottolineato la priorità della lotta al terrorismo: “Gli assassini devono sapere che non hanno più alcun luogo dove nascondersi, che nessun posto è impossibile da raggiungere per i nostri soldati né per le armi americane. Il castigo sarà veloce e devastante”. Proprio come gli uomini delle forze speciali che ora stanno attaccando i terroristi nel Paese.