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La Royal Navy, pronta a schierare la seconda super portaerei della classe Queen Elizabeth, ha voluto onorare la memoria dei suoi caduti ricordano il 75esimo anniversario della vittoria sull’Impero Giapponese: ultima potenza dell’Asse che diede filo da torcere a alla marina di sua Maestà nel secondo conflitto mondiale. L’occasione è stata perfetta per creare uno stretto legame tra passato e presente, rammentando l’affondamento della Prince of Wales, corazzata britannica impegnata nel Pacifico che venne affondata dai giapponesi il 10 dicembre del 1941. Quando su Singapore ancora sventolava la “Union Jack” e Pearl Harbor si era appena trasformata da tranquilla base aeronavale delle Hawaii al casus belli più famoso della storia.

La nuova super portaerei britannica la Hms Prince of Wales non è la prima unità da battaglia a portare come nome il titolo che titolo tradizionalmente spetta all’erede al trono del Regno Unito. Esso infatti fu già della corazzata classe Re Giorgio V protagonista della famosa “caccia alla Bismarck“, la nave ammiraglia della Kriegsmarine che venne affondata nell’Oceano Atlantico appena otto mesi prima che gli aerosiluranti giapponesi individuassero e centrassero la Prince of Wales. Per questo motivo, l’equipaggio dell’ultima nave da battaglia entrata a far parte della flotta si è schierato sul ponte per le commemorazioni che – nonostante la misura ridotta causa coronavirus – hanno tenuto a ricordare la vittoria sul Giappone. La vittoria che, chiudendo il fronte del Pacifico, ha messo definitiva fine al secondo conflitto mondiale.

Il giorno della Vittoria sul Giappone, noto con la sigla di “VJ”, ha previsto la partecipazione di numerosi veterani della Marina, delle loro famiglie e di molti discendenti degli uomini che riposano in mare non avendo mai fato ritorno a casa. Uomini come i 327 marinai – compreso l’ammiraglio Thomas Phillips – che hanno perso la loro vita sulla Prince of Wales, il cui relitto giace ancora a 68 metri di profondità al largo delle coste orientali della Malesia.

Ricordata per essere la terza corazzata della classe che prese il nome di Re Giorgio V – e perché portò Winston Churchill a Terranova per incontrare il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt e discutere della crescente minaccia giapponese in Estremo Oriente – la corazzata Prince of Wales entrò in servizio proprio all’inizio del 1941. Contando sulle sue 35.000 tonnellate di dislocamento, sulla potenza di otto cannoni navali da 14 pollici, 16 cannoni a da 5,25 d’armamento secondario (oltre il doppio di cannoni antiaerei). la nave poteva vantare di essere una delle più avanzate che prendevano parte al conflitto. Stesso vanto che la Royal Navy tiene a conferire alle sue due nuove super portaerei: la Queen Elizabeth e, appunto, la Prince of Wales. Giganteschi vettori aeronavali di ultima generazione con 65.000 tonnellate di dislocamento e un ponte dotato di sky-jump lungo 280 metri che lancerà e accoglierà in tutto il globo una vasta gamma di aeromobili ad ala fissa e rotante, tra i quali spiccano i caccia multiruolo di quinta generazione F-35 B.

Alla commemorazione ha preso parte, come atteso, l’attuale detentore del titolo di Principe di Galles, il primogenito della Regina Elisabetta II, Carlo, che all’attenzione dei veterani e dei militari schierati ha deposto una corona di fiori sul memoriale eretto per ricordare le sofferenze dei prigionieri di guerra che vennero sfruttati dal nemico – spesso fino alla morte – per la costruzione delle ferrovie che avrebbero dovuto collegare i nuovi possedimenti dell’Impero del Sol Levante in Oriente. Secondo una minuziosa stima degli storici, furono oltre 71.000 le vittime dell’esercito britannico e degli altri eserciti del Commonwealth nella guerra combattuta contro il Giappone. Di questi, 12.000 persero la vita durante la durissima prigionia.

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