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Un nome che evoca una tragedia passata sta rischiando prepotentemente di diventare sinonimo della tragedia di oggi rappresentata dalla guerra in Ucraina. Ci sarebbero infatti in corso dei combattimenti nella zona di Chernobyl, l’area cioè del disastro nucleare più grave della storia. A denunciarlo è stato nelle scorse ore il presidente ucraino Zelensky su Twitter, il quale ha parlato di “guerra dichiarata all’intera Europa” nel caso di assalto ai resti ancora attivi del reattore nucleare esploso nell’aprile del 1986.

Perché Chernobyl è strategica

Il 5 febbraio scorso su InsideOver si è parlato della presenza dei soldati ucraini nella zona di esclusione, ossia la zona interdetta che circonda l’impianto nucleare. Qui in teoria non ci si potrebbe abitare. Gli operai che lavorano nella centrale, dismessa ma attiva in quanto la combustione interna al “relitto” del reattore del disastro non si è mai spenta del tutto, arrivano al mattino e vanno via la sera. Risiedono in altre città lontane anche 100 km da qui. Ogni tanto, in tempo di pace, si è notata qualche comitiva attratta dai resti di una vita “congelata” dalla storia. Visite fugaci, meno tempo si sta esposti alle radiazioni e meglio è. Per cui l’arrivo di soldati mandati da Kiev ha destato non poco clamore. Decine di militari la notte hanno iniziato, a partire dalla fine di gennaio, a presidiare le foreste buie dove la natura si è ripresa i suoi spazi vista l’assenza quasi totale dell’uomo.

L’obiettivo era presidiare il confine con la Bielorussia, distante una manciata di chilometri. Ma anche difendere Kiev. Perché la capitale da qui è lontana appena 140 km e non ci sono lungo la strada particolari barriere naturali da attraversare per un invasore. É per questo che Chernobyl è così strategica. Prendere i resti della centrale vuol dire avere la strada spianata per la capitale ucraina. La guerra, a inizio febbraio, non sembrava lontana ma nemmeno così vicina. Oggi che è reale si sta svelando in tutta la sua drammaticità. A ridosso di Kiev si sta combattendo ferocemente. Le forze russe hanno conquistato postazioni all’interno dell’aeroporto di Hostomel, lontano 15 km dal centro. Nelle retrovie dunque, i soldati di Mosca stanno cercando di aumentare la pressione puntando su Chernobyl. Una battaglia che riaccende i riflettori su uno dei luoghi più enigmatici del pianeta.

La denuncia di Zelensky

Su Twitter il presidente ucraino Zelensky ha fatto presente la sua preoccupazioni circa la battaglia per la presa di Chernobyl: “L’esercito russo – si legge nella pagina del capo di Stato ucraino – sta cercando di impossessarsi della centrale elettrica vicino a Pripyat, nel nord dell’Ucraina. Si tratta dell’impianto nucleare di Chernobyl, tuttora in funzione. Le forze ucraine stanno dando la vita affinché la tragedia del 1986 non si ripeta”. Toni allarmistici, “giustificati” a livello mediatico dal fatto che Zelensky ha tutto l’interesse nel destare clamore e provare a far pressione su Mosca affinché sospenda l’offensiva. La caduta della zona dove tuttora un sarcofago di cemento armato avvolge le scorie radioattive sarebbe drammatica per l’Ucraina. Kiev, già sotto pressione, potrebbe cadere. Ma esistono reali pericoli in caso di battaglia prolungata attorno il reattore esploso 35 anni fa?

“Quello è un obiettivo molto sensibile – ha commentato sull’AdnKronos l’esponente di Legambiente Angelo Gentili – fino ad oggi in qualche modo tutelato dallo Stato Ucraino, e che continua a rappresentare una bomba a orologeria. Farne un teatro di guerra è molto pericoloso, non si può scherzare con il nucleare”. Per adesso è più che altro l’idea stessa di una battaglia a ridossi di Chernobyl a destare clamore. Chi sta combattendo da quelle parti è a conoscenza probabilmente (si spera) dei rischi della zona. Ma il fatto stesso che si stia combattendo lì è diventato nelle ultime ore l’indice di quanto sta oggi accadendo in Ucraina.

L’ammissione di Kiev: “Abbiamo perso il controllo della centrale”

Poco dopo le 18:30 ora italiana, dalla capitale ucraina il portavoce della presidenza, Mykhailo Podoliak, ha fatto sapere che l’esercito di Kiev ha perso il controllo della zona di Chernobyl: “Dopo la feroce battaglia – si legge in una nota – il nostro controllo sul sito di Chernobyl è andato perso. Le condizioni dell’ex centrale nucleare di Chernobyl, degli impianti di confinamento e di stoccaggio delle scorie nucleari sono sconosciute”.

“Conoscendo le abitudini dei russi – ha proseguito – probabilmente stanno già preparando azioni provocatorie alla centrale nucleare di Chernobyl. O useranno i danni ricevuti durante l’attacco per incolpare l’Ucraina, o danneggeranno questa strutture, di gran lunga le più pericolose”.

La perdita di Chernobyl per Kiev non rappresenta soltanto un qualcosa di simbolico, ma rischia di aprire la strada per la capitale alle truppe russe.

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