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La Russia ha espresso l’intenzione di dotarsi di un nuovo velivolo a decollo verticale, sulla falsa riga dell’F-35, che dovrebbe andare ad equipaggiare una nuova classe di portaerei leggere multiruolo.

Il vice primo ministro Yuri Borisov già a fine agosto aveva confermato le parole del presidente Putin, che esprimeva la volontà di dotarsi di mezzi di tal tipo, in una dichiarazione rilasciata alla Tass in cui confermava che il progetto per un nuovo caccia con caratteristiche Stovl (Short Take Off and Vertical Landing), e una nuova classe di portaerei adatte per il suo impiego, erano stati “inclusi nel programma di armamento di Stato” e che “in questo momento il lavoro di sviluppo concettuale è già iniziato”.

Come nasce l’esigenza di un caccia Stovl?

Le prime dichiarazioni russe che fanno riferimento alla volontà di dotarsi di un aereo con caratteristiche Stovl risalgono al 2017, quando in occasione del Maks, il salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio che si tiene ogni due anni a Mosca, sempre Borisov – che allora era vice ministro della Difesa – aveva comunicato alla stampa che il suo dicastero era in trattativa con i bureau di progettazione aeronautica per la costruzione di un nuovo velivolo sulla base delle esperienze accumulate dalla Yakovlev con il suo Yak-141, velivolo dotato di ugello orientabile – proprio come l’F-35 – che effettuò il primo volo nel 1987.

In quella occasione Borisov ha anche affermato che, possibilmente, contestualmente allo sviluppo di un velivolo Stovl per la nuova classe di unità portaeromobili, le case costruttrici si adoperino anche per la costruzione di un velivolo a decollo verticale vero e proprio. 

L’esigenza è particolarmente sentita in quanto nella filosofia russa le unità navali destinate all’impiego di aeromobili ad ala fissa e rotante per la guerra anfibia, quelle che in occidente sono comunemente conosciute come Lhd (Landing Helicopeter Dock), hanno una capacità di più ampio spettro e vengono designate Uls (Universal Landing Ship).

Filosofia che si è presentata, con alterne vicende, più volte nel corso della storia della Russia e che ha portato al progetto culminato nella sola unità navale portaeromobili oggi nel registro della  Marina di Mosca: la Admiral Kuznetsov che attualmente sta subendo dei profondi lavori di rimodernamento che la terranno lontana dal servizio per almeno due anni.

Recentemente Mosca, infatti, aveva commissionato alla Francia due unità navali di questo tipo – le due classe Mistral già battezzate Vladivostok e Sevastopol – che però, a causa dell’embargo e delle sanzioni elevate a seguito della crisi in Crimea, non sono mai state consegnate.

A quel punto il Cremlino si è trovato a dover intraprendere la via “autarchica” dovendo scegliere tra la costruzione di unità anfibie tipo Lpd (Landing Platform Dock) oppure procedere ispirati dal progetto delle Mistral francesi.

Progetto che potremmo definire intermedio rispetto alle più grandi e costose portaerei tradizionali con sistema Catobar (Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery) che pure erano in esame – il progetto della superportaerei da 100mila tonnelleate di stazza “Shtorm” poi cancellato per mancanza di fondi – e anche diverso rispetto alla famiglia delle portaerei Stobar (Short Take Off But Arrested Recovery) come la Kuznetsov, dotata di sky jump a prua al pari di nave Cavour, della cinese Liaoning e delle unità indiane.  

Ad onor del vero la Russia sembrerebbe aver avviato, di recente, il progetto per una nuova portaerei a propulsione nucleare di circa 70mila tonnellate di stazza per sostituire la vetusta Kuznetsov, e risulterebbe plausibile che questo progetto venisse portato a termine parallelamente a quello delle nuove unità Uls in quanto sarebbero dotate di una componente imbarcata fondamentalmente diversa: la prima con velivoli tradizionali – come i già usati Mig-29K e Su-33 – le seconde, appunto, di nuovi velivoli a decollo/atterraggio verticale. 

Lo sviluppo di un caccia di questo tipo, infatti, aumenterebbe di molto lo spettro delle missioni in grado di essere compiute dalla componente anfibia della flotta russa e ne implementerebbe la capacità di proiezione di forza a lungo raggio fornendo un ombrello aereo di protezione mai visto prima nella storia di Mosca e confrontabile con quello delle marine da guerra occidentali dotate di portaerei simili. 

Il modello per il nuovo caccia

Il ministero della Difesa sembra essere molto interessato alla soluzione già sviluppata dal bureau Yakovlev negli anni ’70 e culminata nello Yak-141, i cui primi esemplari volarono nel 1987 e condussero test di volo per tutta la prima metà degli anni ’90, tra cui il primo appontaggio verticale sull’allora Baku, la portaerei della classe Kiev poi rinominata Admiral Gorshkov e successivamente venduta all’India dove fu ribattezzata Vikramaditya.

Il velivolo fu rivoluzionario per i tempi: il bureau Yakovlev, che già aveva fatto esperienza di tecnologia V/Stol con i progetti Yak-36 “Freehand” e Yak-38 “Forger”, abbandonò il concetto di ugelli laterali orientabili (gli stessi usati negli attuali AV-8 Harrier II) per concentrarsi su una scelta ibrida: lo Yak-141 univa a due motori di sostentazione installati semi-verticalmente dietro l’abitacolo, come già visto sullo Yak-38, un ugello di coda orientabile di 95 gradi, vera innovazione per il periodo.

La stessa soluzione, peraltro, è stata ripresa e migliorata sull’F-35 Lightning II, che dispone del potente motore Pratt&Whitney F135 con ugello orientabile e un motore di sostentazione al centro della fusoliera. 

Lo Yak-141, nonostante i quattro esemplari prodotti, i 12 record battuti per un velivolo della sua classe – tra cui essere il primo velivolo Vtol supersonico – non entrò mai in produzione complice la crisi post dissoluzione dell’Unione Sovietica e nonostante alcuni Paesi fossero interessati al velivolo, presentato al salone internazionale dell’aeronautica di Farnborough nel 1992.

Il vice primo ministro Borisov ha tenuto a precisare, però, che il nuovo velivolo V/Stovl non dovrà essere una riedizione dello Yak-141 bensì una macchina totalmente nuova che si ispira solamente al rivoluzionario progetto del bureau Yakovlev.

Secondo le stesse fonti russe il progetto potrebbe abbracciare un arco temporale di circa 7/10 anni con il primo prototipo sperimentale costruito entro il 2022-2023.  

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