A Mosca forse non hanno digerito le immagini del Pantsir russo caduto nelle mani delle milizie filo Al Sarraj dopo la vittoriosa battaglia di Al Watiya e fatto circolare a Tripoli come trofeo. Il mezzo, in dotazione al Libyan National Army guidato dal generale Khalifa Haftar, fa parte del bottino di guerra recuperato dopo la sconfitta delle truppe dell’uomo forte della Cirenaica dei giorni scorsi. Ed è stato mostrato tra le strade della capitale libica come emblema delle nuove avanzate delle forze vicine al premier Fayez Al Sarraj contro Haftar. Dal Cremlino sarebbe quindi stata decisa una svolta: ben otto aerei militari nelle scorse ore sono giunti in Libia, a disposizione delle forze di Haftar. Almeno questa è la versione del ministro dell’interno libico, Fathi Bashaga, intervistato da Bloomberg Tv. Se fosse confermata, la notizia costituirebbe il segnale di una possibile nuova ed ulteriore escalation del conflitto.

Aerei russi per Haftar

Secondo Bashaga, i velivoli inviati dal Cremlino in Libia sarebbero già atterrati nell’est del Paese. Si tratterebbe, nello specifico, di sei Mig 29 e due Sukhoi 24. Gli aerei sarebbero stati fatti decollare dalla base di Hmeimim, ossia per intenderci quella principale usata da Mosca in Siria per condurre gli attacchi contro i gruppi terroristici anti Assad. Un ulteriore dettaglio in grado di far comprendere la delicatezza che, dalla prospettiva della Russia, sta assumendo il dossier libico. Dirottare aerei militari utilizzati per la missione all’estero più importante di Mosca degli ultimi anni, vuol dire che dalle parti del Cremlino la situazione in Libia sta diventando sempre più una delle priorità assolute.

Dalla capitale russa non sono per il momento giunte conferme ufficiali, tuttavia altri dettagli in merito sono trapelati da fonti diplomatiche. In particolare, gli aerei sarebbero partiti nella giornata di mercoledì e, dopo uno scalo in Egitto per evitare il rifornimento in volo, si troverebbe già in territorio libico pronti per essere resi operativi. Probabile che gli otto aerei militari siano atterrati in una base vicino a Tobruck, una delle città più importanti della Cirenaica e posta non lontana dal confine con l’Egitto.

“Pronti a campagna senza precedenti”

Come detto, da Mosca in queste ore non sono giunte conferme. Allo stesso modo, anche dal quartier generale del Libyan National Army di Bengasi non sono state rilasciate dichiarazioni volte a smentire o confermare la presenza degli otto aerei militari russi nel Paese. Tuttavia, c’è un elemento che potrebbe far ritenere veritiere le informazioni fin qui raccolte. Il capo dell’aeronuatica del Libyan National Army, Saqr al-Jaroushi, ha dichiarato nelle scorse ore che i suoi uomini sono pronti a scatenare “una campagna senza precedenti”: “Tutte le postazioni turche e i loro interessi in tutte le città saranno nostro legittimo obiettivo – ha fatto sapere Al Jaroushi in una nota stampa – noi invitiamo i civili a stare lontani da questi obiettivi”.

Possibile dunque ritenere che la campagna aerea annunciata dal fedelissimo di Haftar sia frutto dell’aiuto giunto poche ore prima da Mosca. Sotto il profilo militare e politico, la Russia avrebbe tutto l’interesse in questo momento ad aiutare il generale. Quest’ultimo, messo sotto pressione per via delle avanzate delle milizie filo Al Sarraj, ha perso diverse città strategiche in Tripolitania: da Sabratha ad Al Watiya, passando per le difficoltà attualmente riscontrate a Tarhouna. Il suo Libyan National Army è dunque in crisi su tutti i fronti, con la Russia che non vuole rimanere dunque a guardare. Mosca è infatti stretta alleata di Haftar, a settembre il governo russo ha inviato i contractors della Wagner a sostegno degli uomini del generale. Inoltre, dal Cremlino si sta guardando con sospetto al sempre più crescente protagonismo della Turchia: c’è infatti Ankara, che ha portato in Libia mezzi e mercenari delle milizie islamiste prelevati dalla provincia siriana di Idlib, dietro gli ultimi successi militari di Al Sarraj. Circostanza quest’ultima ritenuta dalla Russia come potenzialmente negativa ed a cui porre quanto prima un determinato freno.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME