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Guerra

A Gaza per comprare la farina servono 170 dollari a settimana

Un pomodoro a Gaza costa circa 6.80 euro. La farina si compra in blocco, a non meno di 160 euro circa. Sono prezzi senza logica, se si pensa che a Gaza non si lavora, non si riceve uno stipendio e...

Un pomodoro a Gaza costa circa 6.80 euro. La farina si compra in blocco, a non meno di 160 euro circa. Sono prezzi senza logica, se si pensa che a Gaza non si lavora, non si riceve uno stipendio e sopratutto non esistono banche. La soluzione è una: morire di fame.

Dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas il 7 ottobre 2023, e la successiva invasione della Striscia di Gaza da parte di Israele, la popolazione di Gaza, oltre ad uno sterminio programmato ed una crisi delle strutture sanitarie, sta affrontando una crisi alimentare senza precedenti. Pochi chili di farina costano 170 dollari, un chilo di zucchero costa 45 dollari. Frutta e verdura freschi costano centinaia di dollari e sono introvabili. In questo scenario illogico e apocalittico, morire di fame è diventata la quotidianità. InsideOver ha ricevuto in esclusiva, da una fonte che abbiamo deciso di tenere anonima per motivi di privacy e sicurezza, i reali costi del cibo a Gaza.

Il blocco israeliano ha limitato l’ingresso di aiuti umanitari, cibo e carburante nella Striscia di Gaza, impedendo alle organizzazioni internazionali di consegnare beni essenziali.

Secondo un articolo di Al Jazeera, il prezzo dei pomodori ha raggiunto i 180 dollari al chilogrammo, lo zucchero costa fino a 60 dollari al chilogrammo e il latte in polvere è venduto a 124 dollari al chilogrammo. Le uova, prima vendute a 3,50 dollari per dodici unità, ora costano 73 dollari per 12 uova nel nord di Gaza. L’olio da cucina, essenziale per preparare i pasti, è introvabile.

Senza aiuti umanitari i prezzi sono andati fuori controllo

Secondo una ricerca di Christian Aid, le cipolle, che un tempo costavano tra 1 e 2 ILS al chilo (circa 0,25-0,50 euro), ora si vendono a 40-50 ILS (circa 10-12,50 euro), un aumento di 50 volte. Anche i limoni hanno registrato un’impennata fortissima, passando da 1-2 ILS (0,25-0,50 euro) a 30-35 ILS (circa 7,50-8,75 euro) al kg, un incremento di 35 volte. Lo zucchero, fondamentale per l’alimentazione locale, è passato da 3 ILS (0,75 euro) al kg a circa 110 ILS (30 euro), aumentando di quasi 30 volte.

Testimonianza su X da Gaza. Un solo pomodoro costa 6.57 $

Inoltre, secondo ActionAid, dopo più di 60 giorni di blocco, i prodotti alimentari come carne, frutta, uova e latticini, non solo hanno prezzi altissimi, ma sono ormai introvabili. Un sacco di farina da 25 kg costa fino a 300 dollari (circa 270 euro) a Deir Al Balah e fino a 500 dollari (circa 450 euro) nel nord di Gaza. Con la produzione alimentare interna impossibile a causa dei danni agricoli, la popolazione vive con un solo pasto al giorno, basato principalmente su pasta, riso o cibo in scatola.

William Bell, responsabile della politica e difesa per il Medio Oriente di Christian Aid, ha denunciato: “Non c’è dubbio che la fame venga usata come arma di guerra. L’accesso umanitario è limitato, e questo sta portando alla morte per malnutrizione e malattie, specialmente tra i bambini.” Sono diverse le testimonianze dalla Striscia di famiglie, disperate, che sono state costrette a mangiare erba per sopravvivere.

ActionAid riporta che il numero di bambini trattati per malnutrizione acuta è aumentato dell’80% in un solo mese, con oltre 3.700 nuovi casi. Le donne incinte e che allattano soffrono di malnutrizione moderata o grave, e la maggiorparte dei neonati nascono sottopeso.

Tasneem, membro di PNGO, ha descritto la situazione a Gaza come una “morte lenta di una popolazione sotto assedio”, chiedendo un cessate il fuoco immediato e l’apertura dei valichi per gli aiuti. Secondo Riham Jafari, coordinatore di Advocacy di ActionAid Palestina, la crisi è una catastrofe creata dall’uomo, con il rischio imminente di una carestia di massa.



I messaggi che seguono, raccolti da InsideOver, provengono da una fonte di Gaza. La fonte vive in una tenda all’interno di un campo profughi. Abbiamo deciso di mantenere riservata la sua identità per motivi di sicurezza.

Lo scenario che a fonte descrivere è in linea con ciò che descrivono AlJazeera e le agenzie umanitarie. Con 500 euro a Gaza si possono comprare poche cose. Se i soldi vengono utilizzati per comprare verdure, finiscono in pochissimi giorni. Cibi come carne, pesce o caffe non vengono nemmeno considerati. Il cibo più diffuso è la farina, mischiata con acqua e sale e cotta su fornellini gas da campeggio.

  1. Verdure: La famiglia riesce a procurarsi verdure per un valore di circa 85 dollari a settimana, cercando di farle durare il più a lungo possibile per sopravvivere.
  2. Farina: La fonte spiega che acquista farina tre volte a settimana per un costo totale di 170 dollari.
  3. Zucchero: la sua famiglia è numerosa. Riescono a vivere con 1,5 kg di zucchero a settimana, che costa 45 dollari.

Questi prezzi rappresentano il drammatico aumento del costo della sopravvivenza a Gaza, conseguenza diretta del blocco umanitario imposto da Israele. Il blocco degli aiuti umanitari di Israele è un crimine di guerra. Un’arma di sterminio che uccide come le bombe.

Questo articolo si basa su fonti esclusive. Rintracciarle è complesso e richiede molte energie. In InsideOver crediamo in un approccio scientifico al giornalismo, fatto di ore spese per rintracciare fonti lontane, ascoltare le loro storie e validarle. Se vuoi supportare il nostro lavoro puoi abbonarti a questo link. Grazie!

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