Troppo poco e troppo tardi: così si può riassumere l’effetto dell’ultimo tentativo dell’amministrazione Biden di esercitare un’anche minima pressione su Israele dopo che il presidente ha annunciato che il ruolo di Washington nella guerra di Gaza durante la sua amministrazione finirà nel modo in cui è iniziato. In poche parole: sostegno netto a Israele.
Oggi è l’ultimo giorno del presunto “ultimatum” dato dagli Usa a Israele: favorire il passaggio degli aiuti umanitari a Gaza o rischiare di vedere revisionata l’assistenza militare. Ultimatum, anzi penultimatum potremmo dire: l’ennesimo “ruggito del coniglio” di un’amministrazione che su Gaza è spesso andata in testacoda.
Parole, grida manzoniane e struggimenti circa i possibili rischi dell’escalation israeliana si sono unite a una continuità nel sostegno a Tel Aviv contro ogni evidenza: contro l’oggettivo problema securitario di una guerra senza fine, contro i palesi ostruzionismi israeliani alle negoziazioni con Hamas mediate da Usa, Qatar ed Egitto che hanno portato il segretario di Stato Tony Blinken a un infinito andirivieni infruttifero dal Medio Oriente, contro il danno umano di una strage di almeno 120mila morti. Di fronte allo stop israeliano all’Unrwa, l’agenzia Onu dei palestinesi, nuovi momenti di “pazienza persa” e poi avanti, un altro giro di giostra: a Tel Aviv è stato concesso un mese per non chiudere la porta agli aiuti umanitari a Gaza.
Ebbene, quel mese è passato. Che è successo? Alla Casa Bianca Biden ha ricevuto il presidente israeliano Isaac Herzog, quello che firmava i proiettili destinati a cadere su Gaza.
Ai margini dell’incontro, nota l’Associated Press, Biden ha comunicato che a suo avviso “Israele ha fatto alcuni buoni ma limitati progressi nell’aumentare il flusso di aiuti umanitari a Gaza e Biden non limiterà i trasferimenti di armi a Israele come aveva minacciato di fare un mese fa se la situazione non fosse migliorata”. Nel frattempo, però, “i gruppi di soccorso affermano che le condizioni sono peggiori rispetto a qualsiasi altro momento della guerra durata 13 mesi“, come ha riportato anche il Washington Post.
Il mese passa e Israele ha un altro salvacondotto, l’ennesimo. Non è valso neanche l’appello di 99 medici Usa a Biden. A Gaza continueranno a passare pochi aiuti mentre sul suo territorio cadranno ancora molte bombe. Non poche delle quali americane. Alla fine, dunque, su Gaza si consuma la disfatta politica dell’amministrazione Biden in via d’uscita, così come anche una parte della sconfitta elettorale della vice Kamala Harris. “Non devi essere ebreo per essere sionista”, ha detto Biden a Herzog nel bilaterale. “Nella Bibbia, si dice che Giuseppe rafforzerà Israele”, ha risposto Herzog. “E chiaramente, signor Presidente, lei lo ha fatto”, ha aggiunto, riferendosi al nome di battesimo del presidente, Joseph. Parole chiare e attuali. Che nell’ora più complessa per Gaza che attende l’inverno hanno un peso significativo.

