Il quinto satellite della costellazione Mobile User Objective System (MUOS) è pienamente operativo. E’ quanto comunica il Communications Satellite Program Office della US Navy. Il MUOS-5 è stato posto sotto il comando del NASVOC o Naval Satellite Operations Center dopo la configurazione effettuata dall’Army Forces Strategic Command (ARSTRAT) per supportare tutte le comunicazioni satellitari UHF della Marina. Per facilitare la transizione da UHF a WCDMA i cinque satelliti MUOS in orbita sono stati progettati con due payload per le comunicazioni. Il Mobile User Objective System è stato progettato per fornire ai militari maggiori capacità di comunicazione rispetto ai sistemi esistenti. I quattro satelliti (più uno di riserva) MUOS in orbita geostazionaria, sono dotati di Code Division Multiple Access a banda larga (WCDMA) con una velocità di trasmissione 16 volte maggiore rispetto l’attuale sistema satellitare Ultra High Frequency (UHF). Ogni satellite MUOS è pienamente compatibile anche con le precedenti frequenze utilizzate così da assicurare una transizione fluida nella tecnologia WCDMA, mandando in pensione il sistema UFO (UHF Follow-On).
Le quattro stazioni MUOS
Il Mobile User Objective System si basa su quattro stazioni di terra associate ad un satellite. Ogni stazione ospita tre antenne paraboliche alte come un palazzo di dieci piani e larghe venti metri. La prima stazione sorge presso l’Australian Defence Satellite Communications Station, a Kojarena, circa 30 km a est di Geraldto. La seconda nella SATCOM Facility, Northwest, Chesapeake nel Sud-Est della Virginia, la terza nelle Hawaii. Il quarto sito si trova a Niscemi, in Sicilia, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella. Costruita nella riserva della Sughereta, l’impianto sorge nella stessa zona sono attive le 46 antenne del Naval Radio Transmitter realizzate nel 1991.
Come funziona il MUOS
Il MUOS è stato concepito come un sistema onnipresente. Ogni satellite si interfaccia costantemente con due stazioni di terra. La seconda opzione riduce un’improvvisa interruzione di trasmissione causata dalla possibile perdita del segnale di un satellite con una delle due stazioni. E’ come se soldati e piattaforme sul campo disponessero sempre ed in qualsiasi parte del mondo di una connessione stabile ad alta velocità, senza la necessità fisica di una cella, così come avviene per i cellulari. Tutte le piattaforme sono quindi collegate alla stessa rete geostazionaria. In questo modo, secondo le specifiche del Mobile User Objective System, si dovrebbero prevenire errori e decisioni sbagliate causate dalla mancanza di informazioni in tempo reale provenienti dal campo di battaglia. Il MUOS-5 è stato lanciato il 24 giugno dello scorso anno e si trova in orbita geostazionaria a 22.000 miglia di distanza. Una successiva anomalia nel satellite ha richiesto una manovra di trasferimento in orbita intermedia per consentire alla squadra MUOS di valutare la situazione e determinare le soluzioni da adottare. L’intera flotta sottomarina statunitense, dopo i test con i boomer, è interfacciata con la costellazione MUOS.
Il ruolo di Sigonella
Sigonella, in Sicilia, è il cuore dell’Alliance Ground Surveillance, il più importante asset della NATO per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (Joint Intelligence, Surveillance e Reconnaissance – JISR). La base siciliana raggiungerà la Full Operational Capability nel 2018. L’AGS è composto da due segmenti: quello aereo basato sulla piattaforma robotica Hale (High-Altitude Long-Endurance Unmanned Aircraft System) Globak Hawk RQ-4 Block 40 e quello a terra a cui è demandata sia la capacità di controllo della missione che l’analisi, distribuzione ed archiviazione dei dati. Sigonella ospita sia il MOS o Mission Operation Support che l’Air Vehicle Missions Command and Control (AVMC2), compreso l’intero apparato logistico.
Il primo contractor del programma AGS è la Northrop Grumman che ha firmato nel maggio del 2012 un contratto da 1,7 miliardi dollari per una flotta di cinque Global Hawk con radar MP-RTIP. Il team industriale primario comprende EADS Deutschland GmbH (Cassidian), Selex Galileo e Kongsberg, ICZ, AS, Retia, AS, Aktors OÜ, Komerccentrs DATI grupa, Elsis LTD., Konstrukta-Difesa, AS, COMTRADE DOO, Bianor, Technologica, ZTA dC, SELEX ELSAG, Elettra Communications, UTI Systems e SES. Le 15 nazioni partecipanti sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti. Tutte le 28 nazioni dell’alleanza sosterranno il programma a lungo termine.
Il segmento aereo del programma AGS si basa sul drone RQ-4, in grado di volare ad altitudini massime di 60.000 piedi per più di 32 ore a velocità prossime ai 340 nodi, ben al di sopra dello spazio aereo occupato dal traffico commerciale. L’RQ-4 può operare a duemila miglia nautiche dalla sua base operativa principale. E’ ritenuta la migliore piattaforma robotica esistente per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione in grado di sorvegliare in un solo giorno centomila chilometri quadrati di terreno. Il radar ad apertura sintetica ad alta definizione MP-RTIP, è in grado di rilevare e tracciare ogni oggetto a terra e missili da crociera a bassa quota.
UAS SATCOM Relay Pads and Facility
L’UAS SATCOM Relay Pads and Facility di Sigonella, ospiterà tutte le attrezzature necessarie a supportare le telecomunicazioni via satellite degli aerei senza pilota ed assicurare lo spazio per la gestione delle operazioni e delle attività di manutenzione dei droni in dotazione all’US Air Force e all’US Navy. Nel nuovo centro saranno installati dodici ripetitori UAS SATCCOM con antenne, macchinari e generatori di potenza con la possibilità di aggiungerne altri otto della stessa tipologia. Il progetto prevede inoltre tutti i sistemi infrastrutturali, meccanici, elettrici, stradali, di prevenzione incendi ed allarme per supportare il sito per le comunicazioni satellitari. La costruzione di una SATCOM Antenna Relay facility è necessaria per supportare i link di comando dei velivoli controllati a distanza, in modo da collegare le stazioni presenti negli Stati Uniti con gli aerei senza pilota operativi nella regione dell’Oceano atlantico. Con il completamento di questo progetto saranno soddisfatte le richieste a lungo termine di ripetitori SATCOM per i Predator (MQ-1), i Reaper (MQ-9) ed i Global Hawk (RQ-4). Il nuovo sito supporterà inoltre il sistema si sorveglianza aeronavale con velivoli senza pilota UAV Broad Area Maritime Surveillance (BAMS) dell’US Navy e le missioni speciali del Big Safari dell’Air Force. Il nuovo centro di Sigonella coordinerà tutti i droni militari americani a supporto dei principali comandi strategici per fornire informazioni aggiornate ai reparti combattenti. Il sito di Sigonella garantirà la metà delle trasmissioni dei velivoli senza pilota UAS e opererà in appoggio al sito di Ramstein, in Germania. La SATCOM Communications Support Facility avrà un’estensione di 1.200 metri quadri. Il nuovo UAS Satcom Relay di Sigonella opererà come stazione gemella dell’infrastruttura ospitata in Germania, assicurando l’indispensabile backup alle operazioni d’intelligence e di telecomunicazione satellitare di Ramstein. La principale base per le operazioni su scala planetaria dei droni USA si trova nella Creech Air Force Base, in Nevada. L’UAS Satcom Relay di Sigonella garantirà un costante flusso di dati per consentire ai piloti nel Nevada di manovrare i droni in tempo reale a migliaia di chilometri di distanza. Tutte le strutture saranno completate entro il prossimo anno.
MQ-4 Triton
Sigonella ospita i cinque Global Hawk del sistema Alliance Ground Surveillance, diversi sistemi UAV dell’USAF ed il 61° Gruppo Volo, unità distaccata del 32° Stormo “A. Boetto” di Amendola da cui dipende anche il 28° Gruppo Volo, è equipaggiato con l’MQ-1C Predator A+. L’US Navy ha già confermato che in futuro schiererà a Sigonella un contingente MQ-4C Triton. Il 13 novembre scorso la US Navy ha ricevuto Northrop Grumman il primo drone MQ-4C Triton operativo. Il Triton MQ-4C si basa sull’RQ-4N, variante marittima dell’RQ-4B Global Hawk.
Il sistema HALE (High-altitude, long-endurance) si trova attualmente presso la Naval Base Ventura County Point Mugu, sede dell’Unmanned Patrol Squadron (VUP) 19, primo squadrone UAV della Marina degli Stati Uniti. I Triton sono pilotati in remoto dalla Naval Air Station (NAS) di Jacksonville, in Florida. I primi due MQ-4C saranno schierati a Guam entro il prossimo anno così da garantire i primi pattugliamenti in configurazione orbitale. Triton è un sistema senza equipaggio che garantisce il pattugliamento marittimo persistente in missioni C4ISR e capacità di attacco marittimo. Il programma è gestito dal Persistent Maritime Unmanned Aircraft Systems Program Office. La piattaforma può volare fino a 55.000 piedi per un massimo di 24 ore e garantire un flusso costante di dati per la rilevazione, classificazione e localizzazione delle navi. Northrop Grumman consegnerà 68 droni alla Marina come parte dell’iniziativa Triton. La flotta BAMS (broad area maritime surveillance) sarà schierata a Mayport, in Florida, nell’isola di Guam e a Sigonella, in Sicilia. Future implementazioni riguarderanno anche il Medio Oriente.
L’UAS ha una lunghezza di 14,5 metri, un’altezza di 4,7 metri ed un’apertura alare di 39,9 metri. Il suo carico utile interno massimo è di 1.452 kg, quello esterno di 1.089 kg. La suite avionica comprende un radar multifunzione con sensore attivo, radar elettro-ottico / infrarosso ed un ricevitore del sistema di identificazione automatica. Il sistema di targeting multispettrale MTS-B esegue il tracciamento del target automatico e produce immagini ad alta risoluzione. E’ propulso da turbofan Rolls-Royce AE3007H che gli garantisce una velocità massima di 570 km/h.