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Guerra

I separatisti vogliono un nuovo Stato

Tornare indietro ai tempi degli zar, quando l’Ucraina si chiamava Malorossija, letteralmente “piccola Russia”, e fondare un nuovo Stato con quell’antico nome, sulle ceneri dell’attuale Stato ucraino, definito uno “Stato fallito”. Questa la proposta dei separatisti filo-russi del Donbass, che...

Tornare indietro ai tempi degli zar, quando l’Ucraina si chiamava Malorossija, letteralmente “piccola Russia”, e fondare un nuovo Stato con quell’antico nome, sulle ceneri dell’attuale Stato ucraino, definito uno “Stato fallito”. Questa la proposta dei separatisti filo-russi del Donbass, che per risolvere il conflitto che da tre anni infiamma le regioni del sud-est del Paese hanno proposto di creare un nuovo Stato federale che dovrà sorgere all’interno dei confini attuali dell’Ucraina, con l’eccezione della Crimea, che resterà alla Russia.

“Siamo giunti alla conclusione che l’Ucraina è ormai uno Stato fallito”, ha spiegato martedì il leader filo russo Alexander Zakharchenko, citato da Sputnik. Per questo, ha affermato il presidente della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, “proponiamo di costituire lo Stato indipendente di Malorossija”, chiedendo il supporto della comunità internazionale e presentando la bozza della costituzione del nuovo Stato.





Donetsk, la roccaforte dei ribelli nel sud-est del Paese, viene indicata nel documento come la capitale del nuovo Stato. A Kiev, invece, i ribelli vorrebbero attribuire il ruolo di mero centro storico e culturale. Il russo e il “malorusso”, ovvero, l’attuale ucraino, vengono presentate come le lingue ufficiali della nuova nazione, in cui le regioni avranno ampia autonomia amministrativa. Per quanto riguarda la politica estera, invece, il nuovo Stato che dovrebbe sorgere sulle ceneri dell’Ucraina dovrà mantenere “uno status non allineato e una politica estera volta a ripristinare i legami con la Russia, partecipando all’unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan”.  

Non si è fatta attendere, ovviamente, la reazione del presidente ucraino, Petro Poroshenko, in visita in Georgia, il quale ha giurato di ripristinare la sovranità sui territori nelle mani dei ribelli filo-russi. “Il progetto della Novorossija è sepolto”, ha scritto il presidente in un post su Twitter.  “Il Cremlino sta provando a fare in Donbass ciò che ha fatto in Abkhazia, non glielo permetteremo”, ha rilanciato su Twitter il ministro degli Esteri di Kiev, Pavlo Klimkin. Mosca, da parte sua, frena sulle dichiarazioni dei separatisti. “Questa iniziativa non si concilia con il protocollo di Minsk”, ha detto l’inviato russo presso il Gruppo di contatto trilaterale sull’Ucraina, Boris Gryzlov, chiarendo che le dichiarazioni dei separatisti non avranno conseguenze. Insomma, “guerra dell’informazione” piuttosto che “realpolitik, assicura Gryzlov, citato da Sputnik.

A condannare la proposta anche Francia e Germania. Il governo tedesco ha definito “inaccettabile” la proposta dei separatisti e ha chiesto alla Russia di “condannare” le dichiarazioni dei ribelli, mentre il ministero degli Esteri francese ha chiesto a Mosca di intensificare i suoi sforzi per porre fine al conflitto. Un conflitto che in tre anni ha provocato più di 10mila morti e che nonostante gli accordi per il cessate il fuoco siglati nel 2015 nella capitale bielorussa, continua ad andare avanti e a mietere nuove vittime quasi ogni giorno.

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