Le armi non convenzionali di natura chimica sviluppate nel corso della storia hanno sempre destato l’interesse nella ricerca e la cosciente preoccupazione di chiunque le abbia detenute a cause della loro effetto incontrollabile e letale. Conosciute principalmente sotto l’aspetto dei ‘gas tossici’, impiegati largamente durante la Grande Guerra e nella campagna d’Etiopia (Iprite, nota come gas mostarda), recentemente al centro di molteplici eventi in Medio Oriente (gas nervini come Sarin/VX), esse sono sono ben più note delle armi psicochimiche che la Cia e altre agenzie governative occidentali hanno sperimentato durante gli anni cinquanta e sessanta: con l’obiettivo di debilitare eventuali forze nemiche attraverso sostanze psicotrope che causassero delirio o allucinazioni e conseguente incapacità di reazione.

Una delle testimonianze più importanti della corsa alla “guerra psicochimica” è la documentazione dell’esperimento nominato “Moneybags Trial”: quando a Porton nel novembre del 1964 le forze armate britanniche sperimentarono l’allucinogeno LSD-25 (acido lizergico dietilammide) come arma “non letale” per incapacitare il nemico.

A testare gli effetti dell’Lsd, sigla di abbreviazione del composto riconosciuto come sostanza psichedelica Lysergsäurediethylamid (sintetizzato dallo scienziato svizzero Albert Hofmann nel 1938), furono dei volontari del 41 Royal Marine Commando – unità d’élite di fanteria di marina dell Royal Navy – sotto la supervisione del tenente colonnello R.P. Carter.

La droga venne somministrata nell’acqua di tutti i membri del commando prima di una normale esercitazione di dispiegamento sul campo già effettuata il giorno precedente (Day Control) senza l’assunzione di alcuna sostanza.

Appena 40 minuti dopo l’inizio dell’esercitazione nel giorno 2 (Day Drugged), l’allucinogeno cominciò a sortire i suoi effetti sui marines che intenti ad seguire gli stessi ordini svolti il giorno precedente, si mostrarono progressivamente rilassati, fino a perdere gradualmente efficienza, rallentando i loro movimenti nel corso delle manovre. Poche decine di minuti dopo furono riscontrati i primi casi di ‘incapacità di proseguire’: alcuni uomini posarono i loro fucili manifestando la perdita di ogni contatto con la realtà e certificando l’impossibilità di operare. La formazione dispiegata in una zona boscosa con l’ordine di mantenere il contatto via radio, palesò la difficoltà, a tratti l’impossibilità, di comunicare con il comando. Alcuni soldati in preda agli effetti allucinogeni dell’LSD incominciarono a ridere istericamente, perdere l’equilibrio cercando riposo appoggiandosi agli alberi. Un marine si arrampicò su un albero senza saperne spiegare il motivo, un altro cercò di tagliare un tronco con la sua baionetta. Tutti i membri del commando manifestarono la totale perdita del controllo di se stessi.

L’esperimento dimostrò con successo che inquinando con sostanze psichedeliche le riserve d’acqua di una guarnigione o rilasciando nell’aria una sostanza con proprietà omologhe, si potesse agire facilmente nella cattura di intere unità nemiche incapaci di reagire.

Simili esperimenti, effettuati precedentemente anche negli Stati Uniti, vennero posti al centro delle ricerche della Cia per condurre gli interrogatori sulle spie, e più segretamente per raggiungere il controllo sulla mente di individui selezionati per il programma Mkultra.

A causa dei loro effetti determinati ‘incontrollabili’ sul campo di battaglia, e delle polemiche sollevate per la loro sperimentazione, tutte le ricerche e gli esperimenti con armi psicochimiche vennero ufficialmente interrotti nel 1973.

Uso “operativo” di altre droghe durante i conflitti

È noto che durante la seconda guerra mondiale le ricerche su quelle che si dimostreranno sostanze stimolanti spinsero diverse nazioni ad acquistare ingenti quantità di anfetamine e matanfetamine (come Pervertin e Benzedrine) da somministrare ai propri soldati per aumentare la loro reattività sul campo di battaglia e per ‘ridefinire i limiti della resistenza umana’- secondo quanto espresso in merito al D-IX: farmaco sperimentale che conteneva un mix di ossicodone, cocaina e metanfetamina testato per gli equipaggi degli U-boat tedeschi.

Il Pervertin, farmaco a base anfetaminica citato più volte nelle corrispondenze private del futuro premio Nobel Heinrich Böll, raggiunse lo spaventoso consumo di 35 milioni di confezioni distribuite tra le forze armate tedesche dal 1940 al 1945.

Secondo quanto rivelato del Guardian (2004) sembrerebbe che il Ministero della Difesa britannico abbia continuato ad interessarsi agli stimolati da somministrare ai propri soldati acquistando 24.000 pillole di Provigil: un farmaco impiegato su soggetti con disturbi del sonno diurno che potrebbe essere stato impiegato su piloti e operatori delle forze speciali per limitarne le ore di riposo.

Uso operativo ‘illecito’

Per aumentare le proprie prestazioni fisiche, come già avvenuto durante la seconda guerra mondiale nella Luftwaffe tedesca, i piloti dell’US Air Force impegnati in Medio Oriente assumevano ‘probabilmente’ sostanze stupefacenti/stimolanti durante le loro missioni. Questa ‘consuetudine’ sarebbe stata smascherata durante l’inchiesta generata dall’incidente Tarnak farm, avvenuto nei pressi di Kandahar in Afghanistan, nel 2002. Un pilota americano di F-16 venne trovato positivo all’anfetamina (Go-pills) dopo aver aperto il fuoco su una postazione anti-aera occupata da soldati canadesi, provocando la morte di quattro uomini e il ferimento di altri otto.

La dipendenza da droga in guerra

Durante la guerra del Vietnam, area del sud-est asiatico dove viene coltivato il papavero da oppio (pianta dalla quale si ottiene la morfina), la facilità nel reperire l’Eroina (Diacetilmorfina) portò alla dipendenza il 20% degli effettivi che tra il 1965 e il 1977 servirono durante il conflitto. Percentuali più importanti non certificate fecero abuso di droghe a scopo ricreativo durante la permanenza al fronte. Il consumo e l’abuso di Eroina si ripresenterà nell’esercito americano durante l’invasione dell’Afghanistan nel 2001. In Afghanistan, produttore del 90% del papavero da oppio nel mondo, i soldati americani che potevano reperire una dose giornaliera per meno di un dollaro fecero largo uso di eroina come sfogo dello stress accumulato in azione – anche se non è stato possibile documentare la percentuale di effettivi che fecero e tuttora fanno uso di stupefacenti nel teatro mediorientale.