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Guerra

Il dramma dei bimbi di Mosul

Mosul è stata completamente rasa al suolo ed è stata fiaccata nell’animo sia dalla ferocia dello Stato islamico che dalle bombe degli Stati Uniti, che hanno fatto, soprattutto negli ultimi mesi di raid, migliaia di morti. Secondo quanto fa sapere  ...

Mosul è stata completamente rasa al suolo ed è stata fiaccata nell’animo sia dalla ferocia dello Stato islamico che dalle bombe degli Stati Uniti, che hanno fatto, soprattutto negli ultimi mesi di raid, migliaia di morti. Secondo quanto fa sapere  Save the children, il 90% dei bambini di Mosul ha perso una persona cara durante la guerra e non riesce più a provare emozioni. Sono diventati anaffettivi. L’unica sensazione che li domina è quella della paura delle bandiere nere: “Continua a accompagnarli il terrore di vedere tornare l’Isis. In aumento, inoltre, la violenza domestica: l’85% dei bambini individua nell’essere picchiato una delle principali cause di dolore e rabbia. Necessario e urgente accrescere il supporto alla salute mentale di bambini e famiglie. Gli scontri brutali e gli anni vissuti sotto l’Isis hanno causato pericolosi danni psicologici ai bambini di Mosul”.

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Vivere nella paura

I bambini di Mosul sono rimasti profondamente turbati dall’ondata di violenza che si è riversata in Iraq nel 2014. Le ferite della guerra del 2003 non si erano ancora rimarginate, quando cominciarono ad affermarsi i primi gruppi legati all’Isis. Il rapporto di Save the children è chiaro: “I bambini sono così profondamente segnati dai ricordi di estrema violenza e deprivazione da vivere in una condizione di costante paura per la propria vita, incapaci di mostrare emozioni e afflitti da ‘incubi a occhi aperti’: tutti i bambini coinvolti nell’indagine hanno mostrato chiari segni di ‘stress tossico‘, che può avere un impatto permanente sulla loro salute mentale e fisica e interrompere il loro sviluppo. La perdita di persone amate rappresenta la principale causa di sofferenza per i bambini: il 90% ha riportato la perdita di almeno un membro della famiglia a causa di morte, separazione durante la fuga o sequestro. Un trauma che, unito alle scene di grave violenza alle quali hanno assistito, dall’omicidio al bombardamento della propria casa, compromette la loro salute mentale: la maggioranza dei bambini – e, in particolare, il 78% delle bambine – ha raccontato di non riuscire a dormire o di avere incubi, spesso così vividi da tormentarli durante il giorno. Quasi tutti i bambini con i quali gli esperti hanno parlato hanno presentato un comportamento robotico, rivelandosi incapaci di giocare o mostrare emozioni”.

L’incubo dell’Isis

La paura più grande dei bimbi è che gli uomini neri dello Stato islamico possano tornare:, come spiega Ana Locsin,  direttore di Save the Children in Iraq: “I bambini in fuga da Mosul hanno vissuto molti orrori. Hanno patito fame e abusi dentro alla città. L’impatto di tutto questo sui bambini è chiaro: anche se riescono a sopravvivere restano segnati, spezzati. E al momento questo è il modo in cui ci appare il futuro di Mosul. Con un supporto adeguato, la maggior parte dei bambini potrebbe essere in grado di ricostruirsi una vita normale, ma è necessario aumentare l’aiuto psicologico sui più piccoli, per evitare che i danni subiti possano diventare permanenti. Lo stress tossico può, infatti, comportare conseguenze gravi non solo per la salute mentale, ma anche per quella fisica, portando all’aumento dell’incidenza di patologie cardiache, depressione, ansia, forme di diabete e abuso di sostanze”.

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