Dopo anni di guerra, carestia e colera, ora si scopre che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero il controllo di due prigioni in Yemen dove sarebbero detenuti personaggi di “alto profilo” e semplici cittadini che, dopo una serie di interrogatori, verrebbero deportati all’estero per essere sentiti dagli investigatori della Cia. La denuncia arriva, attraverso due report, da Human Rights Watch. Secondo quanto fa sapere l’organizzazione per i diritti umani, le forze di sicurezza emiratine arresterebbero non solo ribelli, ma anche cittadini yemeniti qualsiasi per poi deportarli in Eritrea. Gli stessi ufficiali americani hanno confermato, secondo quanto scrive Lorenzo Forlani su Agi , “che le forze statunitensi hanno preso parte agli interrogatori di centinaia di prigionieri prelevati dalle carceri di proprietà emiratina in Yemen ed Eritrea”.

Come è noto, gli Emirati Arabi Uniti fanno parte della coalizione guidata dai sauditi che dal 2015 bombarda lo Yemen. Secondo quanto riferisce Human Rights Watch, le persone deportate sarebbero almeno 49, di cui 4 bambini che sarebbero “stati arrestati o fatti sparire deliberatamente”.

Nel mirino di Human Rights Watch non ci sono solamente gli Emirati, ma anche le truppe yemenite sostenute dalla coalizione araba che, almeno sulla carta, avrebbero il compito di combattere lo Stato islamico e  che troppo spesso si occupano di detenere, rapire e torturare decine di persone durante le operazioni di sicurezza. Come spiega Sarah Leah Whitson, direttrice della sezione Medio Oriente dell’associazione:  “Non si combatte al Qaeda o l’Isis facendo sparire dozzine di giovani, aumentando costantemente il numero delle famiglie che reclamano la sparizione dei figli. Gli Emirati e i loro partner dovrebbero mettere i diritti dei detenuti al centro delle loro campagne, se sono interessati alla stabilità di lungo termine dello Yemen”.