La nuova cellula dell’Isis

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Guerra /

Qualche giorno fa, avevamo raccontato di come l’Isis stia spostando i suoi foreign fighter e i suoi leader da Raqqa in altre zone più protette dello Stato islamico. Ora la  Cnn conferma queste voci e, tramite fonti dell’intelligence americana, fa sapere che migliaia di uomini e simpatizzanti dello Stato islamico potrebbero trovarsi in un’area compresa tra le città siriana di Mayadin e quella irachena di al Qaim per creare una nuova cellula specializzata nella creazione e nell’uso di armi chimiche. Questi specialisti non hanno mai lavorato insieme. Il nuovo progetto dell’Isis rappresenta quindi un unicum, l’ennesimo cambio di strategia da parte dei jihadisti per cercare di salvare il salvabile. Molto probabilmente, in questa zona al confine tra Iraq e Siria si troverebbe anche il leader dello Stato islamico Abu Bakr Al Baghdadi. Di fatto, l’area a sud di Deir Ezzor sarebbe diventata la nuova capitale dell’Isis.

Come nota Giordano Stabile su La Stampa, “l’Isis ha già usato armi chimiche al cloro e all’iprite in diverse occasioni, soprattutto contro le forze curde in Iraq”. Nell’ultimo mese, più precisamente dal 14 aprile scorso, solo a Mosul si sarebbero registrati almeno 15 attacchi chimici da parte delle bandiere nere.



Ma ciò che preoccupa di questa nuova cellula non è solamente l’uso di armi chimiche che potrebbe fare (e che già sta facendo da tempo) in Siria e in Iraq. Ad inizio anno, il ministro della Sicurezza britannico Ben Wallace, in un’intervista al Sunday Times, ha detto: “L’ambizione di Isis o Daesh è decisamente quella di compiere attacchi che causino stragi di massa. Non hanno ostacolo morale a usare armi chimiche contro le popolazioni e, se potessero, lo farebbero in questo Paese. Il numero di vittime che potrebbe essere coinvolto sarebbe la peggior paura di tutti”. Lo scorso ottobre, inoltre, i ribelli siriani avrebbero usato bombe al cloro contro la popolazione di Aleppo ovest.