La Wagner ha lasciato il campo ucraino o, almeno, quello di Bakhmut. Ad annunciarlo è stato lo stesso fondatore della compagnia privata militare. Su Telegram, Evgenji Prigozhin ha fatto sapere che i propri uomini hanno oramai terminato il proprio compito nella città data per conquistata dai russi. Hanno quindi passato il testimone all’esercito regolare. Adesso per i contractors, sempre secondo il leader della Wagner, si prospetta un momento di quiete. Ma altre tempeste sono già all’orizzonte.

La strategia militare di Mosca

Le parole di Prigozhin nascondono almeno due elementi non indifferenti. Il primo riguarda la strategia militare russa per le prossime settimane. “Usciamo da Bakhmut, andiamo nei campi, ci riordiniamo, ci perfezioniamo, ci completiamo – si legge nel post scritto dal fondatore della Wagner su Telegram – e a seconda della situazione in Ucraina, a seconda della situazione nel mondo, decidiamo cosa fare dopo”. L’uscita da Bakhmut, dopo aver dato manforte alle forze russe nei decisivi ultimi mesi di battaglia, era stata già preannunciata. Vedere sui social i video del passaggio di testimone tra la Wagner e l’esercito regolare, unita all’ulteriore conferma data dalle parole di Prigozhin, traccia un segnale preciso: Mosca a Bakhmut sarà sulla difensiva.

L’apporto della Wagner è stato decisivo per l’avanzata in città. I combattenti sono stati gli unici a poter sostenere una copiosa e delicata offensiva. L’esercito regolare, al contrario, non è mai sembrato in grado di attaccare frontalmente le postazioni ucraine. Un po’ come accaduto lo scorso anno anche a Mariupol, dove Mosca è avanzata unicamente grazie all’apporto dei combattenti ceceni. Quando la palla passa ai soldati regolari, vuol dire che i quadri russi hanno come unico obiettivo in quel momento il mantenimento delle posizioni. E non potrebbe essere altrimenti: le perdite sono state molte elevate, pensare in questa fase di continuare l’attacco è impossibile. Al contrario, Mosca deve adesso essere in grado di fronteggiare gli attacchi di Kiev lungo i fianchi sud orientali della città da poco conquistata.

L’ammissione di Prigozhin: “Operativi in Africa”

Ma tra le parole di Prigozhin, c’è anche un altro elemento di non secondaria importanza. Nell’annunciare il passaggio di testimone alle forze regolari, il capo della Wagner ha parlato di Africa. E non era affatto scontato. Le operazioni della sua compagnia nel continente africano sono quasi un tabù per il Cremlino: è noto che Mosca usa i contractors in quei Paesi dove ha esteso la propria rete di contatti, ma sempre in modo ufficioso e mai ufficiale. Prigozhin invece questa volta ha esplicitamente rivendicato il proprio impegno in Africa. “Siamo pronti a ripetere quanto fatto nella Repubblica Centrafricana – si legge nel suo post – quando era necessario salvare urgentemente il Paese”.

Le operazioni nel cuore del continente africano vengono viste in questo caso come base per le future azioni dei mercenari russi. “Abbiamo circa 15-20 mila uomini pronti con giubbotti antiproiettile – ha proseguito – con armi personali e collettive e munizioni per diversi giorni di battaglia ad atterrare in qualsiasi parte del mondo e a combattere. Potremmo liberare in un paio di mesi un territorio equivalente a circa il venti per cento del continente africano, visto che meno di mille uomini hanno reso completamente sicuro il Centro Africa in soli sei mesi”.

Dove potrebbero andare adesso i combattenti

Dalle frasi di Prigozhin sembra quasi di capire che la Wagner non ha lasciato solo Bakhmut, ma anche l’intera Ucraina. “Ci prepareremo – ha concluso lo “chef di Putin” – alla prossima sfida”. Che non è detto per l’appunto che sia in Ucraina. Il riferimento all’Africa potrebbe non essere casuale: forse il Cremlino ha destinato la Wagner ad altre battaglie importanti per Mosca fuori dal dossier ucraino. Anche perché nel Donbass ci sono altre compagnie private pronte a subentrare e l’attivismo di Prigozhin a Bakhmut ha attirato su di sé molti nemici. Tutto però è possibile. Come nel più classico colpi di teatro a cui il fondatore della Wagner ci ha abituato sui social, nei prossimi giorni Prigozhin potrebbe nuovamente presentarsi in un fronte dell’Ucraina.