In un estratto del suo libro di memorie postumo, Nobody’s Girl: A Memoir of Surviving Abuse and Fighting for Justice, pubblicato dal New York Post, Virginia Roberts Giuffre, una delle più note vittime di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico internazionale di minorenni e abusi sessuali, morto per un presunto suicidio il 10 agosto 2019 al Metropolitan Correctional Center (MCC) di New York, svela alcuni dettagli agghiaccianti su un presunto abuso subito da un “primo ministro” di spicco. Giuffre, morta per un apparente suicidio lo scorso aprile all’età di 41 anni, descrive una serie di incontri violenti che l’hanno segnata profondamente, spingendola infine a rompere il legame con Epstein e la sua rete.
Il racconto raggelante di Giuffre
Virginia Giuffre, una figura centrale nel caso Epstein, che ha denunciato abusi sessuali da parte di diverse figure di alto profilo, tra cui il principe Andrea, Duca di York, racconta di essere stata brutalmente aggredita nel 2002, quando aveva solo 18 anni, su Little Saint James, l’isola privata di Epstein nelle Isole Vergini americane. L’aggressore, identificato nel memoir solo come “Primo Ministro”, l’avrebbe ripetutamente soffocata fino a farle perdere i sensi, ridendo mentre lei lo implorava di fermarsi. “Ero terrorizzata, sanguinavo dalla bocca, dalla vagina e dall’ano. Per giorni ho fatto fatica a respirare e deglutire”, scrive Giuffre. L’uomo, descritto come un individuo che “voleva violenza”, l’avrebbe “violentata più selvaggiamente di chiunque altro prima”.

Una foto di Virginia Giuffre con il Principe Andrea e Ghislaine Maxwell
Dopo il primo attacco, Giuffre si rivolse a Epstein, supplicandolo di non costringerla a incontrare nuovamente il politico. La risposta di Epstein fu glaciale: “Capita a volte”, disse, mostrando totale indifferenza per il suo trauma. Questo episodio, insieme a un secondo incontro meno violento ma altrettanto angosciante a bordo del Lolita Express, l’aereo privato di Epstein, segnò un punto di svolta per Giuffre. “Non potevo più essere una sciocca”, scrive. “Vedere la reazione insensibile di Epstein mi costrinse ad accettare che le sue lodi erano solo manipolazioni per tenermi sottomessa”. Nel memoir, Giuffre non nomina direttamente il “Primo Ministro”, temendo ritorsioni.
Tuttavia, in precedenti documenti giudiziari, aveva indicato l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak come uno degli uomini che l’avrebbero abusata, accuse che Barak ha sempre fermamente negato.
I legami tra Epstein e Barak
Come già evidenziato da InsideOver, non è affatto un mistero che Ehud Barak, Primo Ministro di Israele dal 1999 al 2001, ex Capo di Stato Maggiore delle IDF dal 1991 al 1995, abbia avuto importanti contatti con Jeffrey Epstein. Secondo il Wall Street Journal, infatti, Barak ha incontrato il controverso magnate circa 30 volte tra il 2013 e il 2017 nelle sue tenute in Florida e a New York, inclusa una volta nel 2014 quando l’ex premier israeliano ha volato con Epstein sul suo aereo privato da Palm Beach a Tampa. Non solo: Barak ha stretto un accordo commerciale con Epstein nel 2015 per finanziare una startup israeliana.
Barak ha ammesso di aver ricevuto circa 2,3 milioni di dollari in tre rate dalla Wexner Foundation, un’organizzazione no-profit con sede in Ohio, e dal suo fondatore, Leslie H. Wexner, magnate del commercio al dettaglio ed ex stretto collaboratore di Jeffrey Epstein, nonché investitore nella sua compagnia finanziaria. Epstein era un fiduciario della Wexner Foundation e uno dei suoi principali donatori. Ora migliaia di e-mail hackerate raccontano, ulteriormente, il rapporto strettissimo tra i due, inclusi viaggi sulla sua famigerata isola privata, Little Saint James. l’organizzazione no-profit Distributed Denial of Secrets (DDoSecrets) ha diffuso la notizia di oltre 100.000 email violate dell’ex primo ministro israeliano, ottenute dal collettivo di hacker Handala. Le email mostrano Barak che organizza viaggi sull’isola di Epstein con un tono sorprendentemente informale. Il legame tra i due, dunque, era indubbiamente stretto, molto più di quanto Barak abbia mai ammesso pubblicamente. Era lui il fantomatico “Primi ministro” a cui si riferiva Virginia Giuffre?
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

