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Una nuova perizia commissionata dalla Procura di Pavia aggiunge un elemento probatorio importante alle rinnovate indagini sul caso del delitto di Garlasco e sembra confermare alcune teorie promosse dalla difesa di Alberto Stasi, ad oggi unico condannato per il delitto che diciotto anni fa sconvolse la tranquilla cittadina della Lomellina.

L’analisi genetica di Carlo Previderé e le novità sul Dna di Sempio

Carlo Previderé, genetista forense e docente all’Università degli Studi di Pavia, ha realizzato una relazione di 60 pagine come consulente della procura in cui si dimostrerebbe che sotto le unghie della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella cittadina lombarda ci sarebbero tracce di Dna “perfettamente sovrapponibili” a quelle di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi su cui si stanno concentrando le rinnovate mosse degli investigatori.

Sempio, oggi 37enne, è indagato dalla Procura di Pavia e la relazione di Previderé, consulente di Piazza del Tribunale per il caso, sottolinea che nell’indagine di due frammenti di unghie di Chiara Poggi “uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente sovrapponibile” a quello di Sempio, come riporta Rai News, che aggiunge come “il risultato sarebbe compatibile con la traccia genetica sulla mano destra e sul pollice della mano sinistra”.

Le novità e l’incidente probatorio su Garlasco

Un avanzamento, quello indicato dalla consulenza del genetista dell’ateneo pavese, che aggiungerà rilevanza all’udienza sul via libera dell’incidente probatorio sul Dna di Sempio che si terrà il 9 aprile. Mercoledì prossimo come nota TgCom24 il consulente Emiliano Giardina riceverà l’incarico di muoversi su almeno cinque fronti.

Giardina sarà chiamato ad analizzare gli elementi sulla cui base Stasi fu dichiarato colpevole in seguito ai test genetici, valutare l’utilizzabilità o meno dei profili genetici ricavati dai frammenti di unghia della Poggi, analizzare le nuove prove genetiche ottenute dagli investigatori nelle ultime settimane, prendere in esame nuove prove e istruire un confronto tra le prove raccolte e quelle riferibili a chi nel 2007 frequentava abitualmente la casa di Garlasco dove la famiglia Poggi risiedeva. Un passaggio decisivo che assumerà ulteriore valore alla luce delle recenti rivelazioni del consulente della Procura.

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