Venerdì 22 agosto 2025, agenti dell’Fbi hanno perquisito l‘abitazione del “falco” neocon John Bolton a Bethesda, Maryland, e il suo ufficio a Washington, DC, nell’ambito di un’indagine di alto profilo su presunte violazioni nella gestione di documenti classificati. Secondo il New York Post, l’operazione, ordinata dal direttore dell’Fbi Kash Patel, si concentra su accuse secondo cui Bolton avrebbe inviato documenti “altamente sensibili” alla sua famiglia tramite un server email privato mentre lavorava alla Casa Bianca.
L’irruzione e l’indagine
Alle 7 del mattino, gli agenti hanno fatto irruzione nella residenza di Bolton a Bethesda, per poi dirigersi verso il suo ufficio a Washington dopo l’emissione di un mandato da parte di un giudice.
Un funzionario dell’amministrazione, citato dal New York Post, ha dichiarato che Bolton non è stato arrestato né accusato formalmente. L’indagine, riaperta di recente, riguarda l’uso di un’email privata da parte di Bolton per inviare documenti classificati di sicurezza nazionale alla moglie Gretchen Smith Bolton e alla figlia, prima del suo licenziamento da Trump nel settembre 2019.”NESSUNO è al di sopra della legge… agenti dell’@FBI in missione,” ha scritto Patel in un post criptico su X, senza menzionare direttamente Bolton.
Di cosa è accusato Bolton
Un alto funzionario statunitense, riportato dal New York Post, ha rivelato che l’indagine, iniziata nel 2020, era stata sospesa durante l’amministrazione Biden. La sua riapertura è avvenuta sotto la guida di Patel, nominato direttore dell’Fbi a febbraio 2025. Il funzionario ha accusato Bolton di aver “rubato informazioni classificate, utilizzando la sua famiglia come intermediario“.
Sebbene i mandati di perquisizione citino il controverso libro di Bolton, The Room Where It Happened (2020), per evidenziare un presunto “modello di comportamento”, l’indagine attuale sarebbe distinta dalla questione del memoir. “Non stiamo perseguendo Bolton per il libro… non ha nulla a che fare con esso,” ha chiarito il funzionario.
Le tensioni con Trump
La perquisizione rappresenta un’escalation della faida tra Bolton e Trump, che lo ha licenziato nel 2019 dopo 17 mesi come consigliere per la sicurezza nazionale. Da allora il neocon Bolton, sostenitore di una politica estera estremamente aggressiva e bellicista, ha criticato duramente il tycoon. Trump, dal canto suo, ha definito Bolton “non intelligente” e “potenzialmente molto poco patriottico”, sostenendo di non essere stato informato dell’operazione. “Non so nulla al riguardo,” ha dichiarato Trump ai giornalisti. “Dico al [Procuratore Generale] Pam [Bondi]: ‘Non voglio sapere, ma dovete fare ciò che dovete fare”.
Nel frattempo, il giornalista Matt Taibbi, su Racket News, sottolinea come non si tratti di un episodio isolato: “L’irruzione rappresenta una seria escalation. Conferma ciò che un alto funzionario di Trump ci ha detto un mese fa: le recenti pubblicazioni di documenti su Russiagate e altri temi non sono una campagna per conquistare l’opinione pubblica, ma precursori di azioni legali“.
Bolton rimane un personaggio estremamente controverso. Aaron Maté ha ricordato un episodio del 2002 in cui José Bustani, ex direttore dell’Opcw, accusò Bolton di aver minacciato la sua famiglia per costringerlo alle dimissioni.
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