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Giudiziaria

Corruzione in Ucraina: Kiev chiede l’estradizione da Israele dell’ex braccio destro di Zelensky, Mindich

Kiev ha presentato una richiesta ufficiale di estradizione a Israele per Timur Mindich, ex socio in affari del presidente Volodymyr Zelensky
Zelensky corruzione

Kiev ha presentato una richiesta ufficiale di estradizione a Israele per Timur Mindich, ex socio in affari del presidente Volodymyr Zelensky e presunto ideatore di una vasta rete di corruzione multimiliardaria nel settore energetico ucraino. L’uomo, accusato di essere al centro del più grande scandalo di corruzione degli ultimi anni in Ucraina, si troverebbe attualmente nascosto in Israele, come riportato dalla Berliner Zeitung.

Mindich è comproprietario di Kvartal 95, la società di produzione multimediale fondata e in passato diretta dallo stesso Zelenskyy. Dopo l’elezione del presidente nel 2019, Zelensky ha ceduto le sue quote, ma il rapporto personale è rimasto stretto: secondo indagini giornalistiche, nel 2021 il presidente ucraino avrebbe festeggiato il proprio compleanno proprio nell’appartamento di Mindich.

Le indagini sull’ex socio di Zelensky

L’inchiesta, condotta dall’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) e dalla Procura specializzata anticorruzione (Sapo), ha portato alla luce un’organizzazione criminale di alto livello che avrebbe gestito un sistema di tangenti intorno a Energoatom, la società statale nucleare ucraina che genera la maggior parte dell’elettricità del Paese e ha un fatturato annuo superiore ai quattro miliardi di euro. Secondo gli inquirenti, gli appaltatori erano costretti a versare il 10-15% del valore di ogni contratto come tangente. Le indagini si basano su oltre mille ore di intercettazioni telefoniche e decine di perquisizioni.

Tra gli indagati figurano anche l’ex ministro dell’Energia (e poi della Giustizia) Herman Halushchenko, arrestato nel febbraio 2026 mentre tentava di lasciare il Paese, l’ex consigliere Ihor Myroniuk (legato in passato anche all’ex parlamentare ucraino Andrei Derkach) e Dmytro Basov, ex responsabile della sicurezza di Energoatom. Mindich è accusato di riciclaggio di denaro, costituzione di un’organizzazione criminale e influenza illecita sulle decisioni governative. Lo scandalo ha avuto gravi ripercussioni politiche. Nel novembre 2025 si è dimesso Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale e figura chiave del potere esecutivo (le voci che lo collegavano alle intercettazioni con il nome in codice “Ali Baba” restano però non pienamente confermate). Pochi giorni prima, la Verkhovna Rada aveva destituito la ministra dell’Energia Svitlana Hrynchuk.

Come ha sottolineato nei mesi scorsi il direttore di InsideOver Fulvio Scaglione, che l’Ucraina sia, anche in questo ultimi anni di guerra, un Paese di straordinaria corruzione, persino più della Russia, è una notizia solo per chi non ha voluto sentire o vedere. Ne avevamo già parlato in queste pagine, facendo notare che le più recenti ricerche svolte nel Paese da istituti ucraini (in questo caso il Barometro Socis, vedi grafico sotto) davano come «il problema che influisce più negativamente sull’attuale situazione del Paese» proprio la corruzione con il 50,5% delle risposte, ben sopra la guerra.

Resta ora da vedere se Israele accoglierà la richiesta di estradizione di Mindich. L’indagine continua e, secondo fonti ucraine, potrebbero emergere nei prossimi mesi nuove accuse nei confronti di altri ex ministri, membri del consiglio di Energoatom e consulenti.

Aiuti Usa sotto accusa: 26 miliardi di dollari senza controlli adeguati

Parallelamente, un audit interno dell’Usaid ha rivelato gravi carenze nella supervisione di circa 26 miliardi di dollari di aiuti diretti al bilancio ucraino tra il 2022 e il 2024. Il rapporto, citato dal vice ispettore generale Adam Kaplan, denuncia che molti appaltatori esterni non hanno consegnato in tempo (o affatto) le relazioni richieste sull’utilizzo dei fondi. La maggior parte delle verifiche è stata condotta da remoto a causa della situazione di guerra, con limitato accesso alle zone fuori dalla “green zone” di Kiev. Di conseguenza, secondo l’audit, l’Usaid aveva «mezzi estremamente limitati» per garantire che i fondi fossero usati come previsto. Questi aiuti servivano a pagare stipendi pubblici, stabilizzare il settore energetico e ricostruire infrastrutture critiche.

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