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Giudiziaria

Cittadino israeliano gestiva biolab illegale a Las Vegas, archiviate le accuse federali. Polemiche negli Usa

Cittadino israeliano gestiva un biolab illegale a Las Vegas: accusate archiviate ma scoppia la polemica negli Usa
Las Vegas biolab

Una notizia di cronaca sconcertante, che sta facendo molto discutere il mondo dei media indipendenti (e non). Si tratta della svolta clamorosa nel caso del laboratorio biologico illegale scoperto in una casa vacanze di Las Vegas lo scorso gennaio. Ori Solomon, il property manager arrestato per la gestione dell’immobile che ospitava quello che gli inquirenti hanno definito un «biolab non autorizzato», non dovrà più rispondere delle accuse a livello federale.

Secondo quanto appreso da KTNV, i capi d’imputazione federali nei confronti di Solomon sono stati archiviati senza pregiudizio, cioè con possibilità di essere riproposti in futuro. Tuttavia, il manager deve ancora affrontare un’accusa penale nella contea di Clark per smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. Un netto ridimensionamento dell’impianto accusatorio iniziale. L’inchiesta era esplosa dopo che le autorità locali e federali avevano fatto irruzione in un’abitazione in affitto a breve termine vicino all’incrocio tra Washington Avenue e Hollywood Boulevard. All’interno, gli agenti avevano recuperato materiali biologici sospetti e attrezzature da laboratorio: kit di test, vaccini, campioni di influenza. Le immagini riprese da un drone mostrarono una vasta operazione di perquisizione, con decine di operatori in tute protettive.

Il misterioso biolab trovato a Las Vegas

L’elemento che aveva aggravato la posizione di Solomon era stato il ritrovamento, il 31 gennaio 2026, di numerose armi da fuoco nella sua residenza. Solomon, riportano i media americani, è cittadino israeliano e come tale non ha il diritto di possedere armi. I pubblici ministeri avevano sostenuto che le armi sequestrate – di cui non è stato reso noto il numero esatto – violassero palesemente le condizioni del suo status migratorio.

A gettare ulteriore ombra sull’intera vicenda è la figura del proprietario dell’immobile dove è stato scoperto il laboratorio: Jia Bei Zhu, recentemente giudicato colpevole per aver venduto fraudolentemente oltre un milione di test COVID per quasi 4 milioni di dollari attraverso la sua azienda Universal Meditech Inc., con sede a Fresno, in California. Mentre gli investigatori continuano a esaminare i possibili collegamenti tra Zhu e le presunte attività illecite nel biolab, Solomon resta libero ma con un’accusa penale pendente a livello locale. La prossima udienza è fissata per il 4 giugno dinanzi al tribunale di Las Vegas Justice Court.

Il caso ha acceso un vivace dibattito negli Stati Uniti. «Quindi le autorità federali stanno archiviando le accuse contro il cittadino israeliano sorpreso a Las Vegas con un biolab illegale, dopo essere stato sorpreso a LA con un biolab illegale» ha commentato su X il giornalista di DropSite News, Ryan Grim.


«Simile a quando il funzionario israeliano del cyber Tom Alexandrovich – dopo un incontro con la NSA e altri agenti statunitensi – fu arrestato a Las Vegas per aver cercato di organizzare incontri con ragazze minorenni. Fu poi bizzarramente rilasciato senza restrizioni, tornò a passo di danza in Israele, e non fece mai ritorno» ha commentato il giornalista Glenn Greenwald.

L’indagine sui biolab annunciata da Tulsi Gabbard

La notizia emerge dopo che, nelle scorse settimane, la (dimissionaria) direttrice dell’Intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, ha annunciato una «revisione senza precedenti» su oltre 120 biolab finanziati dai contribuenti americani in più di trenta paesi, di cui almeno 40 situati in Ucraina.

L’indagine, riportata dal New York Post e confermata da più fonti americane, mira a fare chiarezza su ubicazione esatta, agenti patogeni custoditi e tipologia di ricerche condotte nei centri sostenuti dagli Usa. Il provvedimento segue un ordine esecutivo del presidente Donald Trump volto a limitare all’estero le cosiddette ricerche gain-of-function – quelle che aumentano la trasmissibilità o virulenza di un microbo.

«La pandemia Covid-19 ha esposto i rischi globali legati alla ricerca su agenti patogeni», ha dichiarato Gabbard, accusando i precedenti amministratori americani di «mancanza di trasparenza» sul sostegno a laboratori stranieri. «Vogliamo identificare ricerche pericolose che, se supervisionate male, potrebbero minacciare la salute pubblica».

La maggior parte dei centri in Ucraina è legata al Cooperative Threat Reduction Program del Pentagono, nato dopo il crollo dell’Urss per mettere in sicurezza materiali biologici e chimici sensibili e potenziare la sorveglianza epidemiologica. Sia Washington che Kiev hanno ammesso l’esistenza di questi laboratori, ma ribadito la loro natura civile: ricerca sanitaria, monitoraggio malattie, cooperazione per la biosicurezza. Una narrazione che Mosca ha ripetutamente messo in discussione, accusando Kiev e Washington di svolgere attività militari negli stessi laboratori.

Il nodo della sicurezza

Tema centrale di questa vicenda rimane quello relativo alla sicurezza di queste strutture perlopiù sconosciute al grande pubblico. Non solo nei biolab illegali come quello rinvenuto a Las Vegas ma anche in quelli autorizzati. Un’inchiesta condotta da The Intercept nel 2022, basata su oltre 5.500 pagine di documenti del National Institutes of Health ottenuti attraverso il Freedom of Information Act, ha portato alla luce una realtà inquietante: negli ultimi 20 anni, centinaia di incidenti di laboratorio – alcuni dei quali con virus letali – sono avvenuti proprio nei centri di ricerca più avanzati degli Stati Uniti, spesso senza adeguata trasparenza.

«Molte persone credono che gli incidenti di laboratorio siano rarissimi e che, se accadono, si verifichino solo nei laboratori esteri gestiti in modo meno efficiente», ha dichiarato a The Intercept Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University e da lungo tempo sostenitore di standard di biosicurezza più rigorosi. «Questo semplicemente non è vero». Immaginate quello che può accadere in un biolab illegale…

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