Allarme rosso in Bangladesh. L’aumento dei casi di dengue e chikungunya sta mettendo a dura prova gli ospedali del Paese asiatico, l’ultimo ad essere colpito da epidemie sempre più intense e sovrapposte di queste due malattie.
Secondo il Directorate General of Health Services, un’importante agenzia governativa che opera sotto il Ministero della Salute e del Welfare Familiare locale, quest’anno il Bangladesh ha registrato oltre 33.800 casi di dengue e 132 decessi, compresi 1.500 ricoveri ospedalieri, solo nella prima settimana di settembre.
Allo stesso tempo è in corso un ritorno della chikungunya . Il virus, che aveva già colpito duramente il Paese nel 2017, salvo poi scomparire praticamente del tutto, è tornato a spaventare Dacca alla fine del 2024.
“Siamo pieni di pazienti“, ha dichiarato al quotidiano britannico The Telegraph il dottor Rajat Biswas, professore e medico di medicina interna presso il Chattagram Maa-O-Shishu Hospital Medical College. “Ogni giorno vengono più di 100 persone con febbre virale”, ha aggiunto per delineare i confini dell’emergenza.

La doppia epidemia che preoccupa il Bangladesh
Le due malattie, dengue e chikungunya, appartengono a famiglie virali diverse. Hanno però un minimo comune denominatore: entrambe sono trasmesse dalle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus.
Non è certo la prima volta che si verificano contemporaneamente, ma negli ultimi 18 mesi ci sono state diverse epidemie intense e simultanee che hanno messo a dura prova i sistemi sanitari di vari Paesi in via di sviluppo, come Brasile e Sri Lanka.
Ma cosa sta succedendo in Bangladesh? Reuters ha scritto che i laboratori di Dacca hanno confermato 785 casi positivi tra gennaio e luglio, con tassi di rilevamento superiori al 30% in alcune strutture. Significa, in sostanza, che i virus si stanno diffondendo in maniera ampia.
Gli ospedali sono in affanno e si impegnano al massimo per far fronte alla situazione critica. Al Dhaka Medical College Hospital, il più grande ospedale pubblico del Bangladesh, i reparti sono sovraffollati, con un numero di pazienti tre volte superiore al normale.
Gli esperti non hanno dubbi: la crisi rischia di aggravarsi in assenza di adeguate campagne di controllo delle zanzare. C’è solo un problema: le strutture diagnostiche di Dacca sono molto limitate.
Cosa sta succedendo?
La dengue è già iper endemica, mentre la chikungunya continua a diffondersi in nuove regioni. Per quale motivo? Ci sono vari fattori: l’urbanizzazione, i cambiamenti climatici e i viaggi globali alimentano, per esempio, l’espansione delle zanzare e amplificano il rischio di trasmissione simultanea delle due malattie.
Gli scienziati, inoltre, stanno cercando di capire se queste doppie epidemie stiano davvero diventando sempre più diffuse, oppure se le facciamo emergere dall’oscurità perché con il passare degli anni è migliorata la capacità di diagnostica. La risposta? L’unione delle due opzioni. Da un lato, con l’uso più ampio di test molecolari e sierologici, i sistemi di sorveglianza sono in grado di distinguere meglio dengue e chikungunya, rendendo più visibili le epidemie sovrapposte.
È pur vero che i focolai stanno diventando sempre più grandi e frequenti. E il cambiamento climatico che ruolo ha in tutto questo? L’aumento delle temperature potrebbe aver modificato il comportamento delle zanzare. E non è da escludere che i virus possano essersi evoluti per trasmettersi più efficacemente all’uomo o per infettare meglio le zanzare…

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