Nello scorso mese di settembre, ha suscitato scalpore la notizia della dichiarazione di emergenza nazionale in Botswana per la mancanza di farmaci. Negli ospedali, così come nei vari presidi sanitari, gli scaffali erano rimasti vuoti. Il motivo, per stessa ammissione del governo guidato dal presidente Mokgweetsi Masisi, era da ricercare nella mancanza di fondi necessari per l’acquisto di materiale sanitario e medicine. Così come, anche nell’imponente debito contratto con il settore privato che gestisce cliniche e strutture sanitarie. Con la dichiarazione dello stato di emergenza, Masisi ha potuto stanziare fondi di riserva per acquistare medicine e ha potuto schierare l’esercito per distribuire materialmente i farmaci negli ospedali e nelle farmacie. La situazione sta adesso rientrando alla normalità, ma senza interventi strutturali il rischio è quello di assistere a un nuovo crollo in futuro.
La soluzione scelta da Masisi: produrre localmente i farmaci generici
Se il problema a settembre è stato legato al costo dei farmaci e ai pochi fondi a disposizione per acquistarli, il governo di Masisi ha individuato la soluzione nella produzione in loco di alcuni dei più importanti medicinali. O almeno, così come dichiarato nei giorni scorsi dal ministro della Salute Stephen Modise, dei farmaci generici. Quelli cioè più usati e più richiesti dalla popolazione. Il principio è semplice: produrre localmente le medicine e risparmiare, di conseguenza, miliardi di Dollari ogni anno in acquisto di prodotti stranieri.
Ci sarebbe poi un altro vantaggio da non sottovalutare. La produzione locale dei farmaci, permetterebbe la creazione di una filiera industriale attualmente assente nel Paese. I vantaggi sarebbero quindi anche economici, con il Botswana che da anni cerca di diversificare le proprie entrate dipendenti quasi esclusivamente dall’estrazione ed esportazione dei diamanti. È stato proprio il crollo dei prezzi dei diamanti a determinare quel deficit di bilancio che, a partire dal 2025, ha reso quasi impossibile l’acquisto dei farmaci.
Un precedente per la sanità africana?
Ovviamente un intero settore industriale non si può creare dal nulla. Per questo il governo di Gaborone ha avviato trattative con diversi produttori internazionali. A partire, secondo FocusOnAfrica, da quelli indiani. L’obiettivo non è legato soltanto al trasferimento delle fabbriche in Botswana, ma anche alla formazione di lavoratori specializzati locali. Chi vorrà investire sul Paese africano cioè, dovrà portare gli impianti e il know how.
Il presidente Masisi vorrebbe inoltre coinvolgere anche gli altri Paesi dell’area. Del resto, il problema della carenza dei farmaci accomuna un po’ tutti i governi dell’Africa australe e questo specialmente dopo l’azzeramento dei fondi Usaid da parte di Donald Trump. L’idea del governo del Botswana, è quella di creare un distretto regionale assieme allo Zambia, alla Namibia, allo Zimbabwe e allo stesso Sudafrica. I progetti sono soltanto in fase embrionale, ma qualcosa si sta muovendo. Anche perché da tempo in Africa si parla di “sovranità sanitaria” e di necessità del continente di sostenere la propria sanità senza essere dipendente da attori stranieri. Il programma messo in atto dal Botswana, potrebbe rappresentare un precedente anche per altre aree dell’Africa.