In Botswana è stata proclamata un’emergenza nazionale. Ma non c’entrano né calamità naturali e né pericoli per la sicurezza, come spesso capita in occasioni del genere. Si tratta, al contrario, di uno stato di emergenza sanitario. Il motivo è legato alla carenza di farmaci e mezzi sanitari negli ospedali, nelle farmacie e in tutti i presidi sanitari del Paese. Mancano le medicine, così come anche semplici bisturi o garze. In poche parole, il Paese africano si è ritrovato nell’impossibilità quasi assoluta di mandare avanti il sistema sanitario.
Sarà l’esercito a distribuire i farmaci
Tutto è partito dallo scorso 26 agosto, quando il presidente Duma Boko si è presentato in televisione per un discorso alla nazione. Difficilmente un capo dello Stato si rivolge ai concittadini per motivi legati all’approvvigionamento sanitario: la scelta di Boko dunque, contribuisce a far ben intuire quanto l’emergenza sia sentita in tutto il Botswana. Parlando in Tv, Boko ha ammesso l’esistenza di una situazione sfuggita di mano al governo. Ha chiesto quindi pazienza ai cittadini, promettendo rapide misure per fronteggiare la situazione.
La prima riguarda lo stanziamento di 15 milioni di Euro (250 milioni di Pula, la moneta locale) per acquistare da subito le medicine e i materiali sanitari più importanti. La seconda invece, coinvolge direttamente i militari: sarà l’esercito a sovrintendere alla distribuzione del materiale nelle cliniche e negli ospedali, con i soldati chiamati a garantire una rapida consegna delle forniture. I sacrifici richiesti nell’immediato alla popolazione sono però molto salati: il governo infatti, ha imposto lo stop a tutti gli interventi chirurgici non necessari e non urgenti. Il tutto fino al ritorno a una situazione il più possibile vicina alla normalità.
Perché il Botswana si è ritrovato senza farmaci
Ovviamente la crisi non è venuta fuori dal nulla. Già da prima di agosto il sistema sanitario del Botswana risultava vicino al collasso. Quanto sta accadendo qui, dimostra ancora una volta l’inscindibilità tra economia e sanità: tanto più è forte un’economia, tanto più capillare ed efficiente può essere un sistema sanitario. Il crollo della situazione nel Paese africano è da affiancare al crollo dei prezzi dei diamanti, materia prima sulla cui esportazione si regge l’intera economia.
Lo Stato si è ritrovato con sempre meno entrate e quindi, da diversi anni a questa parte, con sempre meno soldi da spendere nel bilancio. Ai minori introiti inoltre, ha fatto seguito un aumento importante del debito contratto dal governo con i privati che gestiscono il settore sanitario. Diversi ospedali e diverse cliniche infatti, sono private e lo Stato rimborsa i servizi offerti dalle strutture ai cittadini. Ma con meno soldi in cassa, il sistema è entrato rapidamente in crisi.
Il ruolo della fine degli aiuti di Usaid
C’è poi un’altra questione, comune questa volta con molti Paesi dell’area. Il riferimento è al taglio deciso a Washington dei fondi destinati a Usaid. Il Botswana, al pari del Sudafrica e di altri vicini, da anni convive con la piaga dell’Hiv e gli aiuti degli Stati Uniti sono stati essenziali per la gestione dell’emergenza. Senza le somme erogate da oltreoceano, il sistema sanitario è andato incontro alla tempesta perfetta: con sempre meno soldi, con un debito sempre più alto e con l’azzeramento della quota di assistenza di Usaid, il Botswana si è ritrovato con ospedali senza medicine. Le misure di emergenza potrebbero tamponare la situazione, ma nel lungo periodo il governo dovrà attuare importanti riforme di caratura strutturale.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

