Skip to content

I nuovi rischi del cibo ultra-processato secondo l’American Society for Nutrition

Uno studio della American Society for Nutrition evidenzia come i cibi ultra processati portino ad alcuni nuovi rischi per la salute.

Uno dei problemi più attuali in fatto di alimentazione è la sempre maggiore presenza, sugli scaffali dei nostri supermercati, di cibi ultra-processati: cereali, barrette, merendine soffici e piene di conservanti, a cui non sappiamo rinunciare, a volte per praticità, per il loro gusto o semplicemente a causa di campagne marketing particolarmente convincenti.

Tuttavia, proprio i cibi ultra-processati rappresentano un problema sempre più serio per la salute e la sicurezza alimentare. Un fenomeno ben evidente nei Paesi occidentali e più sviluppati, e in particolar modo negli Stati Uniti d’America, dove l’uso di numerosi conservanti – fortunatamente – illegali in Ue, li rende l’esempio negativo perfetto, anche a causa dei record in termini di percentuali sulla popolazione di pazienti con lievi, ma anche gravi forme di obesità.

L’illusione della leggerezza

Recentemente, l’American Society for Nutrion ha condotto una ricerca, prendendo un “campione”, ovvero un gruppo di persone che hanno accettato di seguire due diverse diete a base di cibi ultra-processati per un certo periodo. Il dato sorprendente che è venuto fuori è che le persone che seguivano una dieta a base di alimenti ultra-processati più lenti da consumare, come cereali per la colazione, barrette e panini multi cereali ricchi di carboidrati complessi, nei loro pasti, consumavano in media 369 calorie in meno al giorno, rispetto a un altro gruppo di persone che, al contrario, seguiva invece una dieta a base di cibi ultra-processati più rapidi da mangiare, come frullati industriali, pane morbido e pietanze a base di preparati in polvere.

Lo studio ha infatti dimostrato come la consistenza degli alimenti non necessariamente sia legata al loro apporto calorico, ma come, allo stesso tempo questo possa giocare un ruolo molto importante nell’influenzare le persone nei propri acquisti. Così, cibi apparentemente più “leggeri”, adatti a un “innocuo” spuntino, vengono acquistati con la convinzione che siano più facili e veloci da digerire, anche se, come ha evidenziato lo studio, nei fatti questo meccanismo spinge il “compratore medio” a consumarne in maggiori quantità, in un meccanismo illusorio e controproducente.

A questo proposito, anche il rapporto “Make America Healthy Again” dell’amministrazione Trump ha inserito gli alimenti ultra-processati tra le cause principali di problemi di salute nei bambini, e in particolar all’aumento del rischio di obesità, del diabete di tipo 2, del cancro, di diverse malattie cardiovascolari e persino della depressione, a causa degli effetti a livello sociale. Uno studio che fornisce un’ulteriore ragione – qualora servisse – a ridurre il consumo quotidiano di beveroni, merendine “chimiche” e snacks, che per quanto gustosi, possono solo danneggiare la nostra salute.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.