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Società

Chi sono gli abitanti delle Svalbard

Alcune fra le persone che vivono alle isole Svalbard, arcipelago del mare Glaciale Artico, la parte più settentrionale della Norvegia e le terre abitate più a nord del pianeta Terra: minatori, pompieri, filosofi che per sbarcare il lunario fanno gli idraulici, la store manager del negozio dove si noleggiano le armi, Evelina

Guerra

Srebrenica, la strage senza fine

Le esecuzioni sommarie di Srebrenica durarono circa 72 ore e si consumarono in maniera sistematica nel luglio 1995. Gli uomini catturati venivano portati prima dentro ad alcuni edifici scolastici o in complessi abbandonati. I serbi legavano loro mani e piedi prima di trasportarli in zone boschive per giustiziarli. Corpi di migliaia di uomini, molti dei quali non sono ancora stati trovati dalle famiglie, sono stati gettati in fosse comuni.Foto di Ivo Saglietti

Guerra

Srebrenica, la pulizia etnica

Le esecuzioni sommarie di Srebrenica durarono circa 72 ore e si consumarono in maniera sistematica nel luglio 1995. Gli uomini catturati venivano portati prima dentro ad alcuni edifici scolastici o in complessi abbandonati. I serbi legavano loro mani e piedi prima di trasportarli in zone boschive per giustiziarli. Corpi di migliaia di uomini, molti dei quali non sono ancora stati trovati dalle famiglie, sono stati gettati in fosse comuni.Foto di Ivo Saglietti

Guerra

Srebrenica, il massacro

Le esecuzioni sommarie di Srebrenica durarono circa 72 ore e si consumarono in maniera sistematica nel luglio 1995. Gli uomini catturati venivano portati prima dentro ad alcuni edifici scolastici o in complessi abbandonati. I serbi legavano loro mani e piedi prima di trasportarli in zone boschive per giustiziarli. Corpi di migliaia di uomini, molti dei quali non sono ancora stati trovati dalle famiglie, sono stati gettati in fosse comuni.Foto di Ivo Saglietti

Migrazioni

Bihac: in trappola nel campo profughi

Bihac, in bosnia, più che una via di transito, è una sorta di imbuto, una gabbia dalla quale spesso non si riesce più ad uscire. Migliaia di migranti sono incastrate in questo gioco perverso e ogni notte ritentano di nuovo, buttandosi fra le braccia della foresta balcanica, dove tutto è rarefatto, ambiguo, pericoloso. Dodici giorni di cammino separano Bihac da Trieste e durante il cammino è facile vedere i propri compagni braccati dai cani, stesi a terra sotto i colpi dei manganelli, mentre il sibilo dei proiettili fende l’aria.

Migrazioni

Prigioniero nei balcani

Bihac, in bosnia, più che una via di transito, è una sorta di imbuto, una gabbia dalla quale spesso non si riesce più ad uscire. Migliaia di migranti sono incastrate in questo gioco perverso e ogni notte ritentano di nuovo, buttandosi fra le braccia della foresta balcanica, dove tutto è rarefatto, ambiguo, pericoloso. Dodici giorni di cammino separano Bihac da Trieste e durante il cammino è facile vedere i propri compagni braccati dai cani, stesi a terra sotto i colpi dei manganelli, mentre il sibilo dei proiettili fende l’aria.

Migrazioni

La rotta dei migranti verso l’Italia

“Vogliamo andare tutti in Italia” ammette candidamente una specie di capetto paffutello e con il sorriso pronto, che avrà poco più di 18 anni. Poco importa se non fuggono da una guerra e sono arrivati in Turchia comodamente in aereo per poi infilarsi clandestinamente nella rotta balcanica. Quello che conta è partecipare al gioco, “the game”, come viene chiamato in gergo da tutti i migranti il passaggio del confine croato, poi quello sloveno e alla fine l’arrivo a Trieste, per proseguire verso altri paesi europei. Oppure chiedere asilo politico, anche se non ne hai diritto.

Migrazioni

I migranti verso Trieste

L’80% dei migranti inizia “il gioco” infilandosi nella “giungla” come i migranti chiamano i boschi attorno a Velika Kladusa, la cittadina bosniaca ad un passo dalla Croazia e inerpicandosi sulle montagne per passare la frontiera. La tariffa è in media di 2000 euro fino al capoluogo giuliano con passaggi in macchina e furgoni, grazie a passeur e taxisti compiacenti. Talvolta il prezzo sale fino a 3000-3500 euro. I pachistani, che se la fanno tutta a piedi dormendo di giorno e marciando di notte pagano solo 500 euro per superare alcuni punti critici evitando la polizia.

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