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La nuova mostra Viaggio in un mondo fantastico dedicata al fotografo americano Richard Kalvar è organizzata dal CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della fotografia) in collaborazione con Magnum Photos, a Palazzo Tadea a Spilimbergo, fino al 26 gennaio 2025. Kalvar ha ricevuto il Premio Internazionale di Fotografia a Spilimbergo, in Italia, in onore del suo contributo all’arte della fotografia in coincidenza con l’apertura della mostra.

London. 2015 © Richard Kalvar / Magnum Photos

Richard Kalvar: americano con una formazione e un approccio fotografico venato di umorismo: la sua inquadratura e il suo tempismo sono impeccabili. Come scrive Gianluca De Dominici: “I primi tre aggettivi che mi vengono in mente per descrivere Kalvar sono: sfrontato, folle ed ironico”. È veramente così? Cosa c’è dentro a tanta curiosità da rendere la sua fotografia divertente, imprevedibile? Ho avuto il piacere di conoscere e lavorare per qualche giorno, alla fine degli anni ‘90 a Parigi, con Richard Kalvar che riuscì a proporre, per il calendario Lavazza, delle immagini con il suo riconoscibile stile: divertente, sorprendente. Un lavoro fatto a due mani insieme a Martine Franck: due straordinari fotografi della stessa agenzia.

@Richard Kalvar Calendario Lavazza 2001

La sua avventura inizia così: “Non ho mai studiato fotografia, ci sono capitato per caso. Nel 1965 avevo lasciato l’università ed ero tornato a New York in cerca di un lavoro. Un amico mi parlò di un fotografo di moda francese per cui aveva lavorato che aveva appena licenziato il suo ultimo assistente. Non sapevo nulla di fotografia, ma avevo 20 anni e non avevo nulla da perdere, quindi volevo vederlo. E sapete? Mi ha assunto”. E dopo un viaggio in Europa nel 1966, con una macchina fotografica Pentax ­– dono del fotografo di moda Jèrôme Ducrot al quale aveva fatto da assistente a NY – dichiara: “Sono andato da giovane curioso di vedere un nuovo mondo, e ho portato con me una macchina fotografica quasi come un ripensamento. Ma man mano che il viaggio andava avanti, ho scoperto che passavo sempre più tempo a scattare foto e mi divertivo sempre di più. Ho capito che stavo davvero cercando qualcosa di particolare nelle mie fotografie e ho iniziato a farmi un’idea di cosa fosse. Quando sono tornato a casa dall’Europa, dopo dieci mesi, ero totalmente ossessionato. Sapevo di essere un fotografo.”

La Louvière, Belgium. 1979 © Richard Kalvar / Magnum Photos
Piazza della Rotonda, Rome.1980 © Richard Kalvar / Magnum Photos
Washington Square Park, New York. 2022 © Richard Kalvar / Magnum Photos

Quando l’ho conosciuto ho avuto l’impressione di un uomo con l’inclinazione a scrutare e cogliere rapidamente persone e situazioni intorno a lui, sarcastico, acuto. Osserva, intuisce, rapisce nello scatto il momento che restituisce le tante parole non dette. Il suo solido fisico parlava senza emettere suoni. Incredibilmente per quel calendario aveva ricreato il reportage di strada, quello che oggi è diffuso sotto il nome di “street photography”. Ogni scena potrebbe essere stata ripresa spontaneamente e non costruita a tavolino con modelli che recitano una parte. D’altronde lui è un fotografo di strada come la maggior parte dei fotografi soprattutto all’inizio in cui è nata la Magnum. “Ciò che faccio sono foto spontanee di persone – afferma Kalvar – in scene che scopro, che raccontano”. Kalvar è attratto dai luoghi pubblici e da scene di vita quotidiana sui marciapiedi, nei parchi, alle fermate dell’autobus, nelle piazze, nelle stazioni della metropolitana e davanti alle vetrine di negozi. La sua attenzione si concentra nei volti, consenzienti e non, che individua nei suoi scatti trasformandoli in narrazioni spontanee. 

Paris. 1993 © Richard Kalvar / Magnum Photos

Ma c’è di più: Kalvar è attratto da pose, atteggiamenti, situazioni fuori dall’ordinario, ‘’irregolari’’, in cui l’essere umano fa emergere un momento strano, spettacolare, buffo senza rendersene conto. Riconosco la stessa ironia nelle immagini di Elliott Erwitt e trovo che abbiano entrambi un sornione umorismo nell’osservare la vita quotidiana come un intrigante teatro con tanti attori e tante recite. Forse per questo Kalvar matura l’idea che: «La vita è una farsa, l’abilità sta nel dimostrarlo». Le oltre 80 immagini in bianco e nero in esposizione sono una perfetta testimonianza. Ha ragione a rifiutare l’etichetta di fotogiornalista che non lascia spazio alla creatività del guardare ed esplorare l’apparenza e il rapporto ambiguo con la realtà. Le sue immagini, spontanee e imprevedibili, giocano sulla discrepanza tra la banalità di una situazione reale e la sensazione di stranezza che emerge attraverso una particolare scelta di tempi e inquadrature. Kalvar era entrato a far parte di Magnum come membro associato nel 1977 e ne è diventato membro a pieno titolo due anni dopo.

Viaggio in un mondo fantastico è il terzo e ultimo capitolo della 38ma edizione della Rassegna Friuli Venezia Giulia Fotografia. La mostra è stata allestita in collaborazione con Magnum Photos, Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Spilimbergo, con il sostegno di Fondazione Friuli, il contributo di Banca 360 e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.

L’AUTORE

Richard Kalvar nasce a Brooklyn, New York, nel 1944. Nel 1965 interrompe gli studi di letteratura e, senza alcuna esperienza, inizia a collaborare come assistente nello studio del fotografo di moda francese Jérôme Ducrot. Ben presto la fotografia diventa una passione. Nel tempo libero realizza degli scatti per le strade di New York con le macchine fotografiche prestate da Ducrot e in seguito decide di partire per un lungo viaggio in Europa. Per dieci mesi attraverserà i Paesi Scandinavi, Francia, Spagna, Germania, Belgio e Olanda e infine il Marocco. Nel 1970 si trasferisce a Parigi e contribuisce alla fondazione dell’agenzia Viva. Nel 1975 entra a far parte di Magnum Photos, diventandone membro a tutti gli effetti nel 1977 e successivamente presidente e vicepresidente della sede di Parigi, collaborando con numerose testate giornalistiche negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Dal 1997 al 2017 è stato il fotografo ufficiale del World Economic Forum di Davos (Svizzera). Una grande retrospettiva del suo lavoro è stata esposta a Parigi nella Maison Européenne de la Photographie nel 2007, accompagnata dal libro Earthlings (Flammarion). Nel 2018, sono stati pubblicati un Photo Poche e un Photofile curato da Robert Delpire. Nel 2023 Damiani Books ha pubblicato Selected Writings. La mostra più recente di Kalvar, La voce delle mani, è stata allestita a Palazzo Callas di Sirmione nel luglio 2022Nato a New York nel 1944, dopo gli studi alla Cornell University Richard Kalvar lavora come assistente del fotografo francese di moda Jérôme Ducrot. Nel 1966 un lungo viaggio in Europa, con macchina fotografica a seguito, lo convince a intraprendere questa professione. Nel 1972 partecipa alla fondazione dell’agenzia fotografica Viva a Parigi e nel 1977 diventa membro effettivo dell’agenzia Magnum, di cui sarà anche vice-presidente e presidente. Ha lavorato in Francia, Italia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti, unendo alla ricerca fotografica incarichi da giornalista e da fotografo commerciale. Richard Kalvar ha esposto in tutto il mondo e pubblicato diversi libri fotografici, in particolare Earthlings, la sua grande retrospettiva del 2007 alla Maison Européenne de la Photographie a Parigi.

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