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Fotografia

Lisetta Carmi, la fotografa degli ultimi in mostra a Palazzo Ducale di Genova

Non mi è mai capitato di incontrare un bravo fotografo che sia uscito da scuole di fotografia.  Oggi mi conforta il fatto che la mostra di una grande fotografa italiana, Lisetta Carmi, me lo sottolinea a chiare lettere: “Quando mi...

Non mi è mai capitato di incontrare un bravo fotografo che sia uscito da scuole di fotografia.  Oggi mi conforta il fatto che la mostra di una grande fotografa italiana, Lisetta Carmi, me lo sottolinea a chiare lettere: “Quando mi chiedono “Chi ti ha insegnato a fotografare?” rispondo “La vita”. Una sua mostra a due anni dalla morte avvenuta nel 2022, e in occasione dei 100 anni dalla nascita, Palazzo Ducale di Genova presenta una grande mostra dell’artista e fotografa genovese, che nel corso della sua vita ha avuto il coraggio di percorrere vie composite dando sempre voce agli ultimi. Un viaggio che parte da Genova e dall’Italia per raccontare con il suo sguardo mirato, acuto e lucido, realtà lontane e mondi in trasformazione, con inedite immagini a colori che affiancano le serie più famose in bianco e nero.  


 In mostra troviamo  le immagini della serie dei travestiti degli anni ’60, pubblicate nel 1972 che tanto ebbero a suscitare scalpore e segnando le ricerche fotografiche di molti artisti internazionali, non solo in bianco e nero ma anche a colori,  e la serie inedita erotismo e autoritarismo a Staglieno in cui il famoso cimitero genovese si trasforma sotto l’obbiettivo della fotografa in un ritratto della società borghese ottocentesca e dell’erotismo associato ai monumenti funebri. Genova emerge nelle sue sfaccettature inaspettate, col racconto del mondo del lavoro nelle famose immagini di Genova – porto  e dell’Italsider ma anche quelle, in parte inedite, dell’Anagrafe e degli aspetti della vita culturale e sociale della città.


L’evento ha per titolo “Lisetta Carmi, molto vicino incredibilmente lontano” è curato da Giovanni Battista Martini, esperto di fotografia e curatore dell’archivio Lisetta Carmi, che ha scritto e concepito numerose mostre dell’artista negli ultimi anni e Ilaria Bonacossa, curatrice d’arte contemporanea e direttrice di Palazzo Ducale Genova; ed è promossa e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Genova e Civita Mostre e Musei.

Pianista, fotografa, un po’ mistica e un po’ antropologa, nella sua lunga vita ha sempre lavorato “nel segno degli ultimi”, per “dare voce a chi non ce l’ha” con una sensibilità che le ha permesso di toccare il cuore delle persone prima con la musica, poi con le immagini, e infine con la preghiera. Nata a Genova il 15 febbraio 1924, Annalisa detta Lisetta apparteneva a una famiglia borghese di origine ebraica. A 12 anni inizia a studiare pianoforte, ma nel 1938 le leggi razziali la toccano da vicino perché viene espulsa dalla scuola. Riesce ugualmente a seguire le lezioni e a sostenere esami di livello presso il Conservatorio di Genova, ma con l’inizio della seconda guerra mondiale la sua famiglia è costretta a spostarsi in Svizzera, dove Lisetta continua con lo studio presso il conservatorio di Zurigo. Dopo il 1945 torna in Italia, si diploma in pianoforte e intraprende la sua carriera di concertista che l’accompagnerà fino al 1960 quando smette per dedicarsi a un’altra passione, la fotografia.

Dopo alcuni anni come fotografa di scena, nel 1964 è a Genova per un reportage sulle condizioni dei camalli, termine dialettale usato per identificare gli scaricatori di porto. Le fotografie vengono diffuse attraverso una serie di mostre. In questi anni inizia a collaborare con Il MondoVie Nuove e L’Espresso. Nel dicembre 1965 è a Parigi, dove effettua un reportage sulla metropolitana, ma il suo lavoro più celebre incomincerà l’anno successivo dopo un incontro per così dire fatale che Lisetta Carmi fa, grazie all’amico Mauro Gasperini, con la comunità di travestiti che occupava l’ex ghetto ebraico di Genova. “Grazie alla comunità trans ho imparato ad accettarmi – racconterà –. Quando ero piccola guardavo i miei fratelli Eugenio e Marcello pensando che avrei voluto essere un maschio come loro. Sapevo che non mi sarei mai sposata, e rifiutavo il ruolo che veniva chiesto di occupare alle donne. I travestiti mi hanno fatto capire che tutti abbiamo il diritto di decidere chi siamo”. Rossetti, mascara, pizzi, calze a rete, la sensualità di queste immagini è evidente, ma non oltrepassa mai il segno. L’ispirazione pare pittorica, come quegli orientalisti dell’Ottocento che dipingevano donne adagiate su morbidi divani, tra sete e broccati, in stanze che trasudano piacere e vanità, malinconia e godimento.

Lisetta Carmi nasce a Genova il 15 febbraio 1924, in un’agiata famiglia ebrea della media borghesia. A causa delle leggi razziali è costretta nel 1938 ad abbandonare la scuola e a rifugiarsi con la famiglia in Svizzera. Nel 1945, al termine della guerra, torna in Italia e si diploma al conservatorio di Milano. Negli anni seguenti tiene una serie di concerti in Germania, Svizzera, Italia e Israele. Nel 1960 interrompe la carriera concertistica e si avvicina in modo casuale alla fotografia trasformandola in una vera e propria professione. Dopo aver realizzato nel 1964 un’ampia indagine nel porto di Genova, diventata poi una mostra itinerante, continua un reportage sulla Sardegna iniziato nel 1962 e che terminerà negli anni Settanta. Nel 1971 compra un trullo in Puglia, a Cisternino. Il 12 marzo 1976 conosce a Jaipur, in India, Babaji Herakhan Baba, il Mahavatar dell’Himalaya, incontro che trasformerà radicalmente la sua vita. Negli anni realizza una serie di ritratti di artisti e personalità del mondo della cultura del tempo tra cui Judith Malina, Joris Ivens, Charles Aznavour, Edoardo Sanguineti, Leonardo Sciascia, Lucio Fontana, César, Carmelo Bene, Luigi Nono, Luigi Dallapiccola, Claudio Abbado, Jacques Lacan e Ezra Pound, di cui si ricordano i celebri scatti realizzati nel 1966 presso l’abitazione del poeta sulle alture di Zoagli in Liguria. Lisetta Carmi muore, o come avrebbe detto lei, abbandona il suo corpo terreno, il 5 luglio 2022 a Cisternino.  

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