Nel quadro generale del programma di sostegno alla Fotografia, la Fondation Bru con Photo Elysée, presentano una storica e preziosa esposizione dal titolo “La figura e i suoi doppi”; si tratta della mostra della fotografa svizzera Monique Jacot. Ed ora non par vero non solo per gli amanti della fotografia ma per coloro -e sono i più- che coniugano l’intreccio delle arti, vedere un’accurata selezione di scatti, nella cornice del Palazzetto Bru Zane durante la Biennale di Venezia. Brilla non poco l’idea che la Fondation Bru prosegue nel suo impegno a favore della valorizzazione del patrimonio culturale, e invita a scoprire il talento della fotografa Monique Jacot.
Sin dalla sua creazione, la Fondation Bru ha inserito la cultura tra le sue priorità e agisce nel quotidiano per difendere il talento, condividere emozioni, diffondere la conoscenza, salvaguardare patrimoni, in un impegno che si rinnova incessantemente, soprattutto a favore di due settori -la musica e la fotografia- artistici cari alla sua fondatrice, la Dott.ssa Nicole Bru.

Intanto occorre dire a chiare lettere che MONIQUE JACOT (1934) è una delle più importanti fotografe svizzere. Dopo aver studiato all’École des arts et métiers di Vevey, ha intrapreso una carriera nel giornalismo come fotoreporter. Ha realizzato numerosi reportage per riviste svizzere e internazionali come “Camera”, “Die Woche”, “Du”, “Elle”, “Geo”, “Schweizer Illustrierte”, “Stern” e “Vogue”. Nel corso della sua carriera, Monique Jacot ha esplorato diversi generi fotografici. Forte amante di viaggi, è nota per le sue fotografie scattate in giro per il mondo e per la sua oculata documentazione anche l’approfondimento di alcuni aspetti della vita svizzera, in particolare quelli relativi alla condizione femminile. Ciò in aggiunta ai suoi reportage, tanto che ad oggi Monique Jacot ha realizzato una quantità di opere che attestano la sua ricerca artistica. Brillanti riconoscimenti gli sono pervenuti per il suo importante contributo alle arti visive, nel 2020 le è stato attribuito il Grand Prix Suisse du design. Ora le fotografie presentate in questa mostra svelano il modo in cui Monique gioca con la figura e i suoi doppi; si noterà come attraverso un singolare montaggio fotografico e diversi effetti speculari, conferisce al suo lavoro un’estetica poetica, quasi onirica. Nel suo lavoro di fotoreporter, Monique Jacot accosta diverse figure, che possono rivelare e dire una sorta di commento sociale che incorniciano il cuore delle sue immagini.

Si diceva come a lei interessi parlarci e documentarci sulla condizione femminile in Svizzera, e fin dall’inizio del suo percorso, Monique Jacot si è interessata in modo particolare alle donne. Mi è caro ricordare la trilogia in cui ha fotografato ragazze nella Repubblica Ceca, in Francia e in Inghilterra. Poi si è dedicata a indagare le condizioni di vita e di lavoro delle donne in Svizzera, creando tre serie che sono state pubblicate: Femmes de la terre (1989), Printemps de Femmes (1994) e Cadences. L’usine au féminin (1999). Questa mostra in particolare, organizzata da Photo Elysée, presenta stampe moderne tratte dalle fotografie originali conservate nelle collezioni del museo, salvo diversa indicazione.
PHOTO ELYSÉE. Con il flusso onnipresente di immagini nella nostra vita e le nuove tecnologie digitali che stanno cambiando profondamente la società, Photo Elysée si propone di mettere in discussione la fotografia come rappresentazione del mondo, di fornire un’educazione all’immagine e di alimentare la storia della fotografia con nuove narrazioni. Con una delle più vaste e variegate collezioni di fotografia al mondo, Photo Elysée si rivolge a chiunque sia interessato alle immagini. Radicato nel presente, al contempo accessibile ed esigente, aperto e impegnato, il museo sostiene i molteplici percorsi e le diverse voci della fotografia. E un luogo che mira a stimolare e ad abbattere le barriere, che offre molto da vedere e su cui riflettere. Spinto dalla volontà di esplorare le immagini del presente e del passato, dalla carta allo schermo, e contribuendo attivamente alla diffusione del lavoro dei fotografi di tutte le generazioni, il museo rappresenta da quasi quarant’anni come un punto di riferimento tra i musei di fotografia, con una presenza attiva sulla scena internazionale. Photo Elysée possiede una collezione unica di oltre 1.200.000 pezzi (stampe, album, negativi, lastre di vetro, provini, libri, ecc.) e conserva diversi archivi fotografici, tra cui quelli di Ella Maillart, Nicolas Bouvier, Sabine Weiss, Charlie Chaplin, Jan Groover e René Burri. Il museo, che ha sede in Svizzera, presenta ogni anno una decina di mostre a Losanna e un gran numero di mostre itineranti in tutto il mondo.
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