Il volto segreto di Frida Kahlo nelle Fotografie di Leo Matiz

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Fotografia /

«Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni». Così mi è sempre apparsa Frida Kahlo attraverso i suoi dipinti, la sua storia con Rivera, gli oggetti della sua sofferente e affascinante realtà con le opere di Ishiuchi Miyako. Poi nei giorni sfrenati a Torino dedicati all’arte con fiere, mostre, serate, apertivi faccio sosta in uno spazio per me nuovo, Atelier Via Madama, dove scopro dieci sole immagini di Frida Kahlo quasi tutte in bianco e nero su pareti bianche, con spazio, per godere di ogni immagine. Credo di non aver mai visto una Frida Kahlo così autentica, così vera. Merito del celebre fotografo colombiano Leo Matiz, dieci scatti inediti realizzati tra il 1941 e il 1947.

Frida Kahlo con la sua capacità di resistere al dolore, di non apparire vittima, di non cedere alla detestabile parola: destino. Lei è stata donna e artista e amante e moglie e attivista e insegnante e tanto altro. Leo Matiz fu uno dei fotografi più influenti dell’America Latina. Noto per il suo approccio lirico e la sua profonda sensibilità sociale, Matiz andò oltre alla documentazione ma di Frida Kahlo catturò l’essenza all’interno della sua iconica dimora, la Casa Azul a Città del Messico, anche a Xochimilco, a Coyoacan. Nelle immagini di Leo Matiz emerge il volto di Frida disteso, insofferente al dolore, all’inquietudine, al tormento.

Il curatore Loris Innocenti così bene descrive questa preziosa raccolta fotografica: “La mostra Il Volto segreto di Frida Kahlo – Fotografie di Leo Matiz si propone come una meditazione visiva sulla figura di Frida Kahlo (1907-1954), non l’icona consumata dal dolore e dall’attivismo politico, ma la donna, l’artista, colta nella sua sfera più privata. La selezione di dieci scatti inediti offre una prospettiva intima e sfaccettata, slegata dal mito e focalizzata sull’umanità complessa e sulla forza interiore della pittrice messicana.”Cosa si legge nel suo volto mentre osserva qualcosa davanti a se nel suo naturale portamento con degli orecchini di perle che incorniciano il giovane viso, con una pettinatura che fa percepire i lineamenti di una aristocratica popolana, fiera, viva, intensa? Guardandola si potrebbe sentire il respiro tanta è l’intensità di questo ritratto. Le fotografie d’altronde che senso hanno? Quello di tenere vivo ciò che si ama: un mito, la famiglia, un luogo, un sogno. Frida in questo e in tutti gli altri ritratti trattiene viva la speranza, l’apprendimento, la femminilità, la sofferenza e la vita. Ebbene sì la vita così per noi sempre sconosciuta, drammatica, confusa. Lei la tiene viva grazie a queste splendide immagini di Leo Matiz.