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Fotografia

I “Miracoli a Milano” visti dalla fotografia di Carlo Orsi

Il titolo è affascinante.  E soprattutto svela la grande Milano, quella di ieri, di oggi e di domani; e come si composero e si svilupparono i miracoli a Milano. Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospita fino al 2 febbraio...

Il titolo è affascinante.  E soprattutto svela la grande Milano, quella di ieri, di oggi e di domani; e come si composero e si svilupparono i miracoli a Milano. Palazzo Morando | Costume Moda Immagine ospita fino al 2 febbraio 2025 la mostra “Miracoli a Milano. Carlo Orsi fotografo”, curata da Giangiacomo Schiavi e Giorgio Terruzzi con la consulenza di Silvana Beretta e organizzata da Vertigo Syndrome, in collaborazione con l’Archivio Carlo Orsi e il Comune di Milano.

L’esposizione rende omaggio e fa onore a Carlo Orsi (1941-2021), autore, con le sue Leica, di un percorso professionale iniziato nell’Italia del dopoguerra, in quel periodo storico che ha dato all’arte i movimenti più importanti ad iniziare dallo Spazialismo con Fontana, con il Bar Jamaica fondato da Mamma Lina e suo figlio Elio Mainini a Brera come luogo di appartenenza e di aggregazione, frequentato da pittori, scrittori, poeti. Questi artisti, spesso coetanei del Mainini, erano diversissimi fra loro, non c’era un comune denominatore fra il giovane Piero Manzoni che inscatolava la sua “merda d’artista” e il già maturo Lucio Fontana che abbandonava la pittura figurativa per tagliare le tele nel nome dello Spazialismo.

Non appartenevano ancora a una scuola o a una corrente letteraria gli scrittori Germano Lombardi e Nanni Balestrini, portabandiere del Gruppo ’63,  e ancora i poeti Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo, il narratore Luciano Bianciardi che, allora impiegato, trovava al Jamaica i fumi alcolici e l’amicizia per sopportare il peso dell’esistenza e scrivere nel frattempo il romanzo “La vita agra”. La leggenda del Jamaica si perfezionò quando, nelle sue sale odorose di fumo e frequentate da ragazze scollate e cipigli d’artista, si fecero largo alcuni giovanotti che ci tenevano ad essere considerati degli intellettuali. Erano dei fotoreporter che si sarebbero poi rivelati i più bravi della loro generazione e, come tutti i fotografi, aspiravano ad essere considerati degli artisti alla stessa stregua di pittori e scultori.  Quei giovanotti erano Ugo Mulas, Mario Dondero, Alfa Castaldi. Guido Aristarco, grande decano della critica cinematografica italiana, fondò in quegli anni la rivista “Cinema nuovo” inserendovi il “fotodocumentario giornalistico”, genere di reportage che ritraeva aspetti (neo)realisti della vita italiana. Così il Jamaica con i suoi pittori, le sue muse allettanti ma un po’ sbrindellate, la sua bohème ambrosiana divenne, con il crisma dei brillanti servizi fotografici di Mulas, Dondero & C. un punto nodale della vita culturale italiana. 

Tutte queste figure ispirate e ispiratrici sono state determinanti per la intera carriera di Carlo Orsi.
140 opere in bianco e nero, quasi tutte vintage provenienti dall’archivio personale dell’autore, stampate sotto la sua supervisione. Fotografie che seguono le tematiche care a Orsi, dagli esordi, come reporter per il Corriere della Sera, Panorama, Settimo Giorno, Il Mondo e Oggi, prima di diventare assistente di Ugo Mulas per poi definire uno stile dissidente e ironico da applicare a diversi ambiti della fotografia.


La mostra è divisa in 4 sezioni, la prima  è dedicata a Milano, indagata senza sosta per sessant’anni; la seconda  presenta i ritratti di artisti, designer, stilisti e attori che hanno segnato il secondo Novecento; la terza riguarda i lavori svolti per il mondo della moda e della pubblicità per alcuni marchi importanti come Omsa, La Perla, Catellani&Smith, American System, Swatch, Philip Morris, Ducati, Alias, Baleri, Nemo, Cassina, Fedeli; la quarta sezione è riservata ai reportage. Dalle scuole per i toreri in Spagna alle sculture dell’amico Arnaldo Pomodoro; dai paesaggi iconici degli Stati Uniti alla caduta del muro di Berlino fino alle missioni umanitarie, accompagnate come volontario, in Tibet, Cina, Uganda, Bangladesh e Bolivia.


MILANO. L’anima esposta.

Carlo Orsi ha perlustrato ogni strada di Milano, componendo un racconto per immagini che spazia dai suoi punti più alti (Lombra del Pirellone, 1961; Un mondo nuovo, 2015) a quelli sotterranei (Metropolitana in bianco e nero, 1965); dai Beatles al Vigorelli, 1965 agli emarginati di oggi (Invisibile, 2014).  Orsi ha dedicato due libri a Milano. Il primo, pubblicato nel 1965, con i testi di Dino Buzzati e la celebre foto del vigile in divisa bianca in copertina; un secondo volume realizzato nel 2015, con i testi di Aldo Nove. È datata 1997 l’ideazione di Città, una rivista fuori misura in ogni senso, pensata per esplorare le energie in circolo a Milano con il contributo di grandi fotografi, da Francesco Cito a Ferdinando Scianna; da Francesco Zizola a Elliott Erwitt. Città continua a essere stampata fino al 2001. Le pubblicazioni verranno riprese nel 2019 e continuano tuttora, sostenute dall’Associazione Amici di Città.


RITRATTI. Teste fini e facce toste.

I grandi artisti, figure illustri del secondo Novecento hanno posato per Carlo Orsi (artisti come Lucio Fontana, Valerio Adami, Emilio Tadini, Jannis Kounellis, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano), cantanti (Luciano Pavarotti, Gino Paoli, Mina, Loredana Bertè), personaggi del cinema e dello spettacolo (Mariangela Melato, Ornella Muti, Dario Argento, Cochi e Renato, Dario Fo), ma anche politici (Sandro Pertini) e sportivi (Michael Schumacher, Marco Simoncelli, Valentino Rossi). Brillanti e comunicativi ritratti che paiono il risultato di un lavoro nello studio oppure frutto del momento colto quotidianamente, essi svelano sia la capacità di abbinare interpretazione personale che il carattere e la psicologia del soggetto fermato dalla Leica.


MODA E PUBBLICITÀ. Dammi l’idea.

Alla moda e alla pubblicità Orsi ha dedicato molti anni di lavoro. Modelle e modelli, così come alcuni “complici” occasionali, catturati dall’occhio fotografico, attivi, in movimento, o anche  portatori di una necessaria naturalezza. Anticonformismo e umiltà corrispondenti al suo modo di vivere, tanto che diceva:  “Macché artista, sono un semplice artigiano”.


REPORTAGE. Luoghi del cuore.Dal 2004 Orsi si è occupato di sofferenza e speranza, affiancando e accompagnando i medici, gli infermieri e i volontari di Interplast, associazione umanitaria attiva in luoghi disagiati del mondo. Due libri documentano cinque missioni organizzate in Tibet, Cina, Uganda, Bangladesh e Bolivia.  Un ritorno al reportage, a distanza di molti anni dai primi viaggi fotografici organizzati in Italia, Spagna, negli Stati Uniti, nei deserti africani e in Europa. Viaggi sentimentali per invitare al viaggio ogni sognatore. 

Carlo Orsi nasce a Milano l’8 marzo 1941. Via Solferino, Brera. L’arte e gli artisti, primi compagni di vita, ne alimentano curiosità e ispirazione. Inizia a fotografare come cronista per il Corriere della Sera, diventa assistente di Ugo Mulas. Negli anni Sessanta realizza reportage in Italia e all’estero per diversi periodici (Panorama, Il Mondo, Settimo Giorno, Oggi) e lavora per la moda, collaborando con diverse riviste italiane e straniere.
Negli anni Settanta si dedica alla pubblicità, per cui continuerà a lavorare a lungo. Tra le campagne più rilevanti quelle per Omsa, La Perla, American System, Swatch, Philip Morris, Ducati, Alias, Baleri, Nemo, Cassina. Al 1984 risale la prima mostra personale, con allestimento di Mario Botta. Sono datati 1965 e 2015 due libri su Milano, con testi di Dino Buzzati e Aldo Nove. Il volume Extasi sulla caduta del muro di Berlino è del 1999; Faithful. People around the World del 2004; Jannis Kounellis atto unico del 2006; La luce della terra del 2007. Nel frattempo, accompagna il lavoro dell’artista Arnaldo Pomodoro realizzando diverse pubblicazioni. Nel 1997 fonda con la moglie Silvana Beretta e gli amici di sempre – Emilio Tadini, Guido Vergani, Gianfranco Pardi, Giorgio Terruzzi – la rivista Città, per raccontare Milano attraverso lo sguardo di grandi fotografi. Muore a Bergamo il 31 maggio 2021.

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