ALTIPIANO. In cammino sull’Altopiano di Asiago con Mario Rigoni Stern e le fotografie di Loïc Seron

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In M9 Museo del ‘900, a Venezia-Mestre ecco Altipiano, un progetto fotografico di Loïc Seron dedicato all’Altopiano di Asiago e all’opera letteraria di Mario Rigoni Stern, visitabile fino al 23 agosto 2026. Uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, Rigoni Stern ha fatto dell’Altopiano il centro di tutta la sua scrittura: i boschi, le acque, i pascoli, il rapporto consapevole tra l’uomo e la montagna, l’armonia con la natura come unica via verso una felicità possibile.

Seron non costruisce una raccolta di immagini paesaggistiche, ma un dialogo: il suo sguardo si muove sugli stessi luoghi che Rigoni Stern ha trasformato in parola, cercando nei sentieri e nelle stagioni la stessa tensione tra memoria, ecologia e presenza umana che attraversa tutta la sua opera. “Belpaese A Photographic Journey” porta in M9 una selezione di opere provenienti dalle collezioni della Fondazione di Venezia, in un percorso che attraversa paesaggi fisici e sociali, persone e luoghi, dalla ricostruzione postbellica fino ai giorni nostri. La grande fotografia italiana è qui al tempo stesso soggetto e medium: le immagini non illustrano la storia, la costituiscono.

A partire dalla primavera del 2014 Seron ha percorso l’Altopiano in ogni stagione: un lavoro di lungo corso che non cerca l’effetto spettacolare ma l’essenza dei luoghi. La mostra presenta una selezione di circa 70 fotografie, accompagnate da estratti dalle opere di Rigoni Stern, da testi dello stesso Seron e da materiali originali dello scrittore: un percorso che invita a riconoscere nel paesaggio i luoghi di una memoria collettiva ancora viva.

La mostra si articola intorno a due modalità dello sguardo fotografico. Da un lato la prospettiva documentaria, con la sua capacità di registrare la condizione dell’uomo e il tessuto sociale con lucidità e responsabilità. Dall’altro, una vocazione evocativa che richiede all’osservatore una partecipazione attiva nel decifrare i messaggi nascosti sotto la superficie di ogni fotogramma. Il percorso espositivo nasce dal patrimonio fotografico della Fondazione di Venezia, il cui cuore è il fondo acquisito nel 2007 da Italo Zannier, critico, studioso e docente: circa 12.000 volumi e 1.300 fotografie originali, a cui si sono sommate più recenti integrazioni e donazioni.

La selezione raccoglie due diverse stagioni della fotografia italiana nel secondo Novecento, restituendo lo spettro fluido della storia del nostro Paese. In mostra oltre 50 opere di Mario Giacomelli, Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Nino Migliori, Luca Campigotto, Maurizio Galimberti, Elio Luxardo, Tazio Secchiaroli, Elisabetta Catalano, Francesca Spanio e altri. Fotografie restaurate e digitalizzate che tornano a parlare di un Paese in trasformazione continua, ancora riconoscibile, ancora irrisolto.